MR NEWMAN, Scisma

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MR NEWMAN, Scisma

s_1Gli Scisma, band cult del panorama musicale alternativo italiano degli anni novanta, aveva prodotto l’ultimo album nel 1999, “Armstrong”, un lavoro criptico e sperimentale a metà strada tra il rock e l’orchestra. Gli Scisma del 2015 non sono più quelli, la musica ha svoltato verso sonorità molto più leggere ed i testi non sono più criptici, ma sono diventati più maturi. L’album può contare sia sulla voce di Paolo Benvegnù, che su quella più dolce di Sara Mazo. Gli Scisma, quindi, tornano con un EP, sei brani pop con innesti rock e funky e testi studiati per rendere questo disco armonioso, non scaturire mai nel banale e non essere eccessivamente oscuri e pesanti. E ci sono pienamente riusciti.

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Il primo brano “Mr Newman” è veloce e ritmato, gli Scisma compiono un salto in avanti nel tempo, ins_7 un’epoca nella quale nessuno capisce davvero le cose come funzionano, nell’epoca del denaro virtuale, che, come un’essenza inconsistente, si muove e fluttua da un punto all’altro, decidendo il destino delle persone. È un’epoca decadente, nella quale si perdono tutti i riferimenti e le filosofie servono a poco. “Denaro e psiche sono linee rette”, linee che non possono incontrarsi mai, diverse e ben distinte strade da poter seguire, tocchi diversi da poter dare alle proprie esistenze.

“Neve e resina” è un brano molto lento, quasi onirico, una poesia romantica, “come un cristallo di neve o di resina, io guardo solo te”, narrata tra canto e controcanto, con la voce di Sara che diventa il cristallo attraverso cui osservare il mondo per trovare il vero amore. “Un mondo che non finisce mai perché niente ha fine”, sono infatti passati quindici anni, sono accadute tante cose, gioiose e dolorose, ma alla fine gli Scisma sono qui, nel punto in cui li avevamo lasciati, perché nulla, nessun mondo, finisce davvero.

s_5“Darling darling”, tra l’italiano e l’inglese, ha sonorità funk ed è caratterizzato dalla voce di Sara che sembra rincorrere quella di Paolo, per poi prendere finalmente il sopravvento, lasciando a Paolo il ruolo più secondario. È un brano d’amore, ma non c’è la malinconia di fondo del brano precedente, l’amore va vissuto con leggerezza, come se fosse una danza, seguendo i ritmi funky di questa canzone e se le cose non dovessero proprio andare come ci aspettiamo, non è un problema, è semplicemente impossibile.

“Musica elementare” vuole essere una riflessione sullo stato di salute della musica attuale, ha un testo molto ironico che mette in evidenza la caducità delle nuove mode e delle nuove tendenze e la banalità della musica moderna, fatta di suoni commerciali e testi vuoti, che sembrano banali filastrocche per bambini. Questa è musica davvero “e-l-e-m-e-n-t-a-r-e”. Pensieri vuoti tatuati sulla pelle, omologazione e nessun desiderio di cercare e scoprire nuove strade, ma solo continue copie, ripetizioni e repliche elementari.

“Metafisici” è il brano più rock del disco, con il testo più criptico ed intimistico dei sei, pieno di visioni es_6 chiaroscuri che invitano a riflettere, tutto è parte di me e tutto parte da me. L’orizzonte è la nostra meta, quindi diamoci da fare, non restiamo fermi ed immobili, ma ostiniamoci ad andare avanti, senza paura dell’ignoto, del fuoco che ci può bruciare o dei sogni che possono bruscamente finire.

“Stelle stelle stelle” è la ballata finale del disco, una ballata moderna, arricchita dalle voci sovrapposte, che, nella parte iniziale del brano, terminano con la frase “gli uomini e gli automi sono la stessa cosa”, un inquietante finestra aperta sul futuro del genere umano. È il brano che possiede maggiore potere immaginifico e suggerisce, infatti, all’ascoltatore, sia visioni positive, come quella romantica del taxi per le stelle, che visioni negative e decadenti, come quella della luna che spunta tra i rifiuti, immagine che, con potenza e crudezza, ci mette sotto gli occhi tutta l’incapacità e la stupidità dell’uomo nel violare la perfezione del creato.  

“Io 15 anni fa non avrei mai immaginato che dopo 15 anni ci saremmo rincontrati…”, dice una delle voci femminili alla fine del brano. Nessuno avrebbe potuto immaginarlo, ma va bene così.

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By | 2017-08-01T21:25:58+00:00 dicembre 13th, 2015|MUSICA|0 Comments

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