HEART OF THE SEA di Ron Howard

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HEART OF THE SEA di Ron Howard

HEART OF THE SEA

IN THE HEART OF THE SEAÈ una storia nella storia. Nella prima storia lo scrittore Herman Melville si presenta una sera in una modesta pensione di Nantucket, un’isoletta del Massachusetts, per parlare con un vecchio marinaio, un certo Thomas Nickerson, oramai unico superstite ancora in vita del disastro occorso alla baleniera “Essex”. All’epoca dei fatti Thomas era solo un ragazzo, ma adesso trent’anni dopo, è un uomo, un vecchio, che prova ancora orrore e paura nel rapportarsi col suo passato, con quella tremenda esperienza che lo condusse non solo vicino alla morte, ma anche a provare con mano la potenza e la spietatezza della natura, oltre che a commettere atti abominevoli, pur di garantire la propria sopravvivenza. Inizialmente Thomas èHOTS-20131003BO4V0392.dng riluttante, chiuso in sé stesso, perseguitato dai suoi fantasmi personali e dal ricordo sempre vivo di un mostro che lo perseguita e lo costringe a rifugiarsi nel tepore dell’alcool. L’uomo è restio a parlare, non vuole aprirsi con Herman e tenta di cacciarlo via. Quel giovane è solo un intruso, non potrebbe mai comprendere a pieno la brutalità e l’orrore della sua storia. Ma grazie all’intervento della moglie di Thomas, donna che ha il compito di pensare alla sopravvivenza della famiglia, il dialogo notturno tra il vecchio marinaio ed il giovane scrittore può avere luogo. La donna, infatti, non ha nessuna intenzione di rifiutare i soldi promessi da Herman, come compenso per il racconto di Thomas, i tempi sono difficili e lei e il marito navigano in cattive acque, non possono permettersi di rifiutare quell’offerta economica. E poi al marito, sostiene la donna, dopo decenni di silenzio, non può che fare bene aprirsi, confessare le proprie terribili paure, solo così può cercare di liberarsi del suo fardello.

27.024000,27.024000Ha così inizio la seconda storia, quella più avvincente e inquietante, la storia della baleniera “Essex”, salpata nel 1820 con l’obbiettivo di ammazzare il numero più grande  possibile di balene e di riempire ben 2000 barili d’olio. L’olio di balena, infatti, a quei tempi era prezioso come l’oro, era l’unico combustibile utilizzabile per l’illuminazione di strade, case ed industrie, per permettere alle macchine inventate dal genio umano di funzionare. C’era, quindi, un qualcosa di mistico, di religioso, nell’opera delle baleniere e dei loro capitani, le loro azioni permettevano all’uomo di elevarsi sulle altre creature, di progredire, di vincere per sempre il buio della notte, con tutti i suoi segreti oscuri ed i suoi peccati.

 La storia dell’Essex non può essere separata da quella di due uomini profondamente diversi tra loro: ilron_9 capitano della nave, l’inesperto George Pollard, messo lì solo perché appartiene ad una antica e gloriosa famiglia di capitani di baleniere ed il primo ufficiale, Owen Chase, un uomo desideroso di migliorare le proprie condizioni di vita, figlio d’un contadino, ma valido ed esperto marinaio. Owen aspira al comando e non lo nasconde, vuole avere una propria baleniera e ne avrebbe tutte le capacità, ma solo il sangue che gli scorre nelle vene non gli ha permesso di coronare il suo sogno. Da ciò nascono la reciproca antipatia ed i contrasti tra i due uomini: il raccomandato di buona famiglia, che ha ron_8sempre trovato porte aperte dinanzi a sé, e l’arrivista di umili origini, desideroso di raggiungere il successo, grazie alle proprie capacità e alla propria bravura. È un continuo attaccarsi, offendersi gratuitamente, mettere in dubbio le capacità dell’altro. È un continuo rincorrersi, nel tentativo di superare i propri limiti e prevalere sull’avversario. Non solo nelle banali e ripetitive operazioni quotidiane, ma anche nella gestione di una forte ed improvvisa tempesta, che mette a repentaglio la nave stessa. Il primo ufficiale invita alla calma, vorrebbe evitarla. Il capitano vuole dimostrare, invece, la sua forza ed il suo coraggio, a suo dire vuole che l’equipaggio si faccia subito le ossa e decide di affrontare la burrasca di petto. Alla fine Owen l’avrà vinta e la nave sarà salva, il capitano minaccerà di voler far ritorno a casa e solo un patto di non belligeranza tra i due, nell’ottica dell’obbiettivo comune dei 2000 barili di olio, permetterà alla nave di riprendere il suo viaggio e dirigersi verso l’oceano Pacifico.

 Affascinanti sono le scene di lotta contro la balena, uomini armati di soli ramponi, su piccoleron_14 imbarcazioni a remi, si lanciano, intrepidamente, all’inseguimento di quelle creature mastodontiche. Dopo aver ucciso la prima preda, però, giunge un periodo di magra, è come se le balene avesse compreso la mattanza a cui le ha destinate l’uomo ed abbiano deciso di nascondersi il più lontano possibile, nel bel mezzo del Pacifico, in un mare inesplorato e pericoloso. È qui che l’Essex si dirige incautamente, nonostante l’equipaggio avesse timore della vastità di quel mare, ma ormai capitano e primo ufficiale, presi dalla cupidigia e dal desiderio di uccidere, non vogliono ascoltare ragioni. È qui che incontrano il mostro, una balena bianca, enorme, molto più delle altre, la creatura mostra immediatamente la sua forza, la sua intelligenza e la sua spietatezza. Inizia a dar loro la caccia. Il cacciatore, alla fine, senza accorgersene, si trasforma in preda. La balena attacca la nave e la distrugge, gli uomini sono costretti a imbarcarsi sulle tre piccole lance, semplici barche a remi, nel bel mezzo dell’immenso oceano Pacifico, in quello che, a tutti gli effetti, è un vasto deserto d’acqua salata e morte.

ron_3La balena, non contenta, da loro più volte la caccia, li perseguita e li attacca in modo premeditato. Sembra volersi vendicare. Owen ha la possibilità di ucciderla, di scagliare contro essa il suo arpione, ma non lo fa. Comprende quanto sia superba la convinzioni dell’uomo d’essere destinato a primeggiare sulla natura, quanto sia assurdo e folle il suo desiderio di controllare e soggiogare la forza degli elementi, la natura troverà sempre il modo di risollevarsi e mostrare la sua forza brutale. Owen, quindi, lascia che la balena si immerga negli abissi marini e non lancia il suo rampone.

Ma il peggio deve ancora arrivare, i giorni successivi sono terribili, le provviste terminano, non hannoron_13 acqua dolce, deperiscono sempre più sotto un sole cocente e spietato, il  caldo del giorno ed il freddo della notte li consumano, logorano ogni loro barlume di resistenza ed annebbiano la loro ragione. La morte appare l’unica salvezza. Sono costretti all’abominevole azione del cannibalismo, non sono più degli uomini. I loro compagni muoiono e solo dopo circa novanta giorni giungono in vista della terraferma e vengono finalmente tratti in salvo.

ron_1Quando tornano in patria, a Nantucket, non ci sono parate, musica, grida di gioia ad attenderli, ma solo un assordante silenzio. Gli armatori vorrebbero mettere tutto a tacere, vorrebbero far credere che la nave sia andata semplicemente in secca. In un’epoca in cui l’olio di balena è così importante per lo sviluppo della società e per il progresso dell’uomo, non è consigliabile mettere in giro la voce che possano esistere balene capaci di attaccare deliberatamente l’uomo, di dargli la caccia e di vendicarsi del male subito. Dopo tanta sofferenza questa bugia è un macigno troppo pesante da sopportare e sia il capitano, che il primo ufficiale, per la prima volta in vita loro, reagiranno allo stesso modo.

Chase se ne va via indignato (lascerà il mondo delle baleniere e diverrà comandante di normali navi mercantili), mentre Pollard, in un primo momento è disposto a piegarsi alle richieste della propria famiglia e degli armatori, ma poi quando poiron_7 giunge il momento della sua falsa dichiarazione, decide di non mentire, di dire solo e semplicemente la verità: è stata una balena, una creatura uscita direttamente dall’inferno a distruggere l’Essex in pochi minuti e poi a dar loro la caccia nell’oceano. La natura sa essere spietata con chi viola le sue leggi.

Il vecchio Thomas conserva ancora il cimelio di ossa di balena che gli donò, il giorno del rientro in patria, Owen Chase. Suggestiva è l’ultima battuta tra Herman e Thomas, Thomas riporta la voce secondo cui in Pennsylvania qualcuno abbia scoperto un olio che viene fuori dalle viscere della Terra e che possa sostituire l’olio di balena. Ai due uomini pare assurdo, impossibile, come può un olio venir fuori dal ventre della Terra? Una follia.

Il film termina con Herman che inizia il suo libro, la storia che tutti noi conosciamo, quella del capitano Achab, di Ismaele, della nave Pequod e della grande balena bianca, Moby Dick.  

Per ulteriori informazioni: “Moby Dick” di Herman Melville

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By | 2017-08-01T21:28:44+00:00 dicembre 6th, 2015|VIDEO|0 Comments

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