BEGGARS BANQUET, The Rolling Stones

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BEGGARS BANQUET, The Rolling Stones

rs_1Attualmente nelle edicole è possibile acquistare la discografia completa dei Rolling Stones. Si tratta di 24 album in formato CD, più due DVD finali, che usciranno ogni settimana a partire dal 24 Novembre fino al prossimo 24 Maggio del 2016. Ciò ci da la possibilità di parlare di uno degli album più importanti della band inglese “Beggars Banquet” (seconda uscita della raccolta).

Siamo alla fine del 1968, il Maggio Francese, partendo da Parigi, in nome del suo slogan “vietato vietare” e delle forti proteste contro l’imperialismo, ha incendiato prima la Francia e poi l’intera Europa. In America (ma anche nel resto del mondo) si levano alte le proteste pacifiste contro l’intervento militare in Vietnam. Il seme della rivolta ha attecchito anche oltre la cortina di ferro e l’anno successivo assisteremo alla celebre primavera di Praga.

In questo generale clima di protesta i Rolling Stones (anche in maniera pragmatica e calcolatrice) decidono finalmente di chiudere con la parentesi hippy e psichedelica. A dirla con Mick era finito il tempo delle “campanelline e dei nastrini” ed era giunto il momento di virare, senza malinconie ed esitazioni, verso sonorità e testi che più si addicevano alle loro caratteristiche umane ed artistiche. Dopo le cover degli arbori, il pop radiofonico e la psichedelia, la band, ormai celebre, poteva tornare, in modo originale, a proporre brani rock e blues, un suono proprio della trazione Americana, esaltato dalla chitarra di Keith e dal piano del session-man Nick Hopkins.

rs_3Il salto compiuto è evidente già dalla copertina. Il precedente album hippy “Their Satanic Majestic Request” aveva la classica copertina di ispirazione indiana, onirica e sognante. Ora c’è una più decadente foto di un cesso, con tanto di muro coperto da graffiti, su cui è evidente il nome della band. Una copertina metropolitana, attuale ancora oggi e che ti resta certamente più impressa di quella di ispirazione flower-power dell’album precedente. Questa copertina, comunque, fece scalpore nel mondo perbenista e puritano dell’epoca, tant’è vero che in America venne vietata e sostituita con una più sobria copertina bianca, a ricordare e prendere per i fondelli l’album dei Beatles uscito solo un anno prima.

Questo è un disco rock-blues con influenze e contaminazioni folk e country, senza tutte le ricercatezze e gli effetti strani degli album psichedelici e soprattutto con testi molto più chiari e leggibili. L’album segna anche l’ultima presenza attiva di Brian Jones, che sarà poi allontanato e morirà l’anno successivo, nel 1969.

La prima canzone del disco non avrebbe bisogno di nessun commento, “Sympathy for the devil”, brano inrs_7 cui è Lucifero stesso, in prima persona, a parlare. Il diavolo ci tiene a farci sapere che lui non ci ha mai abbandonato, ha sempre camminato a nostro fianco, sin dai tempi antichi delle tentazioni di Cristo, per arrivare ai giorni nostri, passando per tanti eventi nefasti della storia umana, come la guerra contro i Crucchi ed i loro amici o l’assassinio di Kennedy. È sempre vicino e perciò invoca rispetto e compassione nei suoi confronti, altrimenti potrebbe dannarci l’anima. La società perbenista dell’epoca ovviamente si scandalizzò per il testo e sul gruppo piovvero forti accuse di satanismo. Al brano del diavolo segue “No expectation”, una lenta ballata d’amore, in cui compare la slide guitar di Brian Jones a dare ancora maggiore tristezza alla canzone. Il nostro amore era come il mare che si abbatte su uno scoglio, ma ora non c’è più nulla, se non la delusione per cui non resta che andarsene via per sempre.

rs_11“Dear doctor” è un brano country ed acustico con un testo molto ironico. Un ragazzo deve sposarsi e si lamenta col medico perché sente un forte dolore proprio dove c’è il cuore. In realtà ha paura di fare la scelta sbagliata, non sa se la ragazza che sta sposando vada bene per lui o è solo una troia. La madre cerca di calmarlo, lo invita a prepararsi, a mettersi il vestito buono, tanto tra un’ora sarà tutto finito. Mentre il ragazzo si veste, trova un bigliettino nella tasca della giacca, è della futura sposa. Gli dice che è lontana, in Virginia, è fuggita con il cugino di lui, Lou. Non ci sarà nessun matrimonio, ma non è grave, il cuore non fa più male e ci sono delle lacrime, ma sono lacrime di sollievo. “Parachute woman” è un testo con allusioni sessuali, un blues con armonica, in cui sono cantate le doti di una donna paracadute. Dai, atterra su di me stanotte. “Jigsaw puzzle” è un brano più rock, con un testo alla Dylan nel cui compare la band descritta come formata da un cantante perennemente incazzato contro lo show business, un bassista nervoso per via delle ragazze, un chitarrista malandato e un batterista stanco, mentre tenta di portare il tempo.

rs_13“Street fighting man” è una delle pochissime canzoni di protesta sociale dei Rolling Stones, un pezzo che riflette le proteste dell’epoca contro l’imperialismo e la guerra in Vietnam. La canzone ha un ritmo militaresco ed invita a marciare per le strade, a combattere chi comanda e scende sempre a compromessi. “Prodigal son” è in effetti una cover, proposta in chiave blues, di un brano ispirato alla parabola del figliol prodigo, quello che dilapidò la sua parte di eredità e poi finì per diventare guardiano di maiali. Altro brano esplicitamente sessuale è “Stray cat blues”, un blues con influenze funky in cui si descrive unars_14 relazione amorosa tra un uomo adulto ed una ragazzina di quindici anni. In fondo non è un delitto capitale, non credo proprio che tua mamma possa immaginare come urli, come mordi, come mi graffi la schiena.

In “Factory girl” la band inneggia alle donne che lavorano in fabbrica, loro non cercano i tuoi soldi, hanno la schiena piegata dal lavoro, io le vedo la notte quando prendono il bus e tornano a casa, stanche e piene di dolori. Io le aspetto. Il brano finale del disco è un vero e proprio inno, con coro gospel conclusivo, in favore della classe dei lavoratori, “Salth of the Earth”. Quello del lavoro è un altro tema raro nei brani dei Rolling Stones. Il brano è un invito a brindare per gli operai, per le madri che tengono acceso il focolare, per gli umili che lavorano sodo, sono loro il sale della Terra.

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By | 2017-08-01T21:24:20+00:00 dicembre 15th, 2015|MUSICA|0 Comments

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