BORN IN THE ECHOES, The Chemical Brothers

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BORN IN THE ECHOES, The Chemical Brothers

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La collaborazione più riuscita di questo album (il nono in studio), secondo me, è espressa dal terzo brano, e cioè “Under Neon Lights”, brano nel quale i due fratelli chimici duettano con St Vincent ed è proprio qui, sotto le luci al neon, che viene toccato uno dei punti più originali del disco. Ovviamente è difficile, dopo tanti anni, ormai che il tuo gruppo è parte della vecchia guardia dell’elettronica, trovare qualcosa di completamente nuovo ed innovativo. Il brano è bello, ma non è il paradiso a cui vorrebbe giungere il protagonista, semmai si tratta semplicemente di una buona occasione per passare la serata e basta.

bite_1Altra collaborazione celebre è quella dell’ultimo brano del disco, “Wide Open”, dove troviamo Beck ed in un certo senso è come ritornare ai fasti degli esordi, agli anni novanta, almeno da un punto di vista sentimentale, più che musicale vero e proprio. La canzone è abbastanza scontata, nel senso che è proprio quello che ci si aspettava da una collaborazione tra i Chemical Brothers e Beck. Il testo, comunque, è adatto a Beck, ha una sorta di malinconia indefinita, si riesce davvero a percepire qualcosa che sta scivolando via per sempre. Un ricordo? Un amore? Un ultimo barlume di ragione? Ma chi se ne frega!

L’inizio e la fine di questo disco, secondo me, sono troppo pop per essere davvero parte di un disco dei Chemical Brothers. Meglio labite_3 parte centrale, quella senza forzate e pretenziose collaborazioni, quando i due fratelli chimici restano soli con la loro musica ed il loro beat. La parte migliore del disco, per me, è quella che va da “EML Ritual” (quarto brano) a “Reflextion” (settimo brano).

bite_9Mi piace il ritornello della canzone “EML Ritual” – “io non so cosa fare, io sto perdendo la testa” – ripetuto più e più volte. È questa la dimensione che preferisco ed è quello che voglio ascoltare. Altre canzoni che mi sorprendono positivamente sono “I’ll See You There” che sembra una loro canzone più vecchia ed in un certo senso è un brano più rock e psichedelico, il cui testo è semplicemente un invito a rivederci in un prossimo futuro ed infine “Reflexion”, un brano puramente strumentale.

Brani consigliati: “Under Neon Lights” (il duetto con St Vincent), “EML Ritual”, “I’ll See You There”, “Reflexion” e “Wide Open” (il duetto con Beck).

BARCELONA, SPAIN - JUNE 20: Tom Rowlands of Chemical Brothers performs on stage during day 3 of Sonar Music Festival on June 20, 2015 in Barcelona, Spain. (Photo by Xavi Torrent/WireImage)

 

By | 2017-08-01T21:33:42+00:00 novembre 24th, 2015|MUSICA|0 Comments

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