O.S.T. GOMORRA TV SERIES, Mokadelic

//O.S.T. GOMORRA TV SERIES, Mokadelic

O.S.T. GOMORRA TV SERIES, Mokadelic

I Mokadelic, noti per le colonne sonore “Come Dio comanda” di Gabriele Salvatores e “ACAB – All Cops Are Bastards” di Stefano Sollima, hanno realizzato anche la colonna sonora per le due fortunate stagioni della serie TV Sky “Gomorra”. L’etichetta Gdm pubblicherà il 15 Giugno una versione della colonna sonora in formato vinile.

mok_01È indubbio che la band post-rock romana si sia lasciata guidare dalla grande tradizione italiana nel campo della musica per film e dal sound di band di valore come i Mogwai, ma, allo stesso tempo, essa è riuscita a proporre un suono nuovo ed originale.

La musica prodotta per “Gomorra” è tragica perché tragica è la storia dei vari personaggi e tragica è, il più delle volte, anche la loro fine. Si tratta di sonorità apocalittiche e suggestive, basate sia sull’elettronica, che su strumenti più tradizionali, come il basso o il pianoforte,mok_02 che debbono trasmettere la giusta dose di pathos ed inquietudine alle scene della serie TV, perché la periferia a nord di Napoli, con i suoi grandi palazzi di cemento, con le sue arterie di asfalto, con le sue piazze di spaccio, è così.

Questa musica ha lo scopo di accompagnare la narrazione di vicende umane di grande intensità emotiva, nelle quali si intrecciano la rabbia e l’amore, il coraggio ed il tradimento, la verità e l’inganno, il bene ed il male. Queste storie hanno luogo, purtroppo, sullo sfondo di uno scenario quotidiano tormentato e devastato, che ha il sapore del degrado urbano, della violenza del più forte, dell’abbandono da parte delle istituzioni, dell’incapacità di dare risposte da parte della classe politica locale e nazionale.

“Doomed to live” è il brano più famoso, Ciro Di Marzio, l’immortale, è condannato a vivere. Un personaggio dannato, che ha visto morire Attilio, l’uomo che gli ha fatto da padre; ha visto morire l’amico di gioventù Rosario, ‘o nano; ha dovuto ammazzare con le sue stesse mani mok_04e poi bruciare la sua stessa donna, Debora, la madre di sua figlia. È una musica drammatica; inquieta, nel suo ritmo lento e cadenzato,  psichedelica.

I beat spaziali e visionari dei Mokadelic, eterei e sognanti, si sono mescolati con i sapori, i profumi ed i colori forti della musica partenopea: con quella più moderna, influenzata dall’hip-hop e dal rap, con quella legata alla tradizione classica e persino con quella proposta dai così detti cantanti neomelodici. Un esempio su tutti, l’ultimo brano di questa colonna sonora, “Nuje vulimmo ‘na speranza”, cantato dal rapper napoletano Lucariello, un brano accattivante nel quale si sente il desiderio di giustizia e si avverte la consapevolezza che la strada del crimine, la strada del malaffare, la strada della camorra, alla fine, è una strada che non può pagare, non può mai condurre alla pace ed alla serenità personali, è una strada lastricata di morti e di dolore, una strada in cui si è perennemente preda e cacciatore, dove ogni istante può essere l’ultimo, dove è impossibile provare cosa sia l’amore, cosa sia l’amicizia, senza mettere in grave pericolo le persone care.

Questi brani non sono solo delle semplici note di sottofondo per le immagini, ma hanno una vita ed una dignità proprie, sono profondamente evocativi, ma allo stesso tempo lineari, rapiscono l’ascoltatore e lo portano a toccare con mano la crudezza delle scene che vengono narrate.

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By | 2017-08-01T20:47:14+00:00 giugno 15th, 2016|MUSICA|0 Comments

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