ENNENNE, Almamegretta

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ENNENNE, Almamegretta

Maggio 2016, ben ventuno anni dopo da quel fatidico 1995, gli Almamegretta, in una formazione molto vicina a quella dell’epoca, pubblicano un nuovo album mixato da Adrian Sherwood, il beatmaker inglese, conosciuto per le sue sonorità dub e per i suoi remix di lavori di artisti famosi come i Depeche Mode. Era nn_04dati tempi del secondo album della band napoletana, il celebre “Sanacore”, uno dei dischi più belli della musica italiana (commercialmente noto per il brano “Nun te scurdà”), che ciò non accadeva. Dunque è necessario fare un parallelo tra il presente ed il passato.

Innanzitutto la doppia N del titolo richiama un celebre motto latino “nescio nomen”, cioè senza alcun nome, ad indicare e mettere l’accento sul fatto che questo album senza nome, questo album “bastardo” (dando al termine un’accezione positiva) nasce da un contesto di profonda contaminazione di generi musicali ed esperienze umane. Non c’è un’idea di musica che ha preso il sopravvento ed il dominio sulle altre, ma ci sono tante idee, ciascuna delle quali ha portato il suo contributo. Il lavoro degli Almamegretta, quindi, si integra perfettamente con quella che è la storia e con quello che è lo spirito della città di Napoli, una città meticcia per eccellenza. Se si parla di storia e di tradizioni, non si può non parlare di quelle che sono le tradizioni musicali popolari di questa terra e calza a pennello la collaborazione con Carlo D’Angiò, uno dei padri fondatori della “Nuova Compagnia di Canto Popolare”, per il brano “Musica popolare”. Brano nel nn_01quale spicca il verso secondo cui la musica popolare deve essere uccisa. La ragione di questa frase sta nel fatto che la musica popolare può avere un senso se viene interpretata in base a quelli che sono i tempi moderni, le storie e le necessità degli uomini di oggi. Si tratta, senza alcun dubbio, di un importante tesoro storico, ma non può essere suonata sempre secondo gli stessi canoni, altrimenti sarebbe come toccare un morto. Le persone, oggi, conducono esistenze scandite da ritmi che non sono certo quelli su cui si basano le canzoni della tradizione, è necessario compiere un salto in avanti.

Salto che, in questo album, ha prodotto altre collaborazioni artistiche (Cristina Donadio e Lucariello) e ha portato gli Almamegretta ad interpretare due cover apparentemente molto distanti tra loro, ma che, invece, rientrano perfettamente in quel discorso sulla reinterpretazione del passato guardando al futuro, fatto in precedenza. La prima cover è di Nino D’Angelo: “Ciucculatina d’’a ferrovia” e la seconda è “’A gente” dinn_05 Daniele Turco del gruppo “Il Cielo di Bagdad”, il passato ed il futuro che si contaminano grazie alla musica dub, ai ritmi ipnotici ed alla voce suadente degli Almamegretta.

Interessante è il brano “’o ssaje comm’è”, un brano che si concentra sulla realtà attuale di Napoli ed in generale del Meridione, sulle enormi disparità sociali esistenti, sulla cattiva distribuzione della ricchezza, sulla mancanza di certezze, sulle difficoltà che incontrano le nuove generazioni a trovare un lavoro e con esso la propria stabilità. Andare via appare come l’unica soluzione possibile, soprattutto se non si vogliono accettare i così detti ammiccamenti e le chiamate del Sistema, che, purtroppo, spesso, risulta essere l’unico apparato in grado di poter fornire risposte. Risposte, che, però, vengono pagate a caro prezzo perché una volta che si è scesi all’inferno e si è stretta la mano del demonio, è davvero difficile venirne fuori e salvarsi l’anima.

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By | 2017-08-01T20:51:42+00:00 maggio 19th, 2016|MUSICA|0 Comments

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