DYLAN DOG, Memorie dall’invisibile

//DYLAN DOG, Memorie dall’invisibile

DYLAN DOG, Memorie dall’invisibile

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PicsArt_12-03-10.16.19Memorie Dall’Invisibile, uno degli albi più affascinanti di Dylan Dog, storia di Tiziano Scalvi e disegni di Giampiero Casertano, indaga su tematiche quali la solitudine, l’indifferenza nei confronti di chi ci sta accanto, l’alienazione, le difficoltà ad aprirsi ed esprimere i propri sentimenti. Se si è soli, non si è nessuno. Essere soli è come non esistere. Com’è sentirsi una nullità? E com’è esserlo da sempre, per una vita intera, per tutti quelli che ti circondano, siano essi semplici sconosciuti, conoscenti, amici o addirittura familiari? Com’è essere una così grande nullità da non venir considerato nemmeno da tua madre, convinta di avere un unico figlio?

“Tutti gli altri ragazzi avevano degli hobby. Il mio hobby è sempre stato respirare.”

Per sentirsi vivo, in fondo, basta poco, è sufficiente anche solo il sorriso di una puttana. Aileen si chiamava e lui, la nullità, se ne innamorò perdutamente. Quando lei fu ammazzata, lui scomparve perché se nessuno ti vede, se nessuno si accorge di te, se non esisiti per nessuno, se nessuno ti sorride, è come non esserci, sei un fantasma, uno spettro, sei un uomo invisibile.

“Ciao bello. Mi chiamo Daniels. Bree Daniels”, con queste parole fa il suo ingresso in scena una delle donne più importanti di Dylan Dog. Lei è la più intraprendente e la più indipendente tra tutte, è una donna ironica, non è idealista e ribelle come Lillie Connolly (Finchè morte non vi separi) e neppure fragile e romantica come Marina Kimball (Il Lungo Addio). Le tre donne, ciascuna per un diverso aspetto, rappresentano i tentativi non riusciti di Dylan di ritrovare idealmente la madre perduta (Morgana).

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PicsArt_12-03-10.08.45Bree, in questo albo, decide di ingaggiare Dylan per mettere fine a degli omicidi di prostitute, molte delle quali sono sue amiche. Un folle assassino sta sconvolgendo le notti di Londra e visto che, nonostante l’impegno del buon ispettore Bloch, la polizia brancola nel buio più fitto e non sembra impegnarsi più di tanto, forse perché le vittime sono quello che sono, donne che vendono il proprio corpo, che vivono ai margini del sistema e che ovviamente non suscitano le simpatie dei tanti perbenisti e finti moralisti, che detengono il potere e compongono quella che è chiamata “buona società”. L’assassino è ovviamente ispirato alla figura di Jack lo Squartatore, il serial killer che agiva nei quartieri più degradati della Londra alla fine ottocento e che uccise almeno cinque povere donne.

“…che sta succedendo al mondo? Sembra che siamo tutti invisibili gli uni per gli altri…”

A volte qualcuno tenta di fuggire, ma non è possibile farlo, a meno che non si scelga il modo più drastico e definitivo.

A differenza di Jack, la cui identità è ancora oggi un mistero – all’epoca si pensò potesse essere un medico, oggi si crede fosse un PicsArt_12-03-10.15.29barbiere polacco, poi finito in manicomio – l’assassino di questo albo confessa i suoi delitti, decide di presentarsi a Bloch e Dylan. È un uomo dall’aspetto mite, un normale assicuratore, che non ha avuto né problemi durante la sua infanzia, né particolari turbe psichiche durante la sua vita. Ha ucciso e basta. Senza motivo, senza riuscire a dare nessuna spiegazione, neppure per il numero di vittime che si era prefissato di raggiungere (ventinove donne). Perché tutto questo? In fondo che domanda è? È come chiedersi perché nel mondo ci sono così tante guerre, tanta violenza, perché produciamo armi così pericolose ed uccidiamo donne, uomini e persino bambini indifesi? L’assassino, Hiram Bailey, viene ovviamente processato ed impiccato a Natale, il giorno più spietato dell’anno, il giorno in cui si deve essere per forza felici. E qui l’uomo invisibile fa terminare la sua storia e le sue “memorie dall’invisibile”.

PicsArt_12-03-10.07.35Dopo qualche mese, in primavera, Dylan e Groucho si recano a Blindtown, la “città cieca”, per un altro lavoro, questa volta è una nana ad ingaggiarli, una certa Tabitha. La donna è convinta che suo figlio (che non è nato nano) sia diventato un mostro, un altro assassino di povere donne, le uccide e poi asporta loro parti intime. A Tabitha, infatti, ha spedito una parte di utero. Un altro Jack the Ripper. Intanto Dylan sta frequentando Bree, ne è innamorato, ma lei continua a svolgere la sua professione. Dylan ne è sicuramente turbato, ma non la condiziona più di tanto e le fa addirittura la proposta di sposarsi.

Un altro uomo apparentemente normale, un’altra persona apparentemente mite ed innocua sta per uccidere Bree, ma questa volta è Dylan a fermarlo. Nonostante tutto, Bree decide di non voler cambiare la sua vita, decide di dire no a Dylan.

L’uomo ucciso da Dylan, però, non era il nuovo Jack, era solo l’ennesimo squilibrato, un uomo che, probabilmente, non aveva mai cercato di fare del male a qualcuno, prima di provarci con Bree. Il vero assassino, il figlio della nana Tabitha, alla fine, nelle ultime pagine dell’albo, si rivela essere Coldwater, il giornalista che aveva seguito tutti i casi di omicidio, sin dall’inizio e che più volte si era scagliato contro l’incapacità di Bloch e della polizia e contro l’operato dello stesso Dylan. Coldwater è sul punto di pugnalare la povera Bree, ma quando tutto sta per finire male, si fa nuovamente vivo lui, l’uomo invisibile – non si era suicidato, non ne aveva avuto il coraggio. L’uomo para con il suo corpo invisibile la pugnalata di Coldwater e poi lo colpisce a sua volta. I due uomini sono fratelli, l’uomo invisibile è il fratello di Coldwater, è il figlio che Tabitha puntualmente dimenticava, la nullità.

Muoiono entrambi.

E Bree va via.

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By | 2017-08-01T21:27:43+00:00 dicembre 9th, 2015|FUMETTI|0 Comments

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