WACKEN 3D, il film di Norbert Heitker

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WACKEN 3D, il film di Norbert Heitker

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Wacken è un paese di circa 1800 abitanti che ad Agosto vede aumentare enormemente la sua popolazione ed arrivare ad almeno 70000 persone. Il motivo? Il WOA (Wacken Open Air), il più noto festival heavy metal del mondo, il cui motto da un’idea di cosa sia questo festival: “Faster. Harder. Louder”, più veloce, più pesante, più rumoroso.

wacken_1Il film narra l’edizione del 2013 che tra i gruppi partecipanti ha annoverato band quali Agnostic Front, Alice Cooper, Annihililator, Anthrax, Danzig, Deep Purple, Fear Factory, Grave Digger, Lamb Of God, Rage, Motӧrhead, Nightwish, Rammstein, Sabaton, Sonata Arctica, Tristania, Trivium e tanti altri, più o meno famosi, più o meno cattivi.

Ci tengo subito a precisare che questo film non è un resoconto dei concerti, vengono proposti alcuni momenti live, ma sono degli assaggi minimi, giusto per avere un’idea del clima che si respira durante le esibizioni dei gruppi più importanti. Wacken 3D vuole essere un documentario su quei quattro giorni di musica, un reportage basato su interviste ad alcuni fan (alcuni ragazzi tedeschi, tra cui una coppia padre-figlio, una ragazza taiwanese ed un gruppo di ragazze canadesi), ad alcune band emergenti che partecipano al contest metal internazionale che ha la sua conclusione sul palco secondario di Wacken (i ragazzi uruguayani, quelli mongoli e quelli romeni) ed alcuni musicisti (tra i quali Alice Cooper, Henry Rollins, Mikkey Dee).

Il tutto, però, è troppo addomesticato, troppo elaborato al tavolino, per essere davvero heavy metal. Ho trovato le wacken_16interviste ai fan un po’ troppo superficiali e pilotate. La ragazza di Taiwan che nasconde alla mamma la sua partecipazione al festival. La ragazza canadese che ci tiene a fare sapere a noi ed alla madre (ancora una volta una mamma!) quanto i suoi amici metallari siano le persone più sensibili e gentili che possano esistere. Il padre che porta il figlio al concerto perché, essendo stato figlio di un poliziotto, da ragazzo, non gli è stato mai permesso di partecipare ad eventi simili. Il giovane tedesco che deve divertirsi a tutti i costi con giochini un tantino stupidi. Queste interviste sono poi condite qua e là con tutta una serie di stereotipi appartenenti alla cultura metal, dalle t-shirt rigorosamente nere, alle provocazioni sessuali, passando per l’air guitar (si mima una chitarra), lo headbanging (si scuote la testa), il crowd surfing (si fa surf sulla folla) ed il classico e spettacolare “wall of death” (ci si divide in due gruppi e ci si scontra). Questa cultura viene ridotta ed umiliata a due concetti semplicistici: più birra per tutti, più tette per tutti.

Tra i momenti live quello più esaltante è l’esibizione dei Rammstein, una “Du Hast” infuocata, con il pubblico che canta a squarciagola e la band energica ed in forma smagliante.wacken_14 wacken_2Anche gli Annihilator mi hanno trasmesso grinta ed energia e sempre affidabili e cattivi i Motӧrhead, una vera e propria garanzia. La performance che mi ha deluso di più è stata quella dei Deep Purple, una fiacca e consumata “Smoke On The Water”, che convince poco e sinceramente, dalle riprese, sembra aver convinto poco anche i ragazzi che erano al concerto. Il film termina con una piacevole esibizione finale di Alice Cooper, inizia con la sua storica “School’s Out”, che si trasforma nella pinkfloydiana “Another Brick In The Wall Part II”, il tutto avviene tra pupazzi, ghigliottine e simbologia horror.

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wacken_10Quanto alle interviste nel backstage sono abbastanza scontate, Henry Rollins elenca una serie di banalità e luoghi comuni, megliowacken_3 Mikkey Dee dei Motӧrhead, che ad un certo punto afferma che quando tutto finirà, quando non ci sarà più nulla, resteranno comunque le zecche e Lemmy. Quanto a Lemmy basta ascoltare il suo saluto al pubblico, prima della performance dei Motӧrhead, vale più di cento, mille parole.

Un aspetto del film che non mi è affatto piaciuto, sono le riprese troppo Woodstock style del fango e della pioggia, l’ho trovata una scelta poco originale, i ragazzi che erano a Wacken non sono certo gli hippy di fine anni sessanta. È assurdo proporre il parallelo. Oggi viviamo un’epoca totalmente diversa, le nostre problematiche sono altre, non basta un po’ di fango e di pioggia per farci tornare tutti agli anni sessanta.

wacken_13Comunque sia, Wacken è un grande evento e merita di essere vissuto in prima persona. Il film da un’idea di cosa sia il festival, ma l’ho trovato troppo superficiale e troppo stereotipato.

Ma non preoccupiamoci, perché gli dei crearono l’heavy metal e l’heavy metal non morirà mai!

“The Gods made heavy metal and it’s never gonna die!”, Manowar, “The Gods Made Heavy Metal” dall’album “Louder Than Hell” del 1996.

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By | 2017-08-01T21:32:36+00:00 novembre 27th, 2015|VIDEO|0 Comments

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