MORGAN LOST, LA ROSA NERA di Claudio Chiaverotti e Val Romeo

//MORGAN LOST, LA ROSA NERA di Claudio Chiaverotti e Val Romeo

MORGAN LOST, LA ROSA NERA di Claudio Chiaverotti e Val Romeo

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Siamo a New Heliopolis, in una sorta di dimensione parallela alla nostra, in un mondo del futuro, tecnologicamente più avanzato del nostro, caratterizzato da cupe e intense tinte gotiche e permeato da una simbologia ed un misticismo risalenti all’antico Egitto. Il nuove eroe di Chiaverotti, Morgan Lost, è un cacciatore di taglie, con una maschera nera tatuata attorno agli occhi, affetto da una particolare forma dilo_1 daltonismo, la sua realtà è colorata solo di tinte di rosso e di grigio, il che da alle tavole di Romeo un aspetto particolarmente inquietante e suggestivo. Il mondo di Morgan Lost è un mondo nel quale i criminali sono come delle rockstar istrioniche e narcisiste, da un lato suscitano una sorta di ammirazione e dall’altro vengono braccati per assicurarsi la cospicua taglia, che le autorità, solitamente, mettono sulla loro testa. È PicsArt_02-02-10.27.05un mondo brutale, che, per certi versi richiama la più oscura delle Gotham City e la più cruenta delle realtà noir di Tarantino. Un mondo che vive sul baratro dell’abisso e che può portare facilmente alla follia.

È il caso di Wallendream, lo spietato assassino di questo quarto albo, intitolato “La Rosa Nera”, un serial killer senza un proprio profilo psicologico definito, può uccidere con armi e modalità differenti. L’unica cosa certa è la sua firma: una rosa nera, infilata, con il gambo, nella gola delle sue proprie vittime. Wallendream, che è il vero protagonista dell’albo, è una creatura amorfa e solitaria, le violenze, subite da bambino, l’hanno portato a un radicale processo di “spersonalizzazione”, che, alla fine, lo ha condotto a diventare un mostro, un essere in grado di distruggersi e rigenerarsi ogni singolo giorno. È questa la tesi della dottoressa Pandora, una delle poche vittime, che è riuscita a sfuggire in passato dalle grinfie di Wallendream, tanto da meritarsi una sorta di suo amore perverso.

Wallendream, infatti, grazie alla così detta “droga dello strupro”, riuscirà ad abusare della dottoressa. PicsArt_02-02-10.31.33Questa droga è una sostanza che, oltre ad annebbiare la mente e rallentare i movimenti, manomette i freni inibitori e causa un annullamento della memoria a breve termine. Annullamento che durerà finché lo stesso Wallendream non invierà la sua solita rosa nera a Pandora, accompagnandola con un messaggio piuttosto intimo inerente il tatuaggio che la donna ha sull’inguine. “A rose is always a rose”, una frase ispirata alla poesia di Gertrude Stein, “Una rosa, è una rosa, è una rosa”. La rosa – nel nostro caso, nera – è semplicemente ciò che è, ma riveste anche un altro significato, più profondo, che, per la poetessa americana era la poesia romantica, mentre per il folle Wallendream è il suoPicsArt_02-02-10.27.56 passato torbido, le violenze subite da parte del padre, la morte della madre, e soprattutto il fatto di sentirsi l’unico colpevole di quella morte tanto dolorosa.

Wallendream non si fermerà più davanti a niente, continuerà a coltivare segretamente le sue rose nere, continuerà a travestirsi e ad uccidere. Il criminale riuscirà persino a farla franca, dopo essersi scontrato violentemente con Morgan Lost, che era alle sue calcagna. E quando sia la polizia, che il cacciatore di taglie, che noi ignari lettori, ci convinceremo che la sua fuga non può che essere indirizzata verso il suo ultimo e fatale obbiettivo, e cioè la dottoressa Pandora, Wallendream ci spiazza tutti, rinascendo come fenice dalle sue stesse ceneri. L’ultima immagine è, infatti, quella d’una donna attraente, dai tratti spigolosi, i capelli nero corvino ed un intenso effluvio di rosa, che dice di chiamarsi proprio come la dottoressa… Pandora.

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By | 2017-08-01T21:09:32+00:00 febbraio 3rd, 2016|FUMETTI|0 Comments

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