SAINT CECILIA EP, Foo Fighters

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SAINT CECILIA EP, Foo Fighters

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I Foo Fighters hanno salutato il 2015 con un EP composto da cinque canzoni, un EP scaricabile, per ora, gratuitamente, dal loro sito ufficiale e che prossimamente sarà disponibile in versione vinile (www.saintceciliaep.com). L’EP è stato accompagnato da una lettera di Dave, scritta il 19 Novembre del 2015, dopo i terribili attentati terroristici di Parigi, l’EP voleva essere semplicemente una piccola opera, ff_1concepita come testimonianza di vita e gioia, che, però, si è trasformata in un sussurro di speranza, una fiammella che cerca, con difficoltà, di fare luce nel buio della paura e del terrore. La musica è vita e queste canzoni adesso diventano il modo che la band ha per essere vicina a tutte le persone che hanno perso familiari ed amici, che hanno avuto paura e che hanno visto una notte di vita trasformarsi in una terribile notte di morte. “Torneremo e celebreremo la vita e l’amore con voi, con la nostra musica. Come deve essere”, scrive Dave Grohl alla fine della sua lettera. E noi con voi perché la musica deve essere veicolo per unire e abbattere le reciproche paure e diffidenze.

Il primo brano “Saint Cecilia” ricorda i brani più classici della band. Il tema è quello della precarietà della condizione umana. So che nonostante tutto quello che dico, i giorni andranno via e verranno velocemente e qualsiasi cosa io dica o faccia, non è importante, perché, in fondo, nulla è scolpito nella pietra. L’unicaff_6 cosa, che fa davvero la differenza, è che i giorni passano. E questa sensazione di fugacità, di fine imminente, pervade tutta la canzone, che non è altro che una invocazione: Santa Cecilia riportami a casa, tu sei fuori di vista adesso, perché sembra che tutto sia perduto, ma io sono fuori di testa ed ho bisogno di te. Santa Cecilia, infatti, è la protettrice dei musicisti e della musica e come tale viene invocata. Queste cinque canzoni che dovevano essere solo un saluto, un atto d’amore per i propri fan, hanno acquisito ora un sapore diverso, più amaro e doloroso, e vogliono suonare come un invito a non arrendersi e non darla vinta a chi vuole incutere solo paura nel prossimo.

“Sean” è, ancora di più, un brano Foo Fighters, parte con un riff di chitarra, è un brano veloce e breve ed è sicuramente il brano più radiofonico di tutto l’EP. “Savior Breath” è un brano più sporco, molto grezzo, batteria incalzante con sonorità punk e voce rude ed arrabbiata. Il testo è claustrofobico, sembra voglia toglierti il respiro e lasciarti soffocare. Dove sei stata? Quanto lontana sei arrivata?

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“Iron Rooster” è una classica ballad con effetti un po’ psichedelici e la voce di Dave in primo piano, pone una serie di domande che sembrano volerci spingere ad osare, a fare i conti con i nostri limiti o i nostri eccessi. Hai fatto tutto quello che volevi fare? Hai detto tutto quello che volevi dire? Sei mai stato abbastanza innamorato da sentirti davvero te stesso? Io non ti giudicherò, se tu non giudicherai me. Ma è finita adesso, ricordi quando eravamo bambini? Ora siamo giunti al capolinea. Ancora una volta la fugacità della condizione umana sembra un peso opprimente ed ingiusto. E tutto ciò sembra rafforzarsi nel brano successivo, l’ultimo dell’EP, “The neverending sigh”, il rimpianto per ciò che è passato, la fine è giunta e tu te ne sei andata via, pensavo che non te ne saresti andata mai. Cielo, ma cosa mi è accaduto? Non ci resta che sospirare adesso. Non ci resta che andare avanti, non arrendersi, né abbandonarsi mai, perché la musica, qualsiasi cosa accada, sarà sempre speranza e fonte di gioia per me, per te, per l’umanità intera.

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By | 2017-08-01T21:19:51+00:00 gennaio 4th, 2016|MUSICA|0 Comments

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