MASSIMO VOLUME

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MASSIMO VOLUME

I Massimo Volume si sono incontrati a Bologna, sul finire degli anni ottanta. Sperimentazione e testi evocativi, che non lasciano alcuno spazio ai semplici compromessi commerciali, sono sempre stati il marchio di fabbrica del gruppo. Musicalmente la band ha sempre espresso la sua forte personalità, grazie a sonorità crude e viscerali, non disdegnando, a mv_05seconda degli argomenti trattati, né le distorsioni più estreme e violente, né la pura e sognante melodia, ponendosi l’obiettivo, comunque, di amplificare i passaggi più poetici, i concetti più significativi, i versi più intensi dei testi di Emidio Clementi.

I testi dei Massimo Volume raccontano storie di vita ordinaria, narrano avvenimenti drammatici, si tratta di veri e propri racconti in versi. Ogni parola ha la sua importanza, da il suo contributo ai fatti esposti. I singoli eventi descritti, a volte vengono dolcemente sussurrati, altre volte vengono urlati con tutta la rabbia, lo sdegno, la sofferenza, che vengono fuori dal cuore di Emidio. Ed ogni volta che ciò avviene, la musica riesce a mescolarsi ed adattarsi alla perfezione alle parole, a volte deve essere semplice, lieve ed ipnotica, altre volte deve essere fatta di riff distorti e batteria asfissiante. Le storie narrate sono spesso storie di sconfitte e fallimenti, eventi negativi, dai quali è necessario, comunque, riuscire a trarre la forza per andare avanti. Ogni sconfitta può essere trasformata in una nuova opportunità, unamv_04 possibilità per compiere qualcosa di eccezionale e sbalorditivo. Tutto ciò fu “Stanze”, il primo album in studio, nel 1993, un disco fondamentale per la musica rock italiana, una finestra spalancata su quelle sonorità noise e post-rock, che avevano sempre sfiorato, ma mai colpito in pieno, il nostro paese. Due anni dopo, nel 1995, è la volta di “Lungo i bordi”, altra pietra miliare della musica italiana, un album, a tratti più onirico e psichedelico, meno arrabbiato, ma più incisivo e potente nel tratteggiare gli aspetti psicologici dei vari personaggi che si mv_06muovono nelle storie narrate da Emidio, che spesso nascono da vicende autobiografiche. Con quest’album i Massimo Volume hanno raggiunto l’apice ed indicato la strada di quella particolare forma espressiva che è il teatro-canzone.

Infatti con il lavoro successivo, nel 1997, “Da qui”, i testi diventano più criptici e sintetici, non ci sono più le lunghe narrazioni elettriche, non c’è più spazio per i quadri in cui viene dipinto anche il più piccolo particolare, bensì si tratta di brevi e spigolosi schizzi poetici, accompagnati da una musica che si fa più minacciosa, più oscura, che sembra volgere verso un approccio più dark e più cupo alla vita. È la consapevolezza della maturità, l’amaro che lascia il tempo, quando corre via velocemente, incurante delle nostre esigenze personali, dei nostri sentimenti e delle nostre difficoltà ad aprirci al prossimo. In un certo senso questo terzo album chiude la narrazione di vita iniziata con il celebremv_01 “Demo Nero” e lo fa con tristezza, perché alcune cose sono passate e non possono più tornare, ma anche con la consapevolezza di aver dato il meglio di sé, in ogni situazione, per cui adesso non è più il tempo del rammarico, ma deve giungere la ricerca di nuovi stimoli, di nuove strade da esplorare, sia umanamente, che musicalmente. È il momento di “Club Privè”, nel 1999, un album di rinnovo, a cui, infatti, partecipano attivamente Manuel Agnelli degli Afterhours e Cristina Donà, portando una sorta di aria nuova e positività nelle scelte stilistiche della band. A questo album segue poi un lungo periodo di stop, la band si scioglie, ognuno fa le proprie esperienze, ma nel 2010, finalmente, giunge “Cattive abitudini”, un lavoro che ha visto partecipare vari musicisti, in cui sembra che il tempo, il grande dilemma dell’uomo, non sia affatto trascorso, non c’è più la paura giovanile. I Massimo Volume ritornano, più maturi e più diretti, più padroni dei propri testi, a raccontare le loro storie metropolitane, intrecciandole con esperienze più intime e personali, con paesaggi, che fanno parte o che hanno fatto parte, della loro vita quotidiana ed infine con le emozioni, le immagini, i sapori, che suscitano in loro alcuni poeti ed artisti, che sono stati, a volte, fonte di ispirazione per la band.

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By | 2017-08-01T20:49:56+00:00 giugno 2nd, 2016|CENTRIdiGRAVITA'|0 Comments

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