III, Moderat

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III, Moderat

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Progetto elettronico berlinese Moderat è giunto al suo terzo album in studio. Dietro il nome Moderat in realtà ci sono le componenti Modeselektor e Apparat, le quali, nei precedenti capitoli I e II, nonmod_01 sembravano aver trovato la ricetta giusta per amalgamarsi con i Modeselektor più proiettati verso sonorità essenziali, drum & bass con una certa predisposizione verso l’hip-hop e Apparat, invece, pronto ad aprirsi ad un discorso più mainstream prendendo in considerazione divagazioni anche nel mondo del pop più commerciale.

Questo lavoro risulta essere più coerente ed è il primo lavoro propriamente Moderat, non una semplice collaborazioni tra artisti diversi. Senza dubbio è risultata essere fondamentale l’influenza dei Radiohead di “Kid A” ed “Amnesiac” e le sonorità ottenute sono il giusto compromesso tra dream pop e elettronica. È un disco melodico, a volte lo è pure troppo e probabilmente il suo aspetto più negativo è la mancanza di tensione emotiva, è stato il sacrificio da pagare per riuscire nell’impresa di amalgamare le due diverse sonorità costituenti.

L’album è comunque ben mixato, ha un suono sempre vivo e pulito, non si dilunga in modo eccessivo e parallelamente non è mai banale, ma risulta essere ottimamente armonizzato e pieno di colori e sfumature mod_03diverse, jungle e drum & bass, techno e dance music suonate con un approccio romantico e spesso malinconico. Infatti, questo è un disco lunare, etereo, rivolto ad un pubblico che ama sì il dancefloor, ma che non disdegna guardare dentro di sé ed andare oltre all’apparenza, ma tentare di percepire la vera essenza delle cose.

È un disco equilibrato, non ci sono canzoni che si pongono un gradino sopra le altre, ma ci sono buone canzoni, non sono noiose, ma necessitano d’essere ascoltate più d’una volta. Sicuramente sarà diverso l’approccio che il gruppo seguirà nel proporle dal vivo, penalizzando la componente più intimistica e viscerale, rispetto alla ballabilità e alla spettacolarità, che saranno ovviamente esaltate in modo tale da coinvolgere e far divertire il pubblico.

A mio giudizio, però, l’essenza più vera di queste canzoni è quella intimistica, è sicuramente un ascolto più faticoso e meno scontato, può sembrare meno divertente, ma è quello che da più soddisfazione, che mostra la vera natura di questi brani, la loro ricercatezza, il loro beat, il compromesso tra l’uomo e la macchina, tra le parole cantate e le sonorità elettroniche che stanno alla base di tutto.

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By | 2017-08-01T20:57:07+00:00 aprile 19th, 2016|MUSICA|0 Comments

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