SLIPKNOT

SLIPKNOT

A detta dello stesso Corey Taylor, gli Slipknot non sono altro che una band metal, l’ovvia evoluzione di un cammino che è iniziato con i Black Sabbath, una band blues, che ebbe il coraggio e l’originalità di fondere tipici elementi blues con le sonorità più oscure della musica classica. Questo fu l’inizio del metal e di quel percorso che ha avuto nella sua storia slp_04altri eventi decisivi: l’introduzione della seconda chitarra da parte di band come i Judas Priest, l’allargamento dello spettro metal proposto dai King Crimson – considerati, a torto, una band puramente progressive – ed infine l’utilizzo dell’elettronica da parte dei Ministry.

Tutto ciò ha condotto alle sonorità degli Slipknot, per cui è normale oggi poter contare su un dj, avere tre percussionisti e utilizzare largamente beat e samples elettronici. I primi due album della band americana (“Slipknot”, 1999 e “Iowa”, 2001), infatti, furono caratterizzati da sonorità rudi ed abrasive, un rap metal molto aggressivo, intrecciato con elementi di death, trash, industrial ed elettronica, in modo da dare vita ad uno stile proprio, potente e claustrofobico. La stessa crudezza e aggressività è presente anche nei testi della band, dai quali, spesso, emerge una certa difficoltà a rapportarsi con sé stessi e con il mondo circostante. L’utilizzo di immaginislp_01 forti, di aspetti legati alla religione è puramente metaforico ed evocativo, il tema centrale sono sempre le proprie esperienze personali, i propri sentimenti. E ciò vale anche per le maschere, vengono utilizzate per amplificare il potere scenografico ed evocativo della loro musica e delle loro parole, non certo per veicolare messaggi d’odio o di rabbia fine a sé stessa.

Ed in effetti il mondo nel quale viviamo, così indifferente e così interessato esclusivamente alle apparenze, spesso, ci conduce verso la solitudine, slp_03in un guscio, nel quale attendiamo e sanguiniamo, confondendo quelli che sono i nostri sogni e i nostri ricordi, incapaci, in pratica, a riconoscere la realtà. Tutto ciò ci può caricare d’odio verso noi stessi, verso le maschere che siamo costretti a sopportare, verso il mondo in cui dobbiamo vivere, verso la gente con cui dobbiamo relazionarci. Abbiamo solo voglia di urlare, di distinguerci dalla massa, di affermare la nostra personalità e non sentirci solo degli stupidi numeri. È terribile ciò che provi, quando scopri che la tua vita è stata sempre e solo una menzogna, è davvero la fine di ogni cosa. È normale, allora, domandarsi che cazzo stiamo facendo, chiedersi se è rimasto qualcuno con cui parlare, qualcuno che possa rassicurarci sul nostro statoslp_05 mentale, qualcuno che non ci faccia sentire soli, che ci aiuti a superare il tradimento subito e che ci mostri quanto è falsa la convinzione che la morte possa essere l’unica salvezza.

Dopo i due successivi album (“Vol.3 – The Subliminal Verses”, 2004 e “All Hope Is Gone”, 2008) che hanno introdotto nella intelaiatura sonora prettamente rap e death metal, elementi più melodici, sonorità più cupe, tipiche del black metal, la band, il 24 Maggio del 2010, è stata sconvolta dalla morte di Paul Gray, il bassista, trovato senza vita in un albergo di Urbandale, nello Iowa. Il suo corpo fu trovato accanto ad una siringa e a delle pasticche; gli esami medici successivi imputarono la morte ad un’overdose di morfina e di un suo sostituto sintetico, l’analgesico fentanyl.

Il successivo ed attualmente ultimo album della band (“5: The Gray Chapter”, 2014) è stato, quindi, un lavoro molto oscuro, pervaso dal dolore. Il dolore per una perdita, il dolore che non ci permette di affrontare i nostri mostri e ci conduce a compiere scelte pericolose, il dolore che ci impedisce di camminare assieme. È un album molto riflessivo, in cui compaiono anche elementi esoterici, in cui c’è autocritica verso il proprio modo di vivere, il diavolo che vive dentro di noi è un’immagine molto forte e scenografica per indicare il nostro stesso egoismo, quello che ci rende ciechi ed insensibili alle sofferenze di coloro che ci sono vicini.

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By | 2017-08-01T20:46:20+00:00 giugno 17th, 2016|CENTRIdiGRAVITA'|0 Comments

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