THE CLASH

THE CLASH

Non siamo dei violenti, ma vogliamo capire il punto di vista del ragazzo con la pistola, disse una volta Joe Strummer.

Perché questi quattro ragazzi non volevano fermarsi semplicemente agli inni di rivolta del punk, alle molotov ed alle c_4ribellioni di strada, ma cercarono sempre di andare un po’ più in là, di vedere cosa ci fosse davvero all’orizzonte, ed un bel giorno arrivarono a pubblicare un album triplo, il celebre “Sandinista”, un viaggio punk attraverso tutte le musiche del mondo, il dito nelle ferite sanguinanti di un pianeta devastato da guerre e tirannie, perennemente in bilico tra salvezza e dannazione. In bilico, come può esserlo solo l’uomo di strada, colui che può ascoltare, a seconda della giornata, a seconda di come si sente, indifferentemente il punk o il reggae, il blues o il rock’n’roll, il dub o il rap. Non è importante il fatto che si parta dai tre soliti accordi, l’importante è dove si arriva.

E non è facile far ascoltare la propria voce, in un mondo dominato da pagliacci assassini e uomini che maneggiano denaro sporco di sangue, uomini che non esitano a sparare le loro pallottole, in nome di una finta democrazia, solo per fare i propri interessi e quelli dei loro ricchi amici. Questo è ilc_9 mondo delle continue e ripetute interferenze degli Stati Uniti in America Latina, il mondo dei mujaheddin afghani, della rivolta pacifica in Tibet, del Cile e del Nicaragua.

c_1La guerra non è mai finita, è andata avanti per anni, subdolamente, cinicamente, ha fatto le sue vittime, soprattutto tra i più poveri, quelli che non hanno possibilità di far ascoltare la propria voce. Londra sta ancora chiamando, ma chi è davvero pronto a rispondere al suo grido d’aiuto?

In molti fingono di non sentire, altri vorrebbero farla tacere per sempre, sono tutti spietati nel difendere i propri soldi, il proprio potere, la loro bella casa in quel quartiere così tranquillo, la loro macchina nuova, tutti quei costosi vestiti alla moda. Quelli che potrebbero fare qualcosa di buono, se ne stanno lì rintanati ed impauriti, ma cosa pensano di fare quando prenderanno a calci la loro porta di c_7casa? O quando gli faranno alzare le mani, mentre tengono il dito fermo sul grilletto? Cosa farà questa brava gente quando verrà sbattuta in cella, quando sentirà sul petto tutto il peso della loro Legge, quando resterà immobile e dolorante sul pavimento?

Joe Strummer e Mick Jones, Topper Headon e Paul Simonon, videro le periferie trasformarsi, sempre più, in dei ghetti invivibili, assistettero al passare dei giorni, in attesa di quella Rivoluzione che non sarebbe arrivata mai. Rock da combattimento, l’ultimo vero urlo della band, prima che la lotta viscerale tra Strummer e Jones li conducesse all’inevitabile fine. L’ultimo disco fu un disco di dolore e sconfitta, abbiamo perso entrambi, il lato più oscuro dell’uomo, quello della rabbia e della violenza, quelloc_8 che non vuole accettare altra opinione, se non la sua, alla fine ha trionfato. E adesso che facciamo? – What are we gonna do now?

Ma intanto il mondo attorno a loro cambiava ancora, era arrivata l’era dei CD, gli Americani scoprivano di avere un Rambo nel cuore e una nuova guerra sarebbe scoppiata su delle isolette rocciose di fronte all’Argentina. I Clash avevano combattuto la loro guerra ec_10 l’avevano definitivamente persa, alla triade “London Calling” / “Sandinista” / “Combat Rock” sarebbe seguito solo un inutile e fortunatamente fallito tentativo di svendere un nome, che, invece, da lì a poco, sarebbe entrato – e continua ancora a farlo – dritto nella mente e nel cuore di tanti giovani musicisti, che avrebbero preso il loro strumento e fondato la loro band. Quell’ultimo disco fu l’errore più grande di Joe, il quale, infatti, consigliò immediatamente di gettarlo via e di andare a cercare altrove.

In tanti, i così detti irriducibili, quelli che, sempre più spesso, finiscono dietro le grandi scrivanie delle multinazionali e delle imprese governative (e chissà perché), quelli che amano ferire e basta, quelli che danno giudizi, senza mai essersi messi veramente in gioco, ebbene, tutti loro, obbiettano di tradimenti e di bugie. Assurdità, a cui è meglio sorridere e cercare altrove. Io non credo affatto che i Clash mi abbiano tradito o che mi tradiscano tutte le volte che mi parlano, tutte le volte che mi sono accanto.

I Clash, l’unico servizio di pubblica informazione con la chitarra.

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By | 2017-08-01T21:13:03+00:00 gennaio 18th, 2016|CENTRIdiGRAVITA'|0 Comments

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