RADIOHEAD

RADIOHEAD

rh_7

In un’epoca in cui i nuovi ed i vecchi media vogliono spersonalizzare i singoli individui e proporre tutta una serie di personaggi precostituiti, è, senza alcun dubbio, positivo che vi siano band, come i  Radiohead percepite non solo come espressione e fenomeno musicale in senso stretto, ma anche come fenomeno emotivo, in grado di riportare rh_10l’attenzione degli ascoltatori sulla natura dei propri sentimenti. Da questo punto di vista i Radiohead appaiono come una sorta di catalizzatore emozionale: ansia e paura, insicurezza e dolore, non sono solo rappresentazioni negative del proprio stato d’animo, ma possono anche divenire il punto di partenza per un cammino interiore atto a riprendersi pienamente ilrh_3 possesso della propria esistenza, ad accettarsi per come si è e a rifiutare tutti i modelli imposti dall’alto dai social media controllati, a loro volta, da quei settori dominanti della nostra società che, per i propri scopi politici ed economici, intendono canalizzare le persone, renderle schiave dei beni materiali che essi stessi producono, assuefare il loro senso critico e proporre un’unica visione della realtà, il più delle volte di parte e contraffatta.

È ovvio che questo futuro sia angosciante, è ovvio che una band, che pone al centro del suo discorso artistico queste tematiche esistenziali, possa spesso apparire angosciante, possa essere accusata di eccessiva negatività, possa apparire noiosa e lamentosa ai propri detrattori. Ma è innegabile che mai come adesso, in preda ad una apparentemente e volutamente infinita crisi economica, in balia di organizzazioni criminali e terroristiche che si impadroniscono di intere nazioni, alla mercè delle lobby finanziarie e bancarie, il nostro futuro appaia cupo e desolante.

L’uomo moderno si è incamminato su una strada fatta di solitudine ed alienazione; non riesce e spesso non vuole costruire rapporti con i propri simili. C’è troppa diffidenza, troppa paura attorno a noi. Qualsiasi sentimento, sia positivo che negativo, sembra indebolirsi, affievolirsi, appiattirsi e ogni singola emozione umana confluisce in rh_11una apatia cosmica, in uno sfrenato desiderio di aggeggi tecnologici e connessioni virtuali. Ed intanto mentre gli uomini si dividono, i politici si uniscono; esiste, infatti, un’unica politicarh_6 mondiale e diviene, ogni giorno che passa, sempre più spietata, sempre più insensibile ai nostri bisogni primari di libertà, giustizia e sicurezza. Il fatto è che non vogliono affatto aiutarci, ci vogliono sempre più deboli, sempre più paranoici, sempre più divisi.

Le nostre opinioni non contano nulla e noi, impauriti e frustrati, non  cerchiamo altro che la fuga. Preferiamo nasconderci nel silenzio dello spazio cosmico e pensiamo che potrebbe essere conveniente persino scordarsi del proprio nome. La cosa fondamentale è non contraddire questo potere mondiale, questo unico Re che governa il mondo intero e che non esiterebbe un attimo a metterci al muro o a gettarci addosso la sua polizia del karma.

Il cuore degli uomini è colmo di merda, come una discarica, ogni giorno è un giorno in più di agonia. Forse, un tempo, sarebbe bastato l’amore a dare pace e sicurezza, ma l’amore, ormai, è troppo poco; oggi in molti si sono convinti che è meglio essere insensibili, meglio essere dei perdenti, meglio essere e comportarsi come dei coglioni nevrotici.

Sto male, stai male, stiamo male, ma siamo diventati troppo cinici per parlarne apertamente, per chiedere aiuto; le parole ci suonerebbero troppo strane. Il pianeta sul quale sopravviviamo, è una nave da guerra in un immenso mare di paura. Non pensate, però, che sia completamente inutile combattere, che sia inutile reagire perché tutto è sbagliato e nulla è al posto giusto, perchè quando l’uomo smetterà di sperare e di sognare, non sarà più tale. Questo è il messaggio che pulsa nelle profondità dell’elettronica di “OK Computer”, del rock viscerale di “The Bends” ed “Hail To The Thief” o della ricerca sperimentale di “Kid A” ed “Amnesiac”. Non è mai troppo tardi per uscire di casa ed iniziare a vivere.

rh_4

 

By | 2017-08-01T21:03:13+00:00 marzo 14th, 2016|CENTRIdiGRAVITA'|1 Comment

About the Author:

One Comment

  1. Totore Maki.net 5 novembre 2016 at 14:47

    Sarà che abbiamo nella testa un maledetto muro. Solo la musica ci salverà, la musica che gira intorno

Leave A Comment