MOBY DICK di Herman Melville

//MOBY DICK di Herman Melville

MOBY DICK di Herman Melville

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“Call me Ishmael”, chiamatemi Ismaele, come il figlio di Abramo e della schiava Agar che fu cacciato e vagò nel deserto assieme ai reietti.

md_5Un viaggiatore che sfida le avversità della natura ed il proprio sfavorevole destino. Ed infatti Melville da proprio ad Ismaele il compito di narrare, in prima persona, il viaggio della baleniera “Pequod”. Ismaele è un marinaio, che dopo passate esperienze su navi mercantili, decide di intraprendere la sua grande avventura, imbarcandosi su una baleniera. Ed è perciò che si reca nella “Locanda dello Sfiatatoio”, dove una notte conosce un ramponiere polinesiano, Quipeg, con cui fa subito amicizia e con il quale decide di imbarcarsi, dall’isola di Nantucket, sulla “Pequod”, la nave del misterioso capitano Achab. Il capitano è inizialmente assente e viene solo nominato, ma anche quando non c’è, la sua presenza aleggia sugli altri protagonisti della storia. Viene descritto come un grand’uomo, dall’aspetto di un patriarca biblico, un uomo segnato, nel fisico e nell’animo, da uno scontro con il capodoglio bianco Moby Dick, che gli ha portato via una gamba. Ed infatti Achab ha una gamba artificiale, una protesi costruita non con il legno, ma con una mascella di capodoglio. Prima della partenza Ismaele e Quipeg incontrano un personaggio misterioso, Elia, come il profeta biblico, che preannuncia loro le future avversità che colpiranno la nave ed il suo capitano.

Ciò nonostante, la mattina di Natale, la nave salpa, sotto la guida dei suoi primi ufficiali. Achab è ancora assente, chiuso nella sua cabina, a rimuginare sulla sua grande ossessione. Il primo ufficiale è un quacchero, un uomo severo e tutto d’un pezzo, di nome Starbuck. In seconda c’è il più allegro Stubb, accanito fumatore ed infine il terzo ufficiale è Flask. Ogni ufficiale comanda la sua lancia, armata col proprio rampone, affidato al proprio ramponiere.

Una mattina il capitano Achab decide di presentarsi finalmente al suo equipaggio, mette subito le cose in chiaro, il loro unico scopo è quello di uccidere Moby Dick, il capodogliomd_3 bianco che lo ha gravemente menomato. Non gli interessa altro. Il capitano fissa un doblone d’oro ad uno degli alberi della baleniera, promettendolo come ricompensa al primo marinaio che avvisterà l’odiata balena. Achab impone a tutti i marinai, ai ramponieri e persino al cuoco, di stringere un patto di sangue finalizzato ad uccidere la balena, per suggellare il giuramento bevono tutti dallo stesso calice, mentre i soli ramponieri (che avranno il compito arduo di trafiggere la balena con il loro arpione) bevono dai buchi di legno del rampone stesso.

Il capitano svela il suo segreto all’equipaggio, egli è accompagnato da altri ramponieri, tra cui c’è un parsi, chiamato Fedallah. In effetti Ismaele e Quipeg avevano già visto questi uomini nel giorno della partenza, ma non li avevano riconosciuti a causa della nebbia, scambiandoli per dei fantasmi che aleggiavano attorno alla “Pequod”. Anche Fedallah è autore di una nefasta profezia di morte e sventura che colpirà lui stesso, la nave ed il suo capitano.

La “Pequod”, intanto, oltrepassata l’Africa e l’oceano Indiano ed entra nell’oceano Pacifico, qui sono ricorrenti avvistamenti ed uccisioni di altre balene e si incontrano anche altre baleniere, ai rispettivi capitani Achab fa sempre e solo la stessa domanda: “Avete visto la balena bianca?”.

md_1Intanto Quipeg si ammala, si convince di dover morire e chiede che gli venga costruita una bara, ma alla fine riesce a guarire, per cui la sua bara diviene una sorta di portaoggetti. Uno dei capitani, che Achab incontra nel Pacifico, è il capitano Boomer. Anche lui si è scontrato con Moby Dick ed ha avuto la peggio, ha perso un braccio, ma non possiede e non comprende l’ossessione maniacale di vendetta che pervade l’animo di Achab. Ormai la “Pequod” è vicina al suo obbiettivo, un’altra nave, la “Rachele”, danneggiata da una tempesta e da uno scontro con la balena bianca, chiede aiuto ed assistenza ad Achab, ma il capitano glieli rifiuta, più vicino è alla balena, più la sua ossessione si fa bruciante. Successivamente incontrano un’altra nave, la “Letizia”, che si è scontrata con Moby Dick ed il suo capitano, infatti, sta facendo gettare in mare un marinaio morto nello scontro. Starbuck, intanto, rivolge i suoi accorati appelli al capitano, affinché riconsideri le sue azioni e le sue decisioni, il primo ufficiale vorrebbe dare la caccia alle altre balene e tornarsene a casa, non condivide il folle desiderio di vendetta di Achab, sente che sarà causa della loro fine.

“Oh, Achab”, gridò Starbuck, “non è troppo tardi nemmeno ora, al terzo giorno, per rinunciare. Guarda! Moby Dick non ti cerca. Sei tu, tu, che da pazzo, vai in cerca di lui!”

Parole vane. La “Pequod” avvista Moby Dick ed inizia una caccia che durerà, appunto, ben tre giorni. Il primo giorno Achab fa calare a mare le lance, ma Moby Dick attacca la lancia sulla quale è salito e lo fa cadere in acqua. Sarà salvato dalle altre due lance. Il secondo giorno, la balena attacca nuovamente le lance e le distrugge tutte, nonostante la creatura sia stata colpita dagli arpioni, strappa la gamba artificiale al capitano e porta via con sé Fedallah. Il terzo giorno Moby Dick ricompare col cadavere del ramponiere parsi attaccato al dorso ed attacca la “Pequod”, affondandola. Achab colpisce la balena col suo rampone, ma la balena si immerge nell’oceano e porta via con sé il capitano, perché la corda del rampone si era impigliata fatalmente attorno al collo. La “Pequod”, intanto, cola a picco, i marinai ed il resto dell’equipaggio trovano tutti la morte, solo Ismaele riesce a salvarsi, restando aggrappato alla bara dell’amico Quipeg. Solo dopo un giorno ed una notte trascorsi in balia dell’oceano, il marinaio sarà salvato dalla nave “Rachele”, quella a cui Achab aveva rifiutato il proprio aiuto.

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md_2Il capitano, con tutta la sua ostinazione e la sua superbia, rappresenta l’uomo che combatte un fato avverso ed ineluttabile, a cui dovrà soccombere e la sua caduta sarà, allomd_10 stesso tempo, grandiosa e tremenda. È un uomo orgoglioso e reso folle dal desiderio di vendetta. Un uomo che si scaglia, con tutto il suo odio e tutta la sua rabbia, contro la natura, ma l’uomo deve comprendere che non può dominare la natura e dalla natura egli viene umiliato, sconfitto e punito con una morte atroce. Una morte per sé stesso e per tutti i suoi marinai. Solo Ismaele si salva in modo tale da poter raccontare questa storia e da essere monito e testimone della forza e della potenza della natura. Il genere umano deve comprendere che non può e non deve ergersi ad essere superiore, non deve cercare di alterare con il suo comportamento le leggi che governano le stagioni, altrimenti la risposta della natura sarà imprevedibile e violenta e metterà a serio rischio l’esistenza stessa dell’uomo. Achab viene condannato dalla sua convinzione di poter decidere della vita e della morte di Moby Dick, la sua superbia, che lo conduce alla follia, a volersi credere un dio, lo condanna a trovare la morte. La sua pazzia lo rende irrazionale, incapace di pesare gli avvertimenti dei suoi compagni di viaggio. Il capitano Boomer, anche se colpito dalla sua stessa sventura, ha compreso che è inutile ribellarsi, non comprende la sua ossessione e sa che la vendetta lo condurrà solo ad un’esistenza infelice ed una morte violenta. Il primo ufficiale Starbuck cerca di far leva sugli ultimi barlumi di razionalità, cerca di fargli comprendere quanto impossibile sia l’impresa in cui vuole trascinarli, cerca di fargli capire i propri limiti, ma a nulla servono le sue parole. Come a nulla servono i segni e le profezie, Achab è convinto che le sue attrezzature, i suoi arpioni, la sua nave lo condurranno alla vittoria, ma l’uomo deve comprendere che qualsiasi sia la tecnologia a cui può ricorrere, qualsiasi siano le apparecchiature e le armi di distruzione che può ideare, la natura riuscirà sempre a far emergere i limiti e la debolezza della specie umana.

Per informazioni sul film: Heart Of The Sea di Ron Howard

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By | 2017-08-01T21:28:05+00:00 dicembre 8th, 2015|LIBRI|0 Comments

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