THE CHEMICAL BROTHERS

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THE CHEMICAL BROTHERS

Un concerto dei Chemical Brothers è un’esperienza psichedelica unica che ha impatto sia sul corpo, che sulla mente. Questa affermazione potrà far storcere il naso a parecchi puristi, macb_09 avete mai assistito ad un live set dei fratelli chimici? Il loro mondo è denso e complesso, ma, allo stesso tempo, è anche diretto ed agile, infatti cosa può esserci di più semplice, di più fisico, che farti ballare?

cb_03Una volta, in un’intervista durante il Pistoia Blues Festival del 2011, un giornalista del Corriere chiese a Ray Manzarek, il compianto tastierista dei Doors, quale gruppo moderno potesse rappresentare lo spirito e la musica dei Doors ai giorni nostri. Ebbene la risposta di Ray fu netta ed immediata: “i Chemical Brothers”. E di fronte alla perplessità del giornalista, che non faceva altro che sottolineare come, in realtà, i due generi musicali avessero poco e niente da spartire, Ray, sorridendo, rispose: “E allora? Hanno lo spirito dei Doors dentro!”

Ed in effetti ciò che conta è semplicemente l’anima, è l’anima che ti spinge a non fermarti mai, a continuare la ricerca della tua identitàcb_05 attraverso diverse sperimentazioni sonore. Questa è sempre stata la strada maestra che ha caratterizzato le scelte di Tom Rowlands e Ed Simons, sin dai tempi di “Exit Planet Dust” (1995), con il suo sound esuberante e crudo.

Una miscela ben riuscita di rock, techno ed acid house, perfezionata da loro stessi, quando suonavano semplicemente come dj. Uno stile che è cb_10diventato l’asse portante del loro sound, che viene continuamente arricchito prendendo spunto da elementi e sonorità provenienti dai più svariati generi musicali: dal funk all’hip hop, dal jazz all’heavy metal.

I Chemical Brothers creano la loro musica riuscendo a trovare il perfetto compromesso tra campionamenti e loop elettronici, tra melodia, beat sintetici e aggressivi riff di chitarra. Il duo è meticoloso nel creare brani armoniosi, nel suscitare emozioni forti nell’ascoltatore, nel definire ritmi pulsanti, nel mettere a frutto le varie collaborazioni (ad esempio nel brano “Setting Sun”, estratto dal secondo album “Dig Your Own Hole” del 1997, le parti vocali furono affidate a Noel Gallagher degli Oasis).

Il duo inglese è riuscito a portare la musica elettronica oltre le pareti del dance floor ed a proporre i propri dj-set come degli spettacoli multimediali, degni dei più grandiosi concerti rock, mentre risuona, in tutta la sua potenza, quella canzone, che è ormai diventata l’inno di una generazione: “Hey Boy Hey Girl”, una canzone capace di infiammare il pubblico, spingendolo a scatenarsi in un vero e proprio delirio tribale elettronico. I loro live sono sensazionali, con laser diretti verso il pubblico, le luci stroboscopiche, i video, trasmessi alle spalle della consolle dei due dj, perfettamente a tempo con le canzoni proposte, che, spesso, dal vivo, sono allungate, rendendole dei veri e propri viaggi surreali e psichedelici. Abbiamo bisogno di sentirci vivi, oggi più che mai, abbiamo bisogno di credere in qualcosa, abbiamo bisogno di sentire coloro che ci circondano, un’esperienza unica.

Here we come.

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By | 2017-08-01T20:43:35+00:00 giugno 28th, 2016|CENTRIdiGRAVITA'|0 Comments

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