IL LATO RUVIDO, Punkreas

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IL LATO RUVIDO, Punkreas

I Punkreas, giunti al traguardo dei venticinque anni di concerti, distorsioni e denunce sociali, non hanno assolutamente perso la loro voglia di raccontare il lato più crudo, più sporco, più ipocrita – quello più ruvido, appunto – della nostra società e lo fanno ancora con la giusta dose di energia, di divertimento ed pun_03ironia. È un lavoro diretto, pieno di accelerazioni e cambi di marcia continui, di chitarre, di cori e contro-cori nella migliore tradizione punk-hardcore, in cui la band si concentra su alcuni aspetti deviati e irrazionali di questi nostri iper-tecnologici tempi moderni; innanzitutto la tossico-dipendenza da talent-show e la mania di riversare/condividere/taggare ogni evento delle nostre esistenze su Facebook e sugli altri social-network. La gente resta intrappolata in delle esistenze false ed effimere costruite sui social, pensa che questa sia la realtà, crede di non aver più bisogno dei rapporti sociali ed infatti non è più in grado di parlare o interagire con i propri simili. Sembra di avere a che fare con degli zombie senza cervello – il cervello è fuggito altrove, alla ricerca di qualcuno che non si facciapun_01 più schiavizzare e manovrare. Compiono tutti le stesse azioni, spesso senza sapere neppure perché, sembrano incapaci di ragionare con la propria testa, di decidere in autonomia ciò di cui hanno bisogno.

È un lavoro stradaiolo e melodico, nella migliore tradizione dei Punkreas, un album, in cui il gruppo non ha voluto utilizzare l’elettronica, per essere più diretto, più incisivo, più sarcastico, nell’esporre le proprie idee e le proprie posizioni. Non mancano le collaborazioni: “Lo Stato Sociale” per il brano “In fuga”, i “Modena City Ramblers” per “Modena-Milano” ed il rapper Shiva per “Va bene così”.

I media, TV ed internet in primis, con la loro azione di appiattimento celebrale, non sono l’unica tematica affrontata dal gruppo, c’è spazio per denunciare le ingiustizie commesse dagli uomini in divisa, per fare ironia sui soliti pregiudizi razziali contro gli immigrati, per esaltare e pun_02celebrare l’amore per la musica ed infine c’è la riuscita collaborazione tra la band e Luca Faraci, grande fumettista, che tra l’altro non è stato solo l’autore di storie di Dylan Dog, Diabolik, Magico Vento e Martin Mystere, ma si è cimentato anche con i comic americani, come Uomo Ragno o Capitan America.  

“Il Lato Ruvido” è un’opera omogenea, che sa essere melodica ed aggressiva allo stesso tempo e che sicuramente produrrà i migliori effetti quando sarà suonata dal vivo. È un lavoro scanzonato, ma anche irriverente e, a detta della stessa band, queste dodici canzoni sono un ritorno a quella che è l’essenza viscerale, grezza, ruvida del gruppo. Un’essenza, che in questo mondo falso, senza più nessun valore, può darti la forza per rimanere te stesso, per combattere le ingiustizie, i soprusi e le violenze, anche quando esse sono commesse da coloro che dovrebbero garantire la legge. “Noi siamo e rimaniamo quel che siamo, la storia è stata scritta e quella resterà.”

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By | 2017-08-01T20:53:54+00:00 maggio 9th, 2016|MUSICA|0 Comments

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