REQUIEM FOR THE AMERICAN DREAM, di Noam Chomsky

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REQUIEM FOR THE AMERICAN DREAM, di Noam Chomsky

req_04L’America è regolata da un sistema politico democratico, in grado di dare a chiunque la possibilità di realizzare i propri sogni… o no?

Secondo Chomsky ciò non è più vero, il sogno Americano è stato annacquato, sabotato, sterilizzato, da tutta una serie di scelte politiche ed economiche compiute lentamente, negli anni, a partire dalla fondazione stessa della nazione, ma che oggi stanno producendo i loro effetti più deleteri, discriminanti e destabilizzanti, sulla società Americana in primis, ed a cascata su tutto il mondo. Per Chomsky vi sono 10 cause / principi basilari, descritti ad uno ad uno nel documentario, che hanno reso possibile questo scenario catastrofico. Essi non sono altro che l’effetto del rapporto pericoloso e compromettente venutosi a creare tra il potere e la ricchezza.

Ma gli Stati Uniti d’America sono effettivamente questo: sono stati fondati da uomini ricchi e la Costituzione è nata per garantire che il potere fosse sempre esercitato dalla minoranza dei ricchi. req_01Concentrazioni di ricchezza e potere sono sempre andate di pari passo, autoalimentandosi a vicenda e facendo sempre più terra bruciata attorno a loro, anche se, in verità, nel corso della storia, soprattutto negli anni trenta e negli anni sessanta del secolo scorso, ci sono stati forti spinte democratizzanti che hanno condotto alla conquista di grandi libertà civili, all’eliminazione delle leggi razziali e discriminanti ed ad una parità di diritti tra l’uomo e la donna. Ovviamente potere e ricchezza hanno sempre tentato di ostacolare questi processi popolari, hanno sempre tentato di controllare le masse e di incutere nuove paure, in modo da renderle divise e quindi più facilmente governabili.

La differenza, tra ciò che è avvenuto più volte in passato, basti pensare alla Grande Depressione, ed il clima che si respira oggi, è l’assoluta mancanza di speranza. In media le famiglie di oggi sono più ricche di quelle del passato, ma oggi esse sono fortemente indebitate. In passato era possibile la mobilità di classe verso l’alto (i nostri genitori acquistarono case ed auto, garantirono ai figli una vita dignitosa e poterono vivere in un relativo clima di benessere, sicurezza e fiducia verso il futuro), oggi questa mobilità verso l’alto è praticamentereq_07 impossibile. Quel tessuto sociale, che negli anni sessanta, era riuscito a far sentire con forza la propria voce e il desiderio di abbattere le diseguaglianze, oggi appare frammentato, ignorante, depresso, intontito dagli spettacoli di intrattenimento proposti dalle TV commerciali, appiattito dai social network che spopolano in rete, lobotomizzato dai giochi elettronici, ma soprattutto indifferente alla politica, alle elezioni, alla partecipazione attiva alla vita pubblica del proprio paese, della propria città, della propria nazione.

È così che la minoranza dei ricchi riesce a dettare le proprie regole alla maggioranza della popolazione, che, secondo Chomsky, non ha alcun peso politico e non è in grado di influenzare in alcun modo le scelte della classe dirigente. Questa massa silente dovrebbe rappresentare il 70% circa della popolazione!

req_08Come si può ottenere tutto questo? Con delle semplici mosse. Innanzitutto il sistema economico viene stravolto, tutto si riduce a spostamenti virtuali di capitali, giochi in borsa, speculazioni e banche finanziarie. Contemporaneamente si precarizza il lavoro, nessuno ha più il posto fisso, non ci sono più certezze, è tutto un rischio. In un contesto così, con la gente sfiduciata, con l’economia in crisi, si iniziano a tagliare servizi, si iniziano a ridurre le pensioni, si toccano istituti come quella della malattia, diritti come la sanità o la pubblica istruzione. È ovvio che, con i tagli, le cose peggiorano, diventano scadenti e la gente inizia a lamentarsi, a chiedere a gran voce un intervento governativo. E così chi ha provocato questo attacco alla solidarietà, è chi deve sistemare le cose. La risposta è sempre la stessa: privatizzazioni. Poche società private, per pochi spiccioli, acquistano la gestione di servizi, società statali, infrastrutture. È un tecnica subdola basata sul fatto che le persone comuni vengono confuse, non riescono a focalizzare chi ha causato il problema, vengono distratte dai media sempre più asserviti al sistema di potere politico dominante. I media, infatti, con delle vere e proprie tecnichereq_09 pubblicitarie e propagandistiche, non fanno altro che fornire versioni corrotte della realtà con l’obbiettivo di esaltare l’azione del governo. Il potere, quindi, ha prodotto ricchezza per sé stesso, attraverso le speculazioni finanziarie, la precarizzazione dei lavoratori e le privatizzazioni e tutto ciò ha messo nelle mani di queste poche persone ancora più potere, potere di influenzare i media, di corrompere, di ricattare, di controllare gli stessi legislatori. È una spirale distruttiva per il famoso sogno Americano, è una spirale che porta sempre più il popolo ad essere marginalizzato, impoverito, ricattato. O fai così, o perdi quel poco che hai. La stessa tecnica utilizzata per i tagli e le privatizzazioni, viene usata anche nella gestione dell’ordine pubblico. La crescente insicurezza, la disoccupazione, le politiche aggressive, causano tensioni, aumentano violenza e intolleranza. La maggioranza silenziosa impaurita dal proprio vicino, inizia a chiedere più protezione, più sicurezza. Ed ancora una volta chi ha causato il problema, è chiamato a risolverlo. E come fa? Ovvio, con la limitazione delle libertà personali, dei diritti, con il controllo, con l’invadenza continua della propria privacy. Hanno ridotto la nostra libertà, ci hanno portato via diritti conquistati col sangue, dalle generazioni passate.

In questo contesto l’unica possibilità di salvezza può solo venire dal basso, è necessaria la stessa spinta rivoluzionaria e democratica che ha conquistato i diritti sociali negli anni sessanta, è necessario rompere il meccanismo, denunciare con forza il connubio potere-ricchezza alla base del governo Americano e mondiale, soprattutto adesso con le elezioni presidenziali alle porte e con un probabile candidato repubblicano così reazionario, intollerante ed aggressivo. La sfida è ancora aperta, non tutto è perduto, ma per vincere, bisogna innanzitutto ritrovare l’unità attorno a valori comuni.

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By | 2017-08-01T20:51:23+00:00 maggio 23rd, 2016|VIDEO|0 Comments

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