GHOST IN THE SHELL: ARISE – GHOST PAIN

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GHOST IN THE SHELL: ARISE – GHOST PAIN

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Quello di “Ghost In The Shell” è un mondo dominato dalla tecnologia, dalla robotica e dall’informatica. Un mondo, però, dalle tinte cupe, nel quale la solitudine e la paura divorano le persone. Gli uomini non sembrano più volersi porre limiti etici, alterano le leggi naturali e sfidano persino la Morte. In tanti hanno arti o organi elettromeccanici, che aumentano la propria forza fisica o la propria resistenza. In tanti aspirano a dotarsi delle più moderne e veloci interfacce informatiche, in modo tale da connettere all’ormaiar_6 immensa rete mondiale e disporre così, in tempo reale, di tutte le informazioni, lecite ed illecite, direttamente nella propria mente. Anche le emozioni ed i sentimenti hanno ormai una loro versione elettronica ed i rapporti stessi, tra le persone, si sono ridotti ad interazioni di tipo elettromagnetico. In questo ar_1scenario disumano si muovono organizzazioni criminali, il cui unico intento è quello di destabilizzare il Sistema, di impadronirsi così del potere e governare con leggi tiranniche, che si vogliono limitare sempre più le libertà personali e vogliono fare di ogni individuo solo un mero consumatore, senza arbitrio e senza volontà. Siamo sicuri che questo futuro sia davvero così lontano? Siamo sicuri che ora, nel nostro presente, non vengano gettati i semi di questa follia?

Sono tante le persone, che, a seguito di problemi fisici, di malattie o di incidenti, vivono in corpi, del tutto o in parte artificiali, addirittura possiedono menti elettroniche. La biologia e le scienze mediche, infatti, consentono la migrazione di tutti i ricordi di una persona, della sua stessa essenza spirituale, di tutto ciò che definiamo la sua mente, dell’anima stessa, in unità neuronali artificiali. Si tratta di veri e propri androidi, individui che lavorano, amano, odiano, gioscono, accanto alle persone reali, quelle in carne ed ossa. Tra queste persone c’è Motoko Kusanagi, la protagonista, un’androide, che non ha mai posseduto, a differenza di tutti altri androidi, un corpo vero, nemmeno in passato. La madre di Motoko, infatti, restò uccisa a seguito di un terribile attacco chimico. La donna, allora, era incinta diar_2 Motoko. Quando i medici constatarono la sua morte, tentarono un esperimento: la mente in via di formazione del feto sarebbe stata trasferita in un corpo totalmente artificiale e quel corpo sarebbe appartenuto all’esercito.

Motoko, infatti, non è libera, non può girare a suo piacimento per la città, non può intrattenere i rapporti che desidera, non può scegliersi una casa dove vivere, degli amici o un altro lavoro, non può amministrare i propri soldi, lei deve obbedire ai suoi superiori ed eseguire i compiti che le vengono assegnati. Nonostante le sue doti fisiche eccezionali, ar_10nonostante la sua bellezza, nonostante la possibilità di connettersi a qualsiasi altra mente artificiale o alla rete globale delle informazioni, è una semplice prigioniera, è una schiava dell’anno 2027, in un mondo oscuro e crudele, che è appena uscito dalla IV Guerra Mondiale.

Ghost Pain è il dolore fantasma, quello che provano coloro a cui un arto o qualsiasi altra parte del corpo è stata sostuita con una versione artificiale. Motoko prova terribili fitte di dolore fantasma? Ma com’è possibile? Lei non ha mai posseduto un vero corpo, è stata sempre e solo un’androide. Responsabile del dolore è un virus. Un virus che le ruba i ricordi delle sue vittime, per sostituirli con versioni alterate ed allucinate della realtà. Nonostante le sue difficoltà, la ragazza sente di dover indagare sulla morte del suo superiore, il colonnello Mamuro, che lo stesso misterioso virus aveva reso folle ed incontrollabile. Il colonnello, nonostante siaar_4 morto, è accusato di crimini orribili: collusione, tradimento, commercio di armi con organizzazioni criminali. Ma chi ha conosciuto davvero il colonnello, sa bene che non si sarebbe mai macchiato di crimini simili.

Dopo vari tentativi di depistaggio, dopo aver subito lei stessa delle accuse infondate, dopo alcuni tentativi di omicidio, Motoko riuscirà a scoprire la verità: dietro l’omicidio del colonnello, si nascondono il corrotto viceministro della difesa ed il capo dell’esercito. Sono loro ad aver stretto accordi criminali per vendere missili, mine moventi e chissà quali altre diavolerie. Sono loro ad aver fatto uccidere, nel tentativo di cancellare ogni prova, persone innocenti (una prostituta con cui si intratteneva il viceministro, un ranger della sua scorta e la propria moglie). Alla fine Motoko riuscirà a fare giustizia e a prendersi la sua vendetta, ma soprattutto a ridare onorabilità e rispettabilità al colonnello Mamuro, la cui unica colpa era stata scoprire il crimine, ma non poterlo denunciare a causa del virus. Il ar_12colonnello stesso, infatti, era dotato di una mente elettronica.

È un mondo aberrante quello di Motoko, un mondo in cui la vita umana non vale nulla, un mondo nel quale, dietro ad un rassicurante progresso scientifico, si nascondono sempre gli stessi mali, l’uomo cede sempre alle stesse tentazioni: il denaro, il potere, il desiderio di controllare il prossimo. Ed anche gli androidi non sembrano esserne immuni.

Traendo spunto dalle opere di Asimov, di Gibson e da tutto il filone cyperpunk degli anni novanta, l’interrogativo inquietante è sempre e solo lo stesso: cosa differenzia uomini e androidi? Può un essere artificiale vantare dei diritti? Qual è il limite tra vita e non vita? Un essere artificiale può credere in Dio?

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By | 2017-08-01T21:10:55+00:00 gennaio 29th, 2016|ANIME|0 Comments

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