PINK FLOYD’S WISH YOU WERE HERE SYMPHONIC, The London Orion Orchestra

//PINK FLOYD’S WISH YOU WERE HERE SYMPHONIC, The London Orion Orchestra

PINK FLOYD’S WISH YOU WERE HERE SYMPHONIC, The London Orion Orchestra

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Syd Barrett lasciò ai Pink Floyd una grande eredità umana, che, col tempo, con la maggiore consapevolezza dei loro mezzi, con la maturità artistica e con il successo planetario ed inatteso del lato oscuro della luna, poté trasformarsi in qualcosa da trasmettere agli altri, qualcosa da cantare pf_2e suonare, qualcosa da ricordare per sempre, nonostante il dolore, la frustrazione ed il senso di impotenza, che possono, senza alcun dubbio, scalfire ed abbattere una misera e fragile creatura umana, ma che nulla possono nei confronti della sua arte, dei suoi sentimenti, del suo genio e della sua follia. È questo il vero diamante, quello che continuerà a brillare per sempre, nonostante il tempo, nonostante la vecchiaia e la morte, nonostante tutti gli affanni della vita quotidiana, nonostante le difficoltà della vita di coppia, nonostante le difficoltà di comprensione, nonostante tutti i possibili malanni fisici e psichici, incurante del denaro, del successo e di tutte le assurdità che la vita moderna ci costringe ad inseguire.
Questa registrazione eseguita dalla “The London Orion Orchestra”, in collaborazione con i mostri sacri del rock, Alice Cooper e Rick Wakerman, ci consente di ascoltare il celebre album dei Pink Floyd in veste sinfonica, un omaggio ed un riconoscimento eseguito per il quarantennale del disco, che permette dipf_8 esplorarne le sonorità in un modo diverso, con nuovi arrangiamenti e differenti interpretazioni canore. L’orchestra, che ha registrato questa versione di “Wish You Were Here”, la Orion Orchestra di Londra, è costituita da giovani, si tratta dei migliori talenti della musica classica britannica. Ragazzi, che, quando fu inciso l’album, non erano ancora nati. Eppure questo disco, registrato nei celebri Abbey Road Studios (gli stessi studi in cui fu registrata la versione originale e dove, si pf_6narra, David Gilmour fece ascoltare per la prima volta a Roger Waters quel riff di chitarra che sarebbe stato alla base della celebre canzone “Wish You Were Here”), non è solo la riproposizione fredda e distante di un vecchio lavoro, ma assume una nuova e pulsante dimensione sonora ed è impreziosito dal pianoforte, dalle tastiere e dal moog di Rick Wakerman (in passato con Yes e Black Sabbath), dalla voce rude e infernale di Alice Cooper e dalle chitarre, sia elettriche, che acustiche, di Dave Fowler e Steve McElroy, due musicisti provenienti dalla celebre cover band pinkfloydiana degli Australian Pink Floyd. Anche le illustrazioni chepf_5 accompagnano il lavoro sono stupefacenti, sono opera dell’artista Tiernen Trevallion, il quale ha saputo, con le sue immagini e le sue scelte grafiche, dare potenza espressiva e incisività alla musica. E non era certamente semplice visto che la grafica del disco originale fu opera di Storm Thorgerson.
In un’opera del genere le due parti della suite “Shine On You Crazy Diamond” assumono grande enfasi e potenza espressiva, l’orchestra riesce a riempire ogni spazio, dona profondità a ogni singola nota e, nonostante questo sia un album basato sul triste concetto dell’assenza, questi brani riescono a donare agli ascoltatori pace ed equilibrio, è come se il diamante pazzo fosse proprio qui, davanti a noi, che, assorti, in silenzio, restiamo come paralizzati ad ammirarlo e a fantasticare con la mente, oltre l’altra faccia della luna, oltre i mondi conosciuti, in uno spazio nel quale non c’è più la paura e la tristezza, pf_3ma solo l’armonia.
Splendida è la cover di “Wish You Were Here”, la celeberrima canzone sul distacco e la perdita, sul ritrovarsi sempre più soli e impauriti, in un mondo spietato, che ci guarda con freddezza e che, nonostante tutto, va avanti, incurante delle nostre necessità e dei nostri desideri più intimi. Le tastiere di Rick Wakerman e la voce di Alice Cooper danno vita ad una versione più oscura e spaziale della famosa ballata pinkfloydiana. Alice Cooper ci mette davvero l’anima nel cantare il dolore della solitudine, della lontananza e dell’abbandono, mentre, tutto intorno, è sempre lo stesso dannato inferno cinico e tecnologico, che non vuole altro che la nostra sottomissione.
Ci vogliono rubare l’anima e ci vogliono rendere schiavi. Solo un folle diamante potrebbe salvarci da tutta questa miseria.
“Sei rimasto preso nel fuoco incrociato di infanzia e celebrità
travolto dalla brezza d’acciaio
avanti, bersaglio di risate lontane
avanti, straniero, leggenda, martire,
splendi.”

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By | 2017-08-01T21:06:38+00:00 febbraio 23rd, 2016|MUSICA|0 Comments

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