22 / 11 / ’63, di Stephen King

//22 / 11 / ’63, di Stephen King

22 / 11 / ’63, di Stephen King

22_1E se avessimo la possibilità di poter tornare indietro nel tempo ed evitare una catastrofe, sarebbe davvero la scelta più sensata? E se l’atto che crediamo giusto, desse luogo a tutta una serie di variazioni e conseguenze allucinanti per l’umanità, tali da creare un nuovo mondo, addirittura peggiore di quello che avremmo voluto migliorare? Ogni singola azione, anche minima, ha la capacità di cambiare in modo irreversibile il futuro, figuriamoci un’azione complessa come il tentativo di salvare la vita del presidente John Fitzgerarld Kennedy quel fatidico 22 Novembre del 1963 a Dallas.

Magari il popolo Americano non avrebbe dovuto fare i conti col Vietnam e i milioni di ragazzi uccisi lontano da casa, magari la svolta verso i diritti civili degli afro-americani e delle minoranze etniche avrebbe avuto luogo prima e sarebbe stata meno dolorosa e cruenta. Magari…

Magari, però, come succede a Jake Epping, il protagonista del romanzo, una volta salvato il presidente, ci si rende conto che il mondo del futuro non è l’oasi di pace e tolleranza che si pensava di ottenere, ma si tratta di un22_4 mondo in preda alla violenza e all’odio, devastato da terribili guerre nucleari, irrimediabilmente compromesso dall’inquinamento ed ormai avviato verso la sua completa distruzione. E così colui che voleva essere il salvatore dell’umanità, il professore di letteratura del Maine, scopre, invece, di esserne il distruttore, il terribile “jimla”, il mostro che, alterando il flusso temporale e creando le varie “stringhe” in contrapposizione tra loro, non ha fatto altro che avviare un processo irreversibile che sta portando la Terra verso la sua completa distruzione. Infatti, non appena il presidente viene salvato, un terribile terremoto, il primo di una lunga serie, sconvolge la costa occidentale del paese e provoca ben settemila vittime nella sola città di Los Angeles. È il nuovo corso della storia e non è affatto un avvenimento casuale.

Il passato si protegge, dice più volte Jake/George ed in effetti è così. Il passato non vuole lasciarsi cambiare e quanto più grandi sono gli eventi che si tenta di modificare, tanto più grande è la resistenza che esso oppone, una forza in grado di modificare la vita delle persone e addirittura ucciderle, come sarà22_3 costretto a provare lo stesso protagonista a sue spese. Il passato ha denti aguzzi e tutto ciò che gli capita a tiro fa una brutta fine! È come il guscio di una tartaruga, il cui compito è proteggere la creatura molle contenuta al suo interno.

La storia inizia nel Maine, nella cittadina di Lisbons Falls, nel 2011, dove Jake, grazie all’amico ristoratore Al Templeton, scopre l’esistenza di un varco temporale, in grado di riportarlo sempre alle 11:58 del 9 Settembre 1958. Una volta tornati poi nel tempo presente, Al spiega a Jake, risultano essere trascorsi sempre e solo due minuti, non uno di più. È Al, ormai devastato dal cancro, ad affidare a Jake la sua missione, ovvero evitare la morte di Kennedy ed una volta assicuratosi che il vero ed unico assassino è Lee Harvey Oswald mettere fine alla sua squallida vita. E così Jake si trasferisce nel 1958, diventa George e vive in quell’epoca fino al 1963. Sono anni, per certi versi, più sereni, gli Americani non conoscono ancora la paura degli attacchi terroristici e la crisi economica e finanziaria post Torri Gemelle, ma sono, allo stesso tempo, anni in cui è forte la discriminazione verso le persone di colore, sono quasi ritenute normali ed accettabili le piccole e grandi violenze domestiche sulle donne, ed un opprimente perbenismo e un finto moralismo di facciata regolano la vita pubblica delle persone.

La storia inizia nel Maine, dove Jack/George resta sconvolto dall’atmosfera di malessere e crudeltà che si 22_5respira nella cittadina di Derry e ovviamente termina in Texas, a Dallas, una città che viene accomunata a Derry dal punto di vista della brutalità e della cattiveria che sembrano governarne la vita. A Derry il professore di letteratura fa la conoscenza di due ragazzini, Beverly  e Ritchie, due dei protagonisti del celebre “It”. È qui che Jake, per celare la sua identità, decide di presentarsi come uno scrittore intento a creare la sua prima opera: la storia horror di un pagliaccio malefico che compie dei brutali omicidi, ancora una volta un chiaro ed evidente riferimento ad “It”.

22 / 11 / ’63 è sia un romanzo fantastico, una storia ucronica, ma allo stesso tempo è un romanzo storico, in quanto la descrizione dei dettagli della vita degli Americani, negli anni a cavallo tra i cinquanta ed i sessanta, è accurata ed inoltre vengono fornite tutta una serie di informazioni sui modi di pensare tipici dell’epoca, la espressioni linguistiche e lo stato della tecnologia. Accanto ai personaggi inventati, come Jake, Al, il suo vecchio amico Deke o l’amata e sfortunata Sadie, vi sono personaggi storici realmente esistiti, oltre l’assassino Lee Oswald, sua moglie Marina, l’agente dell’FBI James Hosty e lo strano George de Mohrenschildt.

Il libro si conclude con l’impossibilità di evitare la morte del presidente, perché la Terra non riuscirebbe a sopportare il peso dello sconvolgimento della linea temporale e nuovi apocalittici scenari si presenterebbero immediatamente all’orizzonte. Jake, messo davanti alla triste e cruda realtà, non può fare altro che accettarla e rinunciare a tutte le vite che aveva salvato. Rinuncia a tutto, ma non può e non vuole rinunciare ad un ultimo ballo con una signora ottantenne: la sua amata Sadie e quando lei gli chiede lui chi sia, la risposta è, allo stesso tempo semplice e potente: “uno che hai conosciuto in un’altra vita, tesoro”.

Questo libro ci fa riflettere sul senso del tempo, sull’inevitabilità del destino, è un libro d’azione, una storia fantascentifica, ma che contiene, sotto il guscio di tartaruga che la protegge, anche una piccola storia d’amore.

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By | 2017-08-01T20:58:05+00:00 aprile 12th, 2016|LIBRI|0 Comments

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