THE KILLING JOKE di Alan Moore e Brian Bolland

//THE KILLING JOKE di Alan Moore e Brian Bolland

THE KILLING JOKE di Alan Moore e Brian Bolland

kj_1Ricordi? Io li eviterei, dice il Joker rivolgendosi all’ispettore Gordon. I ricordi sono spaventosi ed il nostro passato è pieno di fantasmi, di dolori, di ferite perennemente aperte. Di sensi di colpa per non essere riusciti a salvare i nostri cari. La società ci costringe ad accettare questi terribili fardelli, nel nome della rispettabilità, della convivenza civile, della razionalità. Ma quand’è che abbiamo sottoscritto questo contratto alla razionalità?

L’unica possibilità di fuga è la pazzia. Solo i pazzi sono liberi dal passato. Cosa fa la differenza tra una persona ritenuta sana di mente e ben integrata nella nostra società ed un pazzo? Semplice, secondo il Joker, la differenza sta tutta in una brutta giornata. Una giornata di dolore e morte, che trasforma una persona comune, una persona sensibile, una persona per bene, in un mostro. Chiunque può passare dall’altra parte, è il destino a fare la differenza, solo il destino. E persino un uomo corretto, un esempio di giustizia ed onestà, se messo alla prova, se messo davanti alla perdita di una persona cara – nel caso dell’ispettore Gordon, si tratta della figlia Barbara – può passare dall’altro lato, quello più oscuro, irrazionale e brutale. È questa la filosofia del Joker, è questa la sua teoria e per dimostrare a Batman ed al mondo intero, quanto essa sia vera ed infallibile,kj_3 decide di sperimentarla su colui che da tutti è considerato l’uomo più onesto di tutta Gotham, il simbolo del Bene e della Giustizia: l’ispettore Gordon.

Questa storia, scritta da Alan Moore e disegnata da Brian Bolland, è soprattutto la storia del Joker. Attraverso, tutta una serie di flashback, i lettori vengono a conoscenza del terribile passato, dell’uomo che fu il Joker, prima di passare dall’altro lato della luna. Un uomo desideroso di dare un futuro roseo e sicuro alla propria giovane moglie, in attesa del loro bambino, un uomo convinto di poter giungere al successo come comico, nello spietato mondo dello spettacolo. Un uomo che, non riuscendo a dare benessere e sicurezza alla propria famiglia, decide di rischiare e mettersi in combutta con un paio di criminali comuni, insensibili e materialisti, per tentare un furto e diventare ricco, in modo da poter offrire alla donna ed al figlio che ama, un miglioramento delle proprie condizioni di vita. Purtroppo, però, l’uomo trova sulla strada la sua brutta giornata. La moglie, con il figlio che ha in grembo, muore prima del colpo. I suoi compari non si fermano neppure dinanzi a questo dolore e lo costringono ad andare avanti. Le cose vanno peggio, c’è un conflitto a fuoco con le guardie, interviene Batman e per sfuggire all’uomo pipistrello, il nostro antieroe cade in un corso d’acqua inquinato dalle sostanze chimiche emesse dalla vicina fabbrica e rinasce come Joker.

kj_4C’è sempre, però, un dubbio che si insinua nelle nostre menti razionali, è tutto vero o si tratta semplicemente di uno dei tanti deliri del Joker? Del suo ennesimo terribile scherzo?

La storia di Alan Moore corre, quindi, su due binari paralleli, il passato ed il presente, visceralmente intrecciati. E nel presente Joker, dopo essere fuggito dal manicomio criminale di Arkham, si presenta a casa dell’ispettore Gordon, spara alla figlia Barbara – che perderà l’uso delle gambe – e rapisce l’ispettore stesso per metterlo alla prova, per mostrargli la vericità della sua folle teoria. Joker ed i suoi fedeli accoliti si rifugiano in un luna park abbandonato, dove sottopongano lo sventurato Gordon ad un ripugnante giro sulle giostre, nel percorso gli mostrano le foto di Barbara nuda, colpita al ventre, sanguinante, priva di sensi, prossima alla morte. Perché ti ostini a guardare, ispettore, perché ti ostini a soffrire, perché ti fai guidare sempre dalla tua razionalità? Lascia perdere tutto ed abbandonati alla pazzia, è l’unico modo per smettere di soffrire. È questo il messaggio del Joker.

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Intanto, però, Batman non si da per vinto e si presenta nel vecchio luna-park. Libera l’ispettore, che non è affatto diventato pazzo, anzi sa benissimo, nonostante tutto il dolore provato, che il loro compito è quellokj_6 di non lasciare la strada della ragione e di fare le cose con correttezza e giustizia. Gordon ammonisce più volte Batman, pronto a inseguire il suo acerrimo nemico, ad essere rispettoso della legge, a comportarsi con correttezza, l’ispettore potrebbe invocare una vendetta personale e ne avrebbe tutto il diritto, invece fa l’esatto contrario. Non vuole darla vinta al criminale, non vuole trasformarsi in un mostro a causa di una brutta giornata.

kj_2Ha inizio lo scontro finale tra i due uomini che il destino, in passato, ha voluto mettere entrambi davanti alle loro brutte giornate e che hanno risposto trasformandosi in qualcos’altro, qualcosa di non più umano. Il duello vede vincitore Batman, l’uomo pipistrello non vuole, però, che finisca con la morte del suo antagonista, sa che qualcosa ha stravolto la vita del Joker, anche lui ci è passato, gli offre una possibilità di salvezza, gli chiede di collaborare, di non essere più solo. Joker rifiuta, ormai è troppo tardi, c’è solo il tempo per l’ultima buffa barzelletta, che provoca un accenno di sorriso anche sull’imperturbabile, spigoloso e duro volto dell’uomo pipistrello. L’ultima immagine è Batman che prende Joker per il collo, sotto una pioggia che cade incessante e malevola. È davvero così che finirà?

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By | 2017-08-01T21:17:55+00:00 gennaio 11th, 2016|FUMETTI|2 Comments

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2 Comments

  1. brigante74 14 gennaio 2016 at 19:30

    A volte una piccola cosa può fare una grande differenza. Ma non lasciarsi andare alla rabbia, è sempre la strada migliore.
    Grazie per il commento.
    Saluti dal Parco Paranoico!

  2. Salvatore Avella 11 gennaio 2016 at 11:21

    e la rabbia delle brutte giornate te la porti dentro e ti riduce ad essere cattivo anche con se stessi. Non l’ho mai letto, ma il significato è profondo

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