VINYL – Pilot (episodio 1) di Martin Scorsese

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VINYL – Pilot (episodio 1) di Martin Scorsese

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“Funziona così, i musicisti non sono tuoi amici”, rammenta Ritchie Finestra in uno dei flashback temporali che lo riportano agli inizi della sua carriera di discografico, quando lavorava ancora per la “Rondelay Records” e non aveva ancora fondato la sua label, l’”American Century Records”, che ora, nel 1973 (anno in cui è ambientata la serie) non se la passa più tanto bene, è sull’orlo del tracollo e del fallimento, tant’è vero che viene, ironicamente, soprannominata, “American Cemetary Records”, perché è lì che artisti, ormai vy_4superati e sul viale del tramonto, vanno a morire. Attorno a Ritchie Finestra si muovono rockstar di successo internazionale ed artisti in cerca di notorietà, groupie, tossici, alcoolizzati, mogli viziate ed annoiate dalla loro vita agiata, folli proprietari di radio, mafiosi senza scrupoli e faccendieri in cerca del facile guadagno: sono loro gli attori di questo dramma a tinte fosche che è il rock. Il primo episodio della serie è aperto e chiuso da un brano dei New York Dolls, “Personality-Crisis”, canzone fondamentale, poiché, già nel 1973, anticipava quelle sonorità che sarebbero state definite come punk, solo qualche anno più tardi. Ed infatti i New York Dolls, nonostante all’epoca non riscossero grande successo, hanno influenzato enormemente sia il punk, che il glam rock, tant’è vero che lo stesso Malcom Mc Laren, chevy_9 incrociò la band alla fine della sua carriera, introdusse molti degli elementi caratteristici dei Dolls, nella sua nuova creatura: i Sex Pistols.

A me interessa fottere, fare a botte e niente, non me ne frega un cazzo di niente – dice Kip Stevens all’ambiziosa Jamie Vine, segretaria-spacciatrice dell’American Century Records, desiderosa di fare carriera e convinta che il gruppo di Kip, i “Nasty Bits”, possano diventare una band di successo mondiale, nonché fonte di guadagno, per l’etichetta musicale, per la quale lavora. I “Nasty Bit”, band emergente inventata ad hoc per la serie, suonano come una via di mezzo tra il noise rock dei Velvet Underground ed il punk nichilista dei Sex Pistols, il cui leader Kip ricalca le orme di artisti rabbiosi e maledetti come Iggy Pop, Johnny Rotten o lo stesso leader dei N.Y. Dolls Johnny Thunders.

vy_6Intanto mentre Jamie cerca di scritturare i Nasty Bits e garantirsi un futuro di successo nell’American Century, Ritchie ed i suoi soci (Zak, Scott e Skip) tentano di vendere la loro compagnia alla Polygram, grazie al fatto che hanno strappato un accordo verbale con i Led Zeppelin. Purtroppo, però, le cose non vanno per il verso giusto, il manager della band inglese, Peter Grant, odia i crucchi, contro cui hanno combattuto sia il nonno, che il padre, durante le due guerre mondiali e non vuole assolutamente che il simbolo dall’hard rock e del blues britannico finisca in mano teutoniche. Inoltre gli stessi Zeppelin non vedono di buon occhio Ritchie e la sua etichetta, in quanto l’American Century ha tentato di imbrogliarli, gli ha proposto un contratto in cui, alla fine, i loro guadagni sono inferiori al 20% previsto e promesso inizialmente. Sono lacrime di delusione quelle che scendono sul viso di Ritchie, quando, dopo aver parlato a quattr’occhi con Robert Plant ed aver compreso che il cantante lo disprezza, assiste, dal backstage, ad un infuocato concerto dei Led Zeppelin.

Ritchie ricorda nuovamente gli inizi della sua carriera, quando da anonimo barista con un buon orecchio musicale, si trasformò nel manager del cantante afro-americano, Lester Grimes, noto come “Little Jimmy Little”. Il ragazzo avrebbe voluto suonare e cantare il blues, ma, purtroppo per lui, i mafiosi, proprietari della “Rondelay Records”, preferivano fargli cantare stupide canzoncine buone per le radio. E quando Ritchie riuscirà a vendere le sue quote della Rondelay e a mettersi in proprio, lascerà l’amico in mano di quei farabutti, i vy_8quali, al primo rifiuto di Lester di cantare quella stupida musica commerciale, non esiteranno a pestarlo violentemente e a spezzargli la trachea, in modo tale da mettere termine alla sua modesta carriera musicale. Lester finirà a vivere nei bassifondi della città, tra magnacci, spacciatori e prostitute. Sarà sempre la musica a consentire un rapido incontro tra Lester e Ritchie, gli amici d’un tempo. Infatti Ritchie,vy_5 attratto da sonorità, cha da lì a poco sarebbero esplose nel movimento rap, chiede al suo autista di fermare la Mercedes sul ciglio della strada, ma il capozona e lo stesso Lester, non comprendendo i motivi della sua sosta, gli intimeranno di andarsene via immediatamente, lì non è gradito.   

La Polygram, intanto, nonostante sia venuta al corrente del fatto che i Led Zeppelin non firmeranno mai un contratto con la American Century Records, viene comunque convinta da Ritchie ad acquistare la sua quasi fallita label discografica. Ritchie, infatti, fa leva sia sul sentimento nazionalista dei tedeschi, offesi che la band inglese ed il suo manager, abbiano un atteggiamento così razzista nei loro confronti, sia dalle prospettive di trasformare ogni perdita in facile guadagno e mettere ogni spesa sulle spalle dei musicisti, accuratamente descritte dallo stesso Ritchie e dai suoi tre soci.

L’uomo, però, non ha tempo di godersi l’affare perché una nuova disavventura si abbatte sulla sua vita. Mentre è in corso il festeggiamento per il suo compleanno – una festa vy_7organizzata dalla moglie Devon – è costretto ad abbandonare amici e famiglia per recarsi dal manager radiofonico Buck, il quale, da un paio di giorni, si è chiuso in casa, assieme al pubblicitario Joe Corso, a farsi di cocaina, alcool e ogni cosa gli passi per la testa. Poiché Buck è un importante proprietario di varie stazioni radiofoniche e poiché ha il potere di boicottare l’American Century e di ridurla sul lastrico, Ritchie corre da lui. Il suo ingresso in casa di Buck è accompagnato dalle inquietanti note dei Black Sabbath ed infatti c’è poco da star sereni. Buck è ossessionato dall’ex moglie che lo ha tradito con il fratello, è in preda ad un delirio di onnipotenza e non ragiona più in modo lucido. È sconvolto dalle droghe, dal mostro di Frankenstein, aggredisce Ritchie, che è costretto a difendersi. Durante la colluttazione che ne segue, Joe, stanco dai giorni in compagnia di quel pazzo, gli rompe la testa e lo uccide. Ritchie vorrebbe chiamare la polizia, ma Joe lo convince che non può esserci leggittima difesa in quella situazione: sono in due contro uno, in una casa che non è la loro, e, soprattutto, Buck ha la testa fracassata. Non gli resta che sbarazzarsi del suo corpo e continuare con la loro vita, come se non fosse accaduto nulla.

Tutto sembra crollare in un attimo nella vita di Ritchie: il rapporto con la moglie da amorevole si fa velenoso, l’assassinio di Buck fa crescere in lui la paura, la nevrosi, l’ansia e non può fare altro che rifugirasi nella droga, nella coca, nella musica dei New York Dolls, in quella “Personality-Crisis”, crisi della personalità, che farà crollare il suo mondo e ogni cosa che lo circonda.

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By | 2017-08-01T21:03:48+00:00 marzo 8th, 2016|VIDEO|0 Comments

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