RITUAL SPIRIT EP, Massive Attack

//RITUAL SPIRIT EP, Massive Attack

RITUAL SPIRIT EP, Massive Attack


“Ritual Spirit EP” è costituito da quattro brani, quattro diverse interpretazioni di ciò che è rimasto del Bristol sound oggi, quattro diverse collaborazioni artistiche, che puntano a mettere i Massive Attack al passo con i tempi moderni e che perciò guardano oltre le solite sonorità e le atmosfere trance del mat_3trip-hop. Le relazioni puramente virtuali distolgono la nostra attenzione dalla vita reale, siamo in grado di restare connessi ed interagire con persone distanti, nascoste dietro un nickname, e spesso completamente sconosciute, ma, allo stesso tempo, non conosciamo il nostro vicino, non riusciamo a creare e mantenere rapporti e siamo incapaci a portare avantimat_6 qualsiasi relazione duratura. Tutto si riduce alla forma ed all’apparenza, lasciando ben poco alla sostanza. Questo è il concetto sul quale si basa questo extended play prodotto da Robert “3D” Del Naja, il quale dovrebbe anticipare il secondo EP prodotto da Grant “Daddy G” Marshall e successivamente il disco vero e proprio dei Massive Attack. E se le premesse sono queste, dovrebbe trattarsi di un lavoro di un certo spessore, con un sound ricollegabile alla corposità dei primi album, più che al minimalismo dell’ultimo disco (“Heligoland”).

mat_1Una settimana prima del rilascio ufficiale dell’EP, il gruppo ha pubblicato anche una applicazione digitale per iPhone, “The Phantom”, in grado di remixare le canzoni dell’EP, utilizzando l’orario, il battito cardiaco, la posizione o il movimento dell’utente. Si tratta, in pratica, di un “lettore di musica sensoriale”, che promette di divenire, a breve, una applicazione completa.

Il primo brano dell’EP, “Dead Editors”, in cui compare il rapper londinese Roots Manuva, è un brano caratterizzato da un tempo molto veloce, molto ballabile, estraneo alle ritmiche utilizzate normalmente in una canzone trip-hop e che, quindi, da luogo ad una atmosfera nevrotica, ma allo stesso tempo positiva. La scena cambia completamente con il secondo brano, “Ritual Spirit”, canzone, che, con il suo basso cupo e potente, con i suoi loop onirici e psichedelici, ed anche grazie alla voce del cantautore britannico Azekel, risulta essere il brano più trip-hop, sintetico ed elettronico dell’intero EP. La terzamat_2 canzone, “Voodoo In My Blood”, accompagnata dalla band scozzese Young Fathers, è quella più scontata, priva della giusta tensione. Infine l’ultimo brano, “Take It There”, rappresenta, allo stesso tempo, sia il legame con il remoto passato, con i gloriosi anni novanta, che la connessione virtuale con il futuro, e non è un caso che al brano collabori proprio Tricky, il quale assieme ai Massive Attack ed mat_7ai Portishead costituì la sacra triade dei padri fondatori del trip-hop. Si tratta di una canzone spirituale, un beat elettronico malinconico e suadente, che riporta indietro nel tempo, direttamente a lavori come “Mezzanine” o “Protection”, ma che, contemporaneamente, risulta essere vivo e vuole trasmettere tutta la forza di questa band, che, nonostante lo scorrere del tempo, cerca sempre di essere attuale e di introdurre contenuti nuovi, piuttosto che cadere nell’autocelebrazione di se stessa e della propria storia.

mat_4

By | 2017-08-01T21:05:05+00:00 marzo 2nd, 2016|MUSICA|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment