MOSTRI, Tiziano Sclavi

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MOSTRI, Tiziano Sclavi

PicsArt_01-12-11.07.06Nel 1994 Tiziano Sclavi, noto soprattutto per essere il creatore di Dylan Dog, pubblicò questo romanzo, “Mostri”. I mostri di cui si parla in queste pagine non sono esseri crudeli e sanguinari, ma si tratta di poveri e sfortunati emarginati, si tratta di quelli che vengono definiti scherzi della natura. Creature umili ed indifese, di cui la società delle persone così dette normali, vuole sbarazzarsi il più velocemente possibile, perché non ne sopporta la compagnia o semplicemente la visione. E perciò questi esseri, a cui il destino ha già riservato un’esistenza dolorosa, vengono nascosti negli ospedali o nei manicomi, vengono abbandonati a sé stessi, vengonoPicsArt_01-12-11.11.23 studiati e trattati come se fossero delle cavie da laboratorio, vengono guardati come degli abomini. Nessuno va oltre, a nessuno interessa vedere quanto, spesso, sia leggera e piacevole la loro anima, quanto sia immensa la loro sensibilità, quanto sia interessante la loro mente.

In questo libro viene narrata la vita di tre pazienti: Ciccio, un nano così piccolo e brutto, da essere considerato tale anche dagli altri nani; Gnaghi, un ritardato mentale che alterna a momenti di buio, attimi in cui mostra di avere una grande empatia e sensibilità; ed infine Sam, Samuele, un ragazzo nato senza né braccia, né gambe, ma capace di leggere un libro o di accendersi e fumare una sigaretta utilizzando soltanto la bocca. I tre condividono la stessa stanza, le loro giornate sono identiche, scandite sempre dalle stesse attività: la sveglia, le visite dei dottori, i pasti, le flebo, le pasticche ed un contatto continuo ePicsArt_01-12-11.09.38 costante con la Morte. Infatti, capita frequentemente assistere alla fine di questi poveri sventurati, una fine che spesso giunge come una vera e propria liberazione, una fine che viene anche invocata, cercata, come nel caso di uno dei pazienti suicidatosi impiccandosi nel bagno.

Le giornate scorrono identiche le une alle altre, la visita di un amico o di un familiare – come, ad esempio, i genitori di Gnaghi – sono eventi eccezionali. Normalmente le uniche persone con cui questi pazienti hanno a che fare sono le infermiere, alcune più disponibili, altre meno ed i dottori con i loro giovani assistenti, alcuni dei quali non riescono neppure a infilare un ago in una vena.

Il nano Ciccio è stato ricoverato recentemente, problemi al fegato, in precedenza lavorava in un circo, aveva un suo spettacolo con l’altro nano, suo amico, Zippo e con la bellissima Cleopatra, che alla fine di ogni esibizione gli dava un bel bacio sulla guancia. Egli non vede l’ora di essere dimesso e di poter tornare alla sua vita. Nonostante le sue condizioni di salute sembrano aggravarsi ogni giorno, spera di ricevere al più presto buone notizie dai PicsArt_01-12-11.08.49suoi esami e di salutare quel triste posto. Ciccio instaura un ottimo rapporto con l’infermiera Ilde, che viene ricoverata lei stessa a causa di un brutto male, stravede per la bella Maria e riesce ad avere un rapporto discreto anche con Marisa, l’infermiera più grassa e spesso meno disponibile delle altre.

Alla fine sarà lo stesso Ciccio a presentarsi al laboratorio dell’ospedale ed a ritirare le sue analisi. Farà un breve tour dei reparti in compagnia di Sam, sistemato su una carrozzella per l’occasione e a Gnaghi,PicsArt_01-12-11.10.30 scopriranno Maria che si bacia con Ercole, incontreranno gli sguardi allibiti degli altri infermieri, Ciccio farà visita all’amica Ilde nel reparto di oncologia ed alla fine ritorneranno nella loro stanza.

Le analisi finiranno nel cesso in tanti minuscoli pezzettini, Ciccio le butterà lì e poi tirerà lo sciacquone. Ha compreso benissimo che non guarirà mai, che resterà là in compagnia dei suoi amici, che continuerà a fumare sigarette nel corridoio, a dare briciole di pane agli uccelli dalla finestra della sua stanza ed a lavarsi continuamente le mani con l’alcool, attirandosi le ire della capoinfermiera, finché non arriverà il suo momento.

Gnaghi parlava, gli parlava con quel suo linguaggio incomprensibile, a voce bassa, e Ciccio rimase ascoltarlo, con il suo dolore. Gnaghi gli spiegò tutto, gli disse la verità.

Molto belle, spesso inquietanti, a volte oniriche, sono le illustrazioni realizzate da Federico Maggioni per la questa ristampa pubblicata dalla BD Edizioni nel 2010.

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By | 2017-08-01T21:17:06+00:00 gennaio 13th, 2016|LIBRI|0 Comments

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