I LOVE YOU, Management Del Dolore Post Operatorio

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I LOVE YOU, Management Del Dolore Post Operatorio

mado_6È passato solo un anno da “McMao”, il disco precedente, ma le sonorità della band cambiano rotta in questo ultimo lavoro. L’elettronica lascia completamente il posto a basso, chitarra e batteria, che si incastrano ed innestano in modo perfetto tra loro, esaltando al massimo l’energia punk della band. Ma non è un punk ortodosso, è un punk ben levigato ed ammorbidito da attimi funky e pop. I testi sono diretti, di facile comprensione, testi molto provocatori che, però, a volte corrono il rischio di sfociare in un vicolo cieco senza prospettive. Questo disco è essenzialmente una critica alla società moderna, che viene analizzata in tutti i suoi aspetti, cercando di evidenziare quelle che sono le sue contraddizioni e le ripercussioni che esse causano sulla vita delle persone comuni.

Il primo brano “Se ti sfigurassero con l’acido” è l’unico brano che non è completamente in linea con lemado_2 sonorità del disco, facendo leva solo sulla voce e sulla chitarra. È una canzone d’amore e di paura. Paura per tutto quello che può accadere, adesso sembra esserci la felicità, l’amore, ma tutto questo è troppo soggetto alle insidie del domani, del futuro. La frase che da il titolo della canzone non è altro che una sintesi del peggio, di tutto ciò che di cattivo può avvenire. Il tempo ci indebolisce sempre più, ci fa invecchiare inesorabilmente ed alla fine ci fa morire. Se non si vuole portare questo fardello, l’unica possibilità è restare soli. La solitudine ci libera da questa paura, ma la solitudine è soprattutto dolore.

“Scimmie” è il primo brano critico nei confronti della società. È un brano con vari innesti funk, in cui viene descritto con ironia un ipotetico futuro nel quale non ci sarà bisogno di lavorare, non si useranno più i soldi. Avremo organi d’acciaio indistruttibili e non ci sarà più alcuna malattia. Non ci sarà più il bisogno di uccidere gli animali per procurarsi il cibo, basterà una semplice stampante 3D. Permetteremo tutto a tutti: i maschi partoriranno, i preti saranno liberi d’amare e cloneremo le persone migliori. Ovviamente vi sono aspetti inquietanti in queste profezie, un uomo che si abbandona totalmente al progresso e dimentica il suo passato, un uomo che prova vergogna per esser stato una scimmia, è senza alcun dubbio un uomo pericoloso per sé stesso e per i suoi simili, oltre che per l’intero pianeta.

mado_1“Vieni all’inferno con me” è il brano più sarcastico del disco, un sarcasmo amaro, Luca è morto, ma allo stesso tempo è lucido nell’analizzare i soliti luoghi comuni e le solite banalità dei funerali, amici e familiari che si mostrano tristi ed elogiano le qualità del defunto, ma in realtà a quanti non gliene frega assolutamente nulla, in quanti pensano che fosse solo l’ennesimo coglione e che finalmente si è tolto dai piedi? Il bello, però, è quello che deve ancora essere cantato: il paradiso è un deserto, non c’è nessuno e non si può fare nulla di interessante. Molto meglio l’inferno, quindi, molto meglio andarsene all’inferno.

“Scrivere un curriculum” è tratto da una poesia della poetessa polacca Wislawa Szymborska, autrice di testi ironici e crudi, premio Nobel nel 1996. Ed è ancora una critica aperta al modus vivendi imposto da questa società delle apparenze, dei bei vestiti, delle scarpe alla moda, di cui importa solo il costo, non certo i passi che ci hanno consentito di percorrere. Non conta più il nostro passato, non contano più i nostri ricordi, non contiamo più per quello che siamo, ma per comemado_3 appariamo. La critica sociale continua nel brano seguente “La patria è dove si sta bene”, in una società che tende a sfruttarti, a non riconoscerti nulla, ad un certo punto sei a un bivio: tagliarsi le vene oppure essere pronto a vendersi a chi più offre. La società del conformismo non offre nulla ed a noi non resta che ripagarla con un finto sorriso. Significativo il parallelo con il girasole che non vuole abbassarsi ad omaggiare il sole, che si rifiuta di fare ciò che fanno gli altri suoi simili. Il punto più alto di questa critica è il brano “Le storie finiscono male” e quando ciò accade, quando la tua storia finisce male, ciò che ti resta è sempre e solo il dolore. Quelli che gestiscono il potere e le ricchezze giocano con il destino e la vita delle persone e certe cose non possono essere descritte solo con le parole o la musica, le devi vivere per comprenderle a pieno, è una poesia crudele. Queste sono le “storie che ti sanguina il naso”, quelle che finiscono in un ospedale in cui si è male assistiti, quelle che finiscono all’obitorio, quelle che finiscono sotto le botte della polizia, quelle che finiscono in una prigione. E nessuna di queste storie può essere comprata con i soldi, i soldi sono destinati a finire, il dolore mai.

mado_4Luca passa poi ad un brano autobiografico, che fa parte della storia recente della band, l’esibizione al concerto del primo Maggio, quando i Management del Dolore Post Operatorio furono censurati perché Luca aveva simulato l’atto della comunione utilizzando un preservativo, al posto dell’ostia. Si parla di Chiesa, come uno dei poteri più insensibili e sordi a ciò che avviene nel mondo attuale. La Chiesa è ancora inquisizione e pretende di dare giudizi in nome di Dio, un Dio che è paragonato ad un serial killer che utilizza la morte come suo giocattolo, come suo passatempo. Il brano, sospinto da un basso incalzante, è quello con il testo più sovversivo e provocatorio, un attacco diretto, un pugno nello stomaco di quella che viene definita la combriccola dell’acqua santa.

I brani successivi tendono ad abbassare la tensione, “Per non morire di vecchiaia” è una riflessione sullomado_8 stile di vita da condurre, sui ricordi da lasciare, sulla necessità di perseguire i propri sogni, anche se questo significa farsi dei nemici. “Il mio giovane e libero amore” è un brano tratto da uno scritto anarchico del 1921 in cui si riflette sull’amore, sulla passione, sulla libertà e la necessità di vivere senza quei vincoli e quelle restrizioni imposte dai perbenisti e dai moralisti, sempre pronti, in tutte le epoche storiche, a giudicare e dare patenti.

“Il campione di sputo” è il brano più funky del disco, un attacco alle autorità, al loro voler esaltare questo campione di sputo, in nome dell’orgoglio nazionale e della patria, mentre le persone comuni vorrebbero che lui le vendicasse, che usasse le sue capacità per sputare in faccia a questo potere opprimente. Ma il Sistema ha spie e collusioni ovunque e purtroppo ciò non avviene ed il Sistema potrà continuare imperterrito a rubare e sfruttare le nostre migliori energie. L’ultimo brano del disco “Lasciateci divertire” è una sorta di testamento, un brano in cui compare la disillusione di una persona, che sa di essere incoerente, che ama la vita, che vorrebbe divertirsi, ma che fondamentalmente non ci riesce.

mado_5“I Love You” è un disco ben progettato, che suona bene dall’inizio alla fine, che sfrutta al meglio l’indole punk della band, senza troppi fronzoli. I testi sono chiari, sinceri, pieni di rabbia. Una rabbia, che, a volte, però, resta fine a sé stessa, non offre alternative e ciò può portare la band ad essere eccessivamente nichilista. Anche se, a dire il vero, la band stessa ha dichiarato che il disco si ispira ad Imagine di Jhon Lennon, è un inno ad una società più pura, che non guardi solo ai soldi ed al guadagno, in cui i potenti non cercano di imporre la loro volontà con la violenza delle guerre. Una società, che non sia schiava del fanatismo religioso, ma che non si riduca nemmeno a fredda e sterile tecnologia, una società che sia basata sull’uomo.

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By | 2017-08-01T21:26:37+00:00 dicembre 11th, 2015|MUSICA|0 Comments

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