IL PONTE DELLE SPIE di Steven Spielberg

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IL PONTE DELLE SPIE di Steven Spielberg

ps_4Il film è inspirato ad una storia vera. Siamo negli Stati Uniti del 1958, in piena guerra fredda, la CIA riesce ad arrestare una spia sovietica, Rudolf Abel, interpretato da Mark Rylance, un uomo dall’apparenza mite, con una grande passione per la pittura. Il colonnello, come viene immediatamente chiamato dagli agenti americani, è uomo d’onore, rifiuta di collaborare con i servizi segreti, rifiuta di ricevere denaro e protezione e si incammina verso uno spietato destino che, molto probabilmente, lo condurrà alla sedia elettrica. Gli stessi americani, però, sentendosi come gli unici e soli rappresentanti della democrazia e della legalità nel mondo, non vogliono e non possono semplicemente farla finita con lui, ma sentono la necessità di istituire un processo, anche se si tratterà solo di un processo falsa, in quanto il giudice e la giuria, sono pronti ad emettere il loro verdetto di condanna.

Per la difesa del colonnello Abel viene contattato un avvocato di Brooklyn, l’avvocato James B. Donovan, interpretato da un Tom Hanks in splendida forma. Un avvocato che, fino a quel momento, si era occupato di incidenti ed assicurazioni. Sembrerebbe tutto già scritto, ma l’avvocato mostra, sin da subito, di cheps_7 pasta è fatto, prende il suo ruolo sul serio e, nonostante le difficoltà e l’avversione dell’opinione pubblica, della sua stessa famiglia e del giudice Byers, instaura un rapporto di reciproco rispetto con il suo cliente, il nemico di turno.

Gli americani, dichiara l’avvocato Donovan all’agente della CIA che voleva fare di lui un semplice burattino nelle mani del potere, sono profondamente diversi tra loro, sono costituiti da diverse etnie, ciascuna con le proprie peculiarità, tradizioni, ps_3usi, costumi e caratteristiche, ma la forza della nazione, il collante che rende possibile l’esistenza stessa degli Stati Uniti è rappresentato dalla Carta Costituzionale, dai diritti che essa sancisce e che debbono essere garantiti ad ogni singolo individuo che calca il suolo americano, persino ad un nemico come il colonnello Abel. Argomento attuale nella nostra epoca, in cui, spesso, nel nome della stabilità economica e degli accordi monetari, si mettono in discussione e sempre più frequentemente vengono abrogati, ovunque nel mondo, diritti che le generazioni passate hanno ottenuto a caro prezzo, pagando con la loro stessa vita.

Nonostante le minacce e le intimidazioni ricevute, l’avvocato Donovan arriva a difendere il suo cliente persino a Washington e riesce a fare in modo che il colonnello non venga condannato a morte, ma a unaps_2 pena carceraria di trent’anni. Da lì a poco altre due storie si intrecciano con quella di Abel e del suo avvocato. A Berlino uno studente americano viene arrestato, con l’accusa di spionaggio, dalla polizia della DDR, desiderosa di essere riconosciuta dagli Stati Uniti e di avere un proprio ruolo internazionale. Si tratta del venticinquenne Frederic Pryor. L’altra storia si svolge, invece, in Russia dove il tenente Francis Gary Powers, un pilota di U-2, i famosi aerei spia americani, viene dapprima abbattuto e poi catturato dai sovietici. A suo modo anche il tenente sarà visto come un nemico della patria, egli avrebbe dovuto suicidarsi con una dose letale di cianuro, invece ha preferito vivere e farsi catturare dall’odiato e temuto nemico.

Sarà l’avvocato Donovan, richiesto dagli stessi russi come mediatore, grazie all’umanità mostrata verso Abel, a gestire il negoziato per lo scambio dei rispettivi ostaggi. L’avvocato riuscirà ad andare persino ps_8oltre, facendo rientrare nello scambio anche lo sventurato studente Frederic Pryor, trovatosi a Berlino mentre era in atto uno degli scempi del novecento: la costruzione del muro di morte e divisione che sarà abbattuto solo nel 1989. L’epilogo finale sarà quello di uno scambio doppio: sul celebre ponte di “glienicher brucke”, il ponte degli scambi, si incontreranno russi ed americani con i rispettivi prigionieri, e parallelamente, presso il check-point Charlie, un funzionario della Repubblica Democratica Tedesca consegnerà lo studente Frederic ai suoi connazionali.

Per l’avvocato Donovan è la fine di un incubo, un uomo lasciato solo, riesce, grazie alla sua caparbietà ed al profondo rispetto per ogni singola vita umana, anche la più insignificante, come quella d’un semplice studente o del nemico di turno, a dare alla vicenda una finale lieto, tanto da meritarsi in futuro il ruolo di mediatore ufficiale degli Stati Uniti sotto l’amministrazione Kennedy.

Ci sono ovviamente delle forzature evidenti, la vicenda è narrata da un punto di vista molto americano,ps_1 quindi, ad esempio, il colonnello Abel è imprigionato in una cella dignitosa, nella quale può persino dipingere, mentre il tenente Powers è messo a dura prova dai russi con la tortura della mancanza di sonno ed è imprigionato in una cella molto più angusta e spartana. È il gioco delle parti, del buono e del cattivo, che piace tanto all’americano medio.

In una delle ultime scene del film, mentre gli agenti della CIA si ritirano dal ponte, il solo avvocato Donovan resta a fissare il trattamento che il colonnello Abel riceverà dai suoi connazionali ed il fatto che ps_9non lo abbraccino e lo facciano sedere immediatamente sul sedile posteriore dovrebbe essere, a detta dello stesso colonnello, sintomo di poca fiducia e considerazione nei suoi confronti.

Donovan è l’uomo che non cade mai, incarna la giustizia, l’amore verso il prossimo, chiunque sia, e l’onore, nonché l’abnegazione verso la propria professione. Abel è il nemico, il diverso di turno, che poi scopriamo essere non così diverso da noi, è un uomo e, come tutti gli uomini, incline alla gioia ed alla sofferenza, egli rappresenta la dignità nell’accettazione di un avverso destino, ed in nome di questa sua dignità e del suo onore, è disposto persino a morire solo in terra straniera.

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By | 2017-08-01T21:17:31+00:00 gennaio 12th, 2016|VIDEO|0 Comments

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