IL RICHIAMO DI CTHULHU, di Howard Phillips Lovecraft

//IL RICHIAMO DI CTHULHU, di Howard Phillips Lovecraft

IL RICHIAMO DI CTHULHU, di Howard Phillips Lovecraft

I sogni sono più antichi della Sfinge o delle città di Tiro e Babilonia, sostiene un giovane artista, Henry Wilcox, nel suo primo dialogo con il professor Angeli, illustre professore universitario di lingue semitiche, per convincerlo ad ascoltare e cercare di dare un significato ai sogni che ultimamente lo tormentano. Sogni, nei quali compare una creatura abominevole e gigantesca, le sue sembianze sembrano umane, ma la sua testa è coperta dai tentacoli di ktu_01un polpo, la sua pelle è squamosa ed ha le ali di un drago. Wilcox ha addirittura rappresentato il mostro su una sua opera, un bassorilievo rettangolare, su cui ha anche scolpito strani e sconosciuti geroglifici, di cui nessuno conosce la natura ed il significato. Non appartengono a nessun idioma umano, neppure a quelli più antichi. E poi ci sono due parole che sconvolgono il professore “Cthulhu Fhtagn”.

Non è la prima volta, infatti, che il professor Angeli le ascolta. Ha incontrato già quei simboli oscuri e quella creatura mostruosa. Tempo prima, durante un convegno di archeologia, un ispettore di New Orleans, John Legresse, si era presentato con lo scopo di chiedere l’aiuto degli scienziati presenti, per dare un senso alle sue indagini. Assieme a venti poliziotti, Legresse aveva affrontato, in una zona impervia e desolata, nelle paludi a sud di New Orleans, un gruppo di adoratori negri e meticci, dediti ad un ignoto culto, più misterioso dello stesso voodoo, che avevano rapito e torturato le donne ed i bambini di un villaggio vicino, sacrificandoli ad una loro misteriosa divinità. Ebbene l’ispettore, una volta sgominata la setta, era riuscito ad entrare in possesso del loro feticcio, una statuetta mostruosa, di materiale sconosciuto, del tutto simile a quella scolpita sul bassorilievo del giovane Wilcox.

L’ispettore aveva arrestato alcuni di quei pazzi assassini e dalle sue indagini aveva appurato che essi adoravano esseri giganteschi ed abominevoli, provenienti dalle stelle, giunti sulla Terra migliaia di anni prima della comparsa dell’uomo. Quegli esseri avevano creato lektu_03 loro città di pietra, ma poi, quando le stelle che gli avevano consentito di viaggiare, avevano perso la loro disposizione, erano morti, adagiandosi nelle viscere della terra o nelle profondità del mare, ma, secondo le credenze di quella strana religione, ciò che muore può rinascere ed un particolare allineamento delle stelle e della Terra permetterebbe il risveglio di Cthulhu, il sacerdote di quei Grandi Antichi, l’essere di pura ferocia, che sarebbe in grado di riportare tutti loro nuovamente alla vita, facendo sprofondare il genere umano e l’intero pianeta in una spirale di sangue, abominio, crudeltà e pazzia.

Ed infatti nell’ultima parte di questo racconto, il pronipote del professor Angeli, venuto in possesso dei documenti del prozio, morto in circostanze alquanto strane e inspiegabili, decide di continuarne le ricerche ed entra in possesso del diario di un marinaio norvegese, anch’egli deceduto in modo dubbio, ma che era stato l’unico sopravvissuto allo sbarco su una misteriosa isola dell’oceano Pacifico. Quest’isola non è altro che R’lyeh, la città di pietra, dalle assurde e impossibili forme geometriche, costruita dagli Antichi, ere ed ere prima della comparsa dell’uomo, ultima dimora del morto Cthulhu che aspetta sognando. Ed è proprio Cthulhu, l’essere che entra in contatto, attraverso il sogno, con i pochi eletti dell’antico culto, incaricati, attraverso sacrifici di carne e di sangue, a preparare la resurrezione delle creature provenienti dalle stelle. E solo un atto disperato e folle del marinaio riesce ad evitare il peggio.

Intanto, tutti quelli che entrano in contatto con l’antico culto, tutti quelli che giungono a sapere troppo, muoiono in circostanze anomale ed alla fine anche Francis esprime tutta la sua inquietudine e la paura per una morte che sa essere certa e prossima: se non sopravviverò a questo manoscritto, i miei esecutori testamentari facciano in modo che nessun altro occhio umano possa leggerlo. Queste sono le ultime parole scritte da Francis prima della sua morte.

“Non è morto ciò che ktu_04può vivere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire.”

è scritto nel “Necromicon” del folle Abdul Alhazred, l’unico scritto umano esistente che, in modo criptico e simbolico, fa riferimento ai Grandi Antichi, venuti dalle stelle. Esseri che hanno lasciato nel mondo quelle statuette di ignoto materiale, raffiguranti le loro sembianze, in modo che solo pochi adepti possano venerarle.

I Grandi Antichi riporteranno il mondo nel suo stato iniziale, senza nè leggi, nè morale, perché essi sono al di sopra sia del Bene, che del Male e finalmente ognuno sarà libero di urlare, impazzire, uccidere, bruciare, dare sfogo ai suoi istinti.

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By | 2017-08-01T20:56:33+00:00 aprile 20th, 2016|LIBRI|0 Comments

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