BLACK MIRROR di Charlie Brooker

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BLACK MIRROR di Charlie Brooker

Black Mirror è una serie televisiva fantascientifica britannica, della quale Netflix, nel 2015, ha acquistato i diritti per una III prossima stagione. Ogni singolo episodio – per adesso ne sono stati girati 7 – è autoconclusivo ed è affidato ad attori diversi. Esso è del tutto scorrelato dagli altri episodi della serie, tranne per il fatto che ogni singola storia è basata sul rapporto che gli Uomini instaurano con la tecnologia. Rapporto che, spesso, tende ad amplificare a dismisura i lati peggiori dell’essere umano: il suo sfrenato narcisismo, il suo desiderio di possesso e controllo, le sue grandi e piccole quotidiane ipocrisie. La serie è ambientata in un futuro prossimo venturo, per cui gli aggeggi tecnologici descritti non sono del tutto astrusi e fantasiosi, ma si tratta, in effetti, di oggetti ed apparecchiature, delle quali già oggi se ne ipotizza la prossima realizzazione. Le varie storie, comunque, non sono incentrate sulle singole diavolerie tecnologiche, esse appaiono del tutto integrate con la vita delle persone, ciò che conta è l’effetto, il più delle volte distruttivo, che esse provocano in coloro che ne bm_2abusano. Il tutto avviene non perché si tratti di strumenti pericolosi in sé, ma perché risulta essere sbagliato, contorto, eccessivo, l’utilizzo che ne viene fatto. L’assuefazione spinge i singoli individui verso uno egoismo sempre più cieco, verso l’alienazione, verso l’intolleranza. Non conta più nulla, ogni sentimento, anche il più nobile, assume un ruolo del tutto secondario e marginale ed ogni aspetto dell’esistenza sa di falso.

Perché la nostra società, che concede già così tanta importanza ai talent-show ed ai social network, non potrebbe, un giorno, trasformarsi, nella distropica società di “15 Milioni di celebrità”? Una società, nella quale le persone non sono più tali, non intrattengono più dei veri rapporti tra loro, non c’è più amore o amicizia o rabbia o odio, non conta più alcun sentimento, ma contano soltanto gli avatar, le nostre bm_3controfigure digitali, con i loro inutili, ma indispensabili accessori, la loro dose di click e di visualizzazioni. Una società, nella quale, persino il tentativo di denunciare gli errori e le ottusità del sistema, viene imbrigliato e rivenduto come l’ennesimo spettacolo da dare in pasto ad un pubblico ormai inerme, drogato, sottomesso, incapace di assumere posizioni critiche, assuefatto ed intrappolato in un mondo falso e spietatamente cinico, un mondo che vuole dimostrare una semplice teoria: tutto ha un prezzo e ogni cosa può essere comprata, basta l’offerta giusta.

E perchè non potrebbe succedere che, in un prossimo futuro, la bioingegneria permetta alle persone di memorizzare i propri ricordi in un chip elettronico impiantato dietro il proprio orecchio? Avremmo così, in qualsiasi momento della giornata, la possibilità di rivedere eventi passati, di ascoltare vecchi discorsi, di soppesarne ogni singola parola, ogni singolo sguardo, ogni più piccola esitazione. Ogni singola ed impercettibile espressione del volto potrebbe essere messa a fuoco in un istante. Ed anche un evento, accaduto dieci o quindici o venti anni fa, sarebbe sempre e comunque attuale. Ma siamo sicuri che questa capacità di congelare il passato, sarebbe davvero un bene? E se rivivessimo, per sempre, la fine d’un rapporto d’amore o la perdita d’un amico? Spesso il tempo ci aiuta ad accettare gli eventi più negativi, ci permette di ritrovare la forza per andare avanti, per costruire qualcosa di migliore, ne avremmo ancora la forza? Ne avremmo ancora il coraggio? E, soprattutto, ne avremmo ancora la voglia?

Se una società informatica riuscisse, reperendo tutte le informazioni sparse in rete – le immagini, i video, i commenti nei social network – a ricostruire la personalità d’una persona defunta, potrebbe rendere più sopportabile il dolore della perdita? E se questo profilo virtuale venisse impianto in un androide, perfettamente identico al nostro caro estinto, ritenete che questo essere artificiale potrebbe sostituirsi alla persona persa? In fondo si tratta di un falso, di un essere che non invecchia mai, che è esattamente identico, ogni giorno che passa, che non è in grado di adattare il proprio carattere a nuove circostanze di vita, siete sicuri che questo sia un essere immortale? O magari è un essere che muore ogni singolo giorno? L’importanza della morte, la sua accettazione, ci dà la possibilità di comprendere quanto eccezionale sia la nostra vita e quella di ogni singolo individuo, quanto sia fondamentale godersi, il più possibile, la compagnia d’un familiare, d’un amico, d’un partner, d’una persona cara.

Avete mai sentito parlare di Waldo? Un personaggio inventato, un buffo orsetto di colore blu, che passa il bm_5suo tempo a prendersi gioco dei politici, sia dei così detti moderati, che degli, spesso fasulli, progressisti, e che, ad un certo punto, vista la disillusione di gran parte dei cittadini verso il potere, visto il distacco evidente tra i giovani e le classi dirigenti del paese, visto lo scontento di un’ampia fetta di popolazione, che sta diventando sempre più povera ed intollerante verso coloro che sono estranei, diversi, stranieri, decide di candidarsi alle elezioni. Perché, in fondo, è tutto falso, è tutto finto, è tutto già stato deciso altrove. Credete che i politici, che ci hanno sempre governato, siano più veri e reali di questo orsetto blu? Cosa c’è di più democratico, in fondo, se non il voto ed il giudizio della rete, di ogni singola persona connessa al nostro portale? Saranno i “like” a decidere, nel futuro, la nostra politica estera, la nostra politica industriale, la nostra libertà e qualsiasi altro aspetto della nostra società, semplice o complesso, di vitale importanza o banale. Basterà la battuta più adatta, la frase più ad effetto, il video più divertente, la parolaccia più sconcia ed il gioco è fatto. Ed in fondo è questo quello che ci meritiamo, ci meritiamo di essere governati da un pupazzo virtuale con il cazzo blu.

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By | 2017-08-01T21:02:29+00:00 marzo 16th, 2016|VIDEO|0 Comments

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