DYLAN DOG – LA DAMA IN NERO di Tiziano Sclavi

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DYLAN DOG – LA DAMA IN NERO di Tiziano Sclavi

 Il 16 Giugno 2016 Sergio Bonelli ha deciso di ripubblicare una storia doppia di Dylan Dog. La storia originale apparve negli albi 16 e 17 di Gennaio e Febbraio del 1988, ma oggi è dmn_05stata riproposta in un’edizione completamente a colori. Questa avventura dell’indagatore dell’incubo fu scritta dal suo creatore Tiziano Sclavi e fu disegnata dal duo Giuseppe Montanari / Ernesto Grassani.

L’ambientazione della graphic novel è un classico del genere giallo e thriller: un grande maniero cadente, un ricco dmn_06testamento, un misterioso e inquietante omicidio su cui fare luce. Ambientazione cupa e sfumature gotiche. Chi ha ammazzato il ricco, avido e prepotente Lord Blendings III? Il cadavere dell’uomo, scoperto dai suoi tre domestici, è stato ritrovato in condizioni alquanto strane ed anomale: l’uomo era chiuso nella sua camera e la stanza era stata chiusa a chiave dall’interno ed inoltre la sua testa era del tutto priva di carne.

Il testamento del lord dispone che l’eredità vada ai suoi quattro nipoti, ma è necessario che essi restino per una settimana nel suo vecchio maniero. Petulia è la più giovane dei nipoti ed è lei, impaurita da quel luogo di morte, ad assoldare Dylan Dog. Oltre la ragazza, ci sono l’elegante Logan, la strana Honor e il pazzo Peter. Secondo le credenze locali il castello è infestato da uno spettro femminile, si tratta di Viviana, la così detta dama in nero, che in vita fu la moglie di Lord Blendings I e venne uccisa dallo stesso marito, a causa del suo tradimento. Durante la permanenza al castello accadono altri omicidi, per cui Dylan è costretto ad indagare, per smascherare il vero colpevole degli omicidi.  

dmn_04In questa storia appare il personaggio secondario di Desmond, il maggiordomo di Lord Blendings III, che, nonostante la sua professione, mostra di avere chiare simpatie per la sinistra (infatti ha un ritratto di Karl Marx appeso nella sua stanza). Egli inoltre si lascia andare a divagazioni e riflessioni di chiaro stampo comunista; sul finire della storia, ad esempio, afferma che solo quando ci ritroveremodmn_01 tutti nel nulla, potremmo finalmente essere tutti uguali. L’ambientazione di questa storia è curata nei più piccoli particolari, i personaggi sono ben caratterizzati e le tinte fosche della location esaltano l’aspetto più oscuro dei loro caratteri. Senza alcun dubbio Sclavi si ispirò alla maestra del genere giallo, Agatha Christie, ed in particolare al suo romanzo “Dieci piccoli indiani”, romanzo in cui i delitti vengono compiuti in un contesto ben delineato e circoscritto, intrecciandosi con le storie dei vari personaggi presenti ed in particolare ciò che preferiscono tenere nascosto e non rivelare all’esterno.

Sclavi, inoltre, guarda anche al mondo della musica, citando alcuni versi della canzone “Into the nightmare” dei Demon, una band heavy metal inglese degli anni ottanta, nota per le scenografie ed il trucco demoniaci durante le loro esibizioni dal vivo, nonché per i loro testi orrorifici e cupi.

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By | 2017-08-01T20:43:53+00:00 giugno 24th, 2016|FUMETTI|0 Comments

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