KRAFTWERK

KRAFTWERK

I Kraftwerk sono stati la “centrale elettrica” nella quale è stata creata la musica techno-pop, la loro musicakr_1 elettronica “überall”, le loro sonorità sintetiche, sono state il seme, da cui, decenni dopo, sarebbero nate la new-wave, l’house, l’ambient e la techno. E pensare che la loro musica era solo “volksmusik”, musica per il popolo, per la gente comune, imprigionata in angoscianti realtà metropolitane, fatte di quartieri enormi, devastate dal cemento e dallo smog, nelle quali, alla fine, siamo tutti invisibili.

Nessuno si accorge di noi, potremmo essere sostituiti perfettamente da manichini di plastica e mandarli in giro, a lavoro, a scuola, al bar, al cinema, al nostro posto. Siamo fondamentalmente dei reclusi, prigionieri di società, governi, istituzioni, enti, che hanno tutti i nostri dati. I veri padroni, quelli che tirano i fili, sono le banche, le agenzie governative, le così dette “intelligence”, che passano il loro tempo a monitorare le nostre vite, il nostro lavoro, come passiamo il nostro tempo libero o come spendiamo i nostri soldi. Questo è il lato kr_9oscuro del “computerwelt”, del mondo computerizzato, in cui abbiamo deciso di vivere e di cui vogliamo far parte, forse perché ci fanno credere che sia l’unico modo per non essere soli, per socializzare, per divertirsi.

Ci stiamo evolvendo sempre più in una “die mensh maschine”, metà uomo e metà macchina, tra un po’ avremo delle antenne satellitari incorporate, fotocamere per i nostri ricordi, tuttakr_7 una serie di interfacce per connettersi, ovunque siamo, alla grande rete globale delle informazioni, senza la quale pensiamo di non poter più vivere.

Intanto per mantenere in piedi questo sistema, per produrre sempre più corrente, per avere a disposizione sempre più energia, continuiamo a distruggere il pianeta, a bruciare combustibili fossili, a giocare con l’atomo. La radioattività è ai suoi livelli massimi, l’energia nucleare non è uno scherzo, siamo tutti contaminati e non siamo sicuri kr_2neppure nelle nostre case, nelle quali ci rintaniamo, credendo di possedere tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici e sentirci vivi.

Ma la vita è un’altra cosa, è quella che si respira nella dance hall, è il profumo della notte, è il vociare della gente, è il ritmo pulsante della batteria elettronica, è il poter creare qualcosa di completamente nuovo e stupefacente: un motore che si accende, un clacson, il frusciare degli alberi mossi dal vento, un cane che ulula alla luna, i passi di un uomo che non riesce a prender sonno, il cigolio della vecchia porta che conduce in cantina. Ogni singolo suono trasmette emozioni, serenità o inquietudine, rabbia o amore, delusione o speranza. Non sappiamo dove saremo capaci di arrivare, se non ci mettiamo mai in viaggio, magari un domani potremmo trovarci proprio a Düsseldorf City, in un caffè elettrico o un club underground, a bere un drink ed ascoltare musica assieme a Iggy Pop e David Bowie.  

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By | 2017-08-01T21:14:56+00:00 febbraio 8th, 2016|CENTRIdiGRAVITA'|0 Comments

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