Henry Chase, ANTOLOGIA DI SPOON RIVER di Edgar Lee Masters

//Henry Chase, ANTOLOGIA DI SPOON RIVER di Edgar Lee Masters

Henry Chase, ANTOLOGIA DI SPOON RIVER di Edgar Lee Masters

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In vita fui l’ubriacone

da morto il prete mi negò la sepoltura

in terra consacrata.

La cosa tornò a mio vantaggio,

perché i Protestanti comprarono questo pezzetto di terra

e ci seppellirono il mio corpo,

accanto alla tomba del banchiere Nicholas,

e di sua moglie Priscilla.

Visto? Anime prudenti e pie,

come le avverse correnti della vita

onorano i morti vissuti nell’onta?

n_spoonriver2Le parole, che ho scelto, sono quelle di Henry Chase, l’ubriacone del villaggio. Egli, in vita sua, arrivò, addirittura, a votare contro gli stessi saloon, nei quali era sempre vissuto, giusto per contraddire la brava gente di Spoon River, i perbenisti ed i falsi moralisti, che pretendevano di mantenere l’ordine e la disciplina in città e che l’avevano sempre messo alla porta, additandolo come esempio di peccato e di umano degrado. E di conseguenza il povero Henry aveva pensato bene di prendersi la sua piccola rivincita schierandosi apertamente contro quel mondo di vizi e di bottiglie, che parecchio denaro aveva portato nelle casse dei così detti garanti del pubblico decoro.

Gli spunti dell’antologia di Spoon River sono innumerevoli, figure umane che si trascinano su questo grande palcoscenico che è la vita, ognuno con la sua dose di compromessi e di giustificazioni, di vizi e di virtù, di segreti nascosti e di passioni inconfessate.

Henry Chase pensava che il suo voto contrario fosse la sua vendetta personale contro quella gente, così diversa e così uguale, che gli avevan_spoonriver3 rovinato la vita, che l’aveva sempre messo in un angolo e guardato dall’alto verso il basso. In fondo lui era solo un povero ubriacone, un derelitto, un perdente, un poco di buono, non avrebbe mai potuto intrattenere rapporti con la gente che conta, con persone come il banchiere Nicholas o sua moglie Priscilla. Ed invece? Ed invece l’anima di Henry, alla prima, fa seguire la sua seconda rivalsa, con tutto il suo amaro sarcasmo, ci tiene a farci sapere che lui, l’appestato, il lercio, l’ultimo, risiede adesso proprio vicino quel ricco banchiere e la sua bellissima consorte. Henry continua ad avercela a morte con quelle persone, in lui non c’è pace e neppure giustizia, in lui c’è una spinta feroce ed impulsiva verso quella gente e ciò che essa ha rappresentato nella sua vita.

Espressero giudizi su tutti, ma furono incapaci di vedere se stessi, ebbero uno specchio per ciascuno di noi, ma mai ebbero il coraggio o la volontà di specchiarsi loro stessi.

edgarleemasters1n_spoonriver4L’antologia di Spoon River è un’opera profondamente asincrona, non ha un vero e proprio inizio ed una vera e propria fine, è possibile iniziare con qualsiasi personaggio, non vanno letti necessariamente nell’ordine in cui compaiono. Ognuno di essi può diventare il nostro preferito, ognuno di essi può darci qualcosa, un monito o un consiglio, un esempio o un’esortazione, perché ognuno di essi esprime, in modo sincero e schietto, la propria storia, la propria umana vicenda, la sua parte nel grande spettacolo della vita, la propria versione della verità, senza pretesti, senza dolore, senza alcuna giustificazione di sorta. Queste anime non hanno più nulla da nascondere e perciò, senza la minima vergogna, parlano in modo razionale dei propri vizi, dei compromessi che hanno dovuto accettare, dei raggiri che hanno dovuto subire o dei torti che hanno imposto al loro prossimo. Non dobbiamo meravigliarci se esistono per una stessa vicenda tante verità, in fondo ciò è normale, l’antologia è composta da una moltitudine di anime, di approcci diversi al mondo circostante, di differenti reazioni di rabbia o d’amore, di gioia o di dolore.

È il canto delle emozioni umane, delle torbide passioni che ci consumano e del rimorso per ciò che fu, per ciò che stringevamo in pugno e sentivamo battere nel petto e scorrere nelle vene.

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By | 2017-08-01T21:34:04+00:00 novembre 23rd, 2015|LIBRI|0 Comments

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