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Johnny Rotten, era ormai insoddisfatto dei Sex Pistols e stanco delle richieste di Malcom Mc Laren, il “borghese anarchico” del punk. La band sembrava non occuparsi affatto dellapil_04 propria direzione artistica e delle scelte loro imposte, non ascoltavano neppure i testi che Johnny scriveva e proponeva loro e tutto era troppo falso, troppo superficiale. Malcom era riuscito nell’intento di trasformare una creatura vera e imprevedibile, come Sid Vicious, nella peggior caricatura di una fottuta rockstar, una inutile maschera, una marionetta. Fu così che Johnny Rotten / John Lydon decise di abbandonare la band e fondarne una nuova: i Public Image Ltd (PiL).

pil_07La rabbia urlata dai Sex Pistols si sarebbe trasformato nei PiL in uno sferzante, sottile e pressante tormento interiore. Tormento che nasce dalla convinzione che non c’è alcun divertimento, nessuna possibilità di gioia o di salvezza. Il futuro è solo angoscia, il mondo intero è destinato ad auto-distruggersi e noi, stupidi e condizionabili esseri umani, indeboliti dalle religioni, assuefatti dalle tecnologie moderne, corrotti dal denaro, impauriti di perdere quel poco che pensiamo di possedere, moriremo soli, in enormi inferni metropolitani, sommersi dalla plastica, dallo smog, dal cemento, dall’acciaio e da chissà quali altre merde sintetiche ed artificiali.

I PiL pubblicarono così, nel 1978, “First Issue”, un album macabro e apocalittico, il manifesto del dark-punk, ma anche un lavoro fatto di rock straniante, fosco e psichedelico. Un suono fatto di sperimentazioni e rumori, sonorità che amavano confondersi e mescolarsi: con il dub, la techno, il reggae e la musica etnica. Il primo album sarebbe stato completato, pil_03dando vita ad un trittico innovativo, surreale e visionario, dai successivi lavori “Metal Box” (1979) e “The Flowers Of Romance” (1981). In questi tre dischi i PiL espressero il meglio della loro inquietudine; tre lavori, a cavallo tra rock e dub, con forti venature dark e new wave, in cui la band indagò sui vari aspetti che rendono l’animo umano turbolento ed ansioso, che spingono gli uomini verso l’alienazione più totale, uno stato nel quale l’unica possibilità di fuga è rappresentata dalla morte.

Viviamo circondati dall’ipocrisia e la religione stessa è l’ipocrisia più grande, quella che ci condiziona, ci obbliga, ci divide e limita la nostra autonomia. La religione rende ciechi, ci fa vivere con pesanti statue di menzogna nella mente. In giro non c’è mai stata la vera fede, conta solo il denaro, l’unico Dio dei Maiali. È questa la loro religione a buon mercato, ottima ed infallibile per indebolire la volontà dei singoli individui e renderli docili, impauriti e controllabili. Intorno a noi, intanto, è tutto finto, sono solo bugie, ogni parola scritta o pronunciata dai loro altari è solo l’ennesima bugia. Abbiamo tanto da perdere e pochissimo da guadagnare.

Queste, miei cari amici, non sono affatto canzoni d’amore.

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By | 2017-08-01T20:55:37+00:00 aprile 28th, 2016|CENTRIdiGRAVITA'|0 Comments

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