22.11.63, di Kevin Macdonald

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22.11.63, di Kevin Macdonald

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Quello dei viaggi nel tempo, può essere considerato un vero e proprio sottogenere fantascientifico, talmente vasta è la produzione di opere su questo tema. La miniserie di otto episodi “22.11.63” tratta dall’omonimo libro di Stephen King rientra perfettamente in questo ambito: il professore di letteratura di Lisbon 22_6Falls, nel Maine, Jake Epping scopre la sua “tana del coniglio”, ovvero un passaggio temporale in grado di riportarlo direttamente nel 1960, alle 11:58 del 9 Settembre 1958, in realtà, nel libro! Questa prima piccola deviazione dall’originale potrebbe sembrare trascurabile, ma in realtà serve a tenere il tomo di Stephen King in sole otto puntate di circa un’ora l’una. Infatti, in questo modo, manca tutta la parte iniziale del romanzo, quella in cui Jack si trasferisce a Derry, sempre nel Maine, per salvare la famiglia del piccolo Harry Dunning, il bidello della scuola di Lisbon Falls, la cui famiglia (mamma, sorella e fratello) fu barbaramente trucidata dal padre impazzito.

Man mano che si guardano gli episodi appare evidente come parecchi avvenimenti siano stati resi più semplici, ad esempio il primo incontro tra Jack / George e la sua amata Sadie non avviene affatto a Dallas, ma nella piccola cittadina di Jodie.

Tutte queste mancanze faranno sicuramente storcere il naso ad i fan di Stephen King, il libro è meglio della miniserie TV, su questo fatto non c’è alcun dubbio ed in effetti è un confronto impari, chi ha prodotto la serie (il regista J.J. Abrams e lo stesso Stephen King) sapeva benissimo che non avrebbe mai potuto, in22_5 sole otto episodi, ricreare la complessità e la tensione del libro. Ed allora perché dare vita a questo progetto?

Innanzitutto perché la TV permette di far conoscere questa bellissima storia a molte più persone e poi perché le immagini riescono a rendere godibile e interessante il confronto ed il parallelo tra queste due diverse epoche (il 1960 ed il 2011) profondamente diverse tra 22_2loro. Sono diversi i colori ed i sapori, il 1960 appare un’epoca ricca di tinte forti e colori sgargianti, i sapori sono più intensi, cibi e bevande sono più veri, più saporiti, ma allo stesso tempo – e ciò non viene affatto nascosto dagli autori – è un’epoca di forti ingiustizie sociali, il razzismo contro le persone di colore o la sottomissione della donna all’uomo sono ferite aperte e sanguinanti. Si tratta di una società in trasformazione, di cui Jake / George scopre via, via le profonde contraddizioni, che, però, vengono vissute senza drammatizzarle in modo eccessivo, ma con una buona dose di ironia e senso critico, infatti gli episodi della serie non sono pesanti, ma scivolano via velocemente, a cavallo tra drammatico e commedia, fantascienza e ricostruzione storica di eventi, che sono storia fondamentale del ventunesimo secolo.     

Se gli autori hanno dovuto rinunciare ad alcuni passaggi importanti, ma non fondamentali della storia – che, comunque, è incentrata attorno all’assassinio di John Fritzgerald Kennedy – sono stati bravi a non tralasciare alcuni degli aspetti fondamentali del libro. Innanzitutto il fatto che il passato rifiuta con forza ogni cambiamento del corso degli eventi e cerca di opporsi, anche con metodi drastici, a chiunque, nel bene o nel male, cerchi di alterare il corso della storia. C’è una sorta di fatalismo di fondo, il destino dei vari personaggi sembra inevitabile e la lotta stessa, tra il Bene ed il Male, sembra destinata ad andare avanti all’infinito e a consumare il mondo stesso ed ogni minima azione di disturbo operata dal professore di letteratura sembra mettere in crisi il precario equilibrio su cui si regge l’intera esistenza.

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By | 2017-08-01T20:56:50+00:00 aprile 20th, 2016|VIDEO|0 Comments

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