COSTELLAZIONI, Le Luci Della Centrale Elettrica

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COSTELLAZIONI, Le Luci Della Centrale Elettrica

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È il loro terzo album, “Costellazioni”.

Come dice lo stesso Vasco Brondi questo è l’album delle storie, storie che possono finire bene o male oppure, addirittura, non possono finire affatto. Ed in effetti quante storie che non finiscono affatto continuano, in un modo più o meno torbido, più o meno sublime, a tormentarci? A impedirci di fare quel passo di troppo? Le storie che non finiscono mai, in fondo, sono le storie più rassicuranti che possono esistere.

PicsArt_1448183465774Questo è un disco diretto e nella semplicità espositiva dei testi molto accattivante. C’è la provincia italiana post-industriale con le sue sfumature grigie e c’è la malinconia dei grandi quartieri popolari, della grande occasione perduta. Il tutto, però, viene remiscelato alla luce dei tempi moderni, il tutto è remiscelato sotto un cielo d’argento tra la ferrovia e la nuova moschea.

Tutto sommato “Costellazioni” è un disco caldo, uno di quelli che ascolti dall’inizio alla fine, le distorsioni sono dolci e tutte le canzoni tendono ad amplificare il più possibile l’impatto emozionale delle parole, c’è la volontà di costruire delle piccole ballate per i tempiPicsArt_1448182932554 solitari che stiamo vivendo. Sì, stiamo assieme, ma ognuno sta per fatti suoi. C’è tanta disillusione in giro e queste quindici canzoni lo sanno benissimo, lo sanno benissimo che molti ragazzi trattengono il respiro, ammutoliscono i propri sogni e si limitano a fissare le rovine ed a convincersi che va tutto bene.

In fondo perché dobbiamo avere necessariamente il bisogno di sognare? Di progettare? Di costruire? Di essere in pace?

C’è la consapevolezza della fine dei giorni più spensierati, della gioventù, ma allo stesso tempo c’è laPicsArt_1448182840770 forte volontà di distinguersi da tutto il grigiore, di brillare, di non morire dietro alle password di facebook o instagram o delle altre diavolerie simili, c’è la volontà di staccarsi dal flusso dei dati che viaggiano in streaming, sono così freddi, così silenziosi e solitari.

Meglio ritrovarsi sulla strada sterrata, sotto il cielo, con la musica elettronica ed il forte bisogno di ritrovare un nuovo centro, che non è più quello delle passate generazioni, quello delle grandi realtà industriali, dei grandi partiti popolari e di sinistra. Adesso tutto questo è solo una fotografia sfocata.

Un ultimo passo lo voglio dedicare alle illustrazioni, rientrano a pieno nelle tematiche dell’album e nella poetica dei versi cantati da Vasco. Sono di Gianluigi Toccafondo, un bravo illustratore, uno che ha fatto tante cose, tra cui aver illustrato Pinocchio per i giapponesi.

PicsArt_1448153157313Non stupitevi di nulla. Verrà il tempo che torneremo a ballare fuori ad i bar e magari scambieremo qualche parola in più, così da sentirci meno soli, così da sentirci più completi e toglierci da dosso tutte le ceneri di un ingombrante passato, di quelli che vengono spesso chiamati i nostri anni migliori.

Non siate ansioni, per carità, non abbiate paura della notte, qualcosa succederà. E se non sarà così, questo album, con le sue canzoni, sarà sicuramente di compagnia, perciò non vi resta che alzare il volume. Non è difficile. Non è difficile amare Le Luci Della Centrale Elettrica.

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By | 2017-08-01T21:34:24+00:00 novembre 22nd, 2015|MUSICA|2 Comments

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2 Comments

  1. Gugu 23 novembre 2015 at 20:22

    Grandi. Sono i miei preferiti. Ho tutti i dischi. Complimenti per le parole.

  2. maristella 23 novembre 2015 at 20:06

    Bel disco. E molto bella la recensione.
    Ciao.

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