TWENTYEARS, AIR

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TWENTYEARS, AIR

Gli AIR hanno deciso di celebrare il ventennale della loro carriera artistica con un album doppio (in CD ed LP); il disco uno è il classico “best of”, mentre il disco due contiene tracceair_05 rare e qualche collaborazione; a Luglio, infine, sarà disponibile un terzo disco contenente i remix degli AIR, con il contributo di artisti di fama internazionale, quali David Bowie, Depeche Mode o Beck.

Nicolas Godin e Jean Benoît Dunckel, sin dagli albori, si sono sempre mossi in quel terreno di confine tra un progressive rock, dai tratti eterei ed indefiniti, ed il lato più dolce, malinconico e sognante della psichedelia. Ovviamente il tutto arricchito dai loro beat elettronici e air_01da sonorità pop, che sanno molto di anni sessanta, che guardano a personaggi come Nico o Serge Gainsbourg e che non disdegnano, contemporaneamente, una certa cura ed attenzione verso gli aspetti più commerciali e radiofonici dei loro brani.

In questo lavoro c’è molto del loro primo album “Moon Safari” (1998) e probabilmente sarebbe bastato l’ascolto di quel disco e del successivo “10000 Hz Legend” (2001) per farsi un’idea della musica proposta dagli AIR e per conoscere i loro brani più interessanti, famosi ed innovativi, per cui, come avviene sempre più spesso, le finalità economiche hanno prevalso su quelle artistiche, guardando siaair_03 ai fan della prima ora (interessati soprattutto al secondo disco di rarità), sia il nuovo pubblico, a cui è stata proposta una tracklist di successo, che potrebbe tranquillamente apparire su Spotify o iTunes.

Musicalmente si tratta, comunque, di un ottimo lavoro, molto ricco di contenuti, pieno di atmosfere surreali riconducibili alla musica lounge, al synth pop, alla new wave e persino al jazz. I sette minuti di “La Femme d’Argent”, il brano strumentale che apriva “Moon Safari”, manifesto sonoro dell’ectro-pop, suonano sempre freschi, un ricongiungimento tra ciò che è stato il nostro passato analogico, la lezione air_06dei Pink Floyd e delle colonne sonore di Ennio Morricone, e ciò che giunge, dilatato e inquietante, dalle dense nebbie che avvolgono il nostro futuro, in piena armonia con l’acronimo (amore / immaginazione / sogno), che ha dato il nome al duo francese.

Probabilmente non è un album per chi possiede già almeno un paio di dischi degli AIR (tra cui, sicuramente, il più volte citato “Moon Safari”), a meno che non si tratti di un fan incallito, ma può essere un ottimo punto di inizio, nonché un buon connubio tra i brani più significativi, i singoli che hanno avuto più successo e le sperimentazioni meno note del duo, consapevoli del fatto che nonostante questo lavoro, come tutte le collezioni celebrative, sia un lavoro, sì accattivante, ma indubbiamente ridondante, rappresenti, comunque, un trampolino di lancio proiettato verso il futuro, uno sguardo oltre il cielo notturno.

Kelly watch the stars, the stars, the stars.

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By | 2017-08-01T20:44:44+00:00 giugno 21st, 2016|MUSICA|0 Comments

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