CHICAGO 1995 VOLUME 1 & VOLUME 2, Pearl Jam

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CHICAGO 1995 VOLUME 1 & VOLUME 2, Pearl Jam

Nel 1995, durante il tour successivo all’uscita del loro terzo album in studio, “Vitalogy”, i Pearl Jam entrarono in netto conflitto con il colosso della distribuzione di biglietti Ticketmaster. Il motivo del sf_06contendere fu il rifiuto da parte della società americana di vendere i biglietti dei concerti dei Pearl Jam ad un prezzo inferiore ai venti dollari. La strada scelta dalla band, per denunciare il proprio disappunto ed il proprio dissenso, fu quella di suonare il più a lungo possibile, proponendo show che arrivassero anche a più di tre ininterrotte di concerto.

Ebbene, nel 1995, presso lo stadio “Soldier Field” di Chicago, i Pearl Jam proposerosf_03 un’esibizione memorabile del loro spettacolo. Il live in oggetto venne registrato per esser trasmesso in radio ed oggi è possibile ascoltarlo anche in versione LP. Sono stati pubblicati, infatti, due album doppi, “Chicago 1995 Volume 1” e “Chicago 1995 Volume 2”, che contengono quella selvaggia e passionale performance, nella quale Eddie Vedder arrivò a distruggere la sua Telecaster nera. Quello fu il tour in cui fece il suo esordio nel gruppo il batterista Jack Irons, tour che si basava sui primi tre mitici album della band: “Ten”, “Vs” e appunto “Vitalogy”.

“Ten” fu un album crudo e negativo, pieno di testi che trattavano temi quali la depressione, la morte, l’ansia o la solitudine. Dall’album d’esordio, quella notte, i Pearl Jam proposero parecchi brani significativi, tra i quali citiamo “Even Flow”, canzone che affronta la sf_02questione sociale e drammatica della povertà e dei senza fissa dimora, la loro immensa solitudine e il loro trascinarsi lento e sofferente, nell’indifferenza generale della società opulenta e perbenista. “Jeremy”, invece, è un brano ispirato ad una storia realmente accaduta: il suicidio di un ragazzo davanti ai suoi stessi compagni di classe. “Alive” è la storia, in parte autobiografica di Eddie Vedder, di un ragazzo che scopre che suo padre è, in realtà, il suo patrigno, il vero padre è morto anni or sono e quel ragazzo, oggi, è l’unico legame reale, carnale e passionale tra la madre ed il suo defunto compagno. “Ten” è un lavoro che contiene brani nei quali la voce di Eddie si alterna tra potenza e vibrato, le chitarre sono sempre massicce, suonano un hard-rock viscerale influenzato fortemente dai Led Zeppelin, ma con lo spirito della rivolta e dell’insofferenza, tipico delle generazioni post-punk degli anni ottanta.

I brani estratti da “Vs”, il secondo album della band, invece, sono molto più grezzi e distorti, più diretti, con influenze funk, oltre che hard-rock. Fanno eccezione, però, le due ballate “Daughter” e “Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town”. La prima canzone tratta del tema degli abusi sessuali, mentre la seconda è la storia di una donna che resta intrappolata, per tutta la sua vita, in una piccola città, che le sta davvero troppo stretta. Nelle canzoni estratte da “Vs” è sempre presente l’elemento narrativosf_05 che tenta di bilanciare il sound più grezzo e potente. Da segnalare ci sono anche il brano “Glorified G”, una sorta di atto d’accusa contro la società Americana e il suo ricorrere facile ed indiscriminato alle armi ed alla violenza, ed il brano “Rearviewmirror”, una canzone emozionale che cerca di descrivere cosa si prova quando si lascia, nello specchietto retrovisore della propria esistenza, una situazione brutta e spiacevole.

sf_01Infine i due album live contengono varie canzoni estratte da “Vitalogy”, che, ovviamente, essendo il terzo album in ordine cronologico, risulta essere quello con un sound più maturo ed originale. Sono ancora evidenti le influenze funk ed hard-rock, ma i Pearl Jam sono riusciti a fonderle, creando uno stile proprio. Il tema dell’album e dei brani che lo compongono è soprattutto una critica aperta all’industria discografica, al suo voler creare miti a tutti i costi. Essa è descritta come una sorta di perverso meccanismo che uccide la creatività, sfrutta i giovani ed il loro talento, li annienta sotto il peso della fama e del successo, ruba loro le proprie esistenze e la propria privacy. La critica raggiunge il suo apice in canzoni come “Corduroy” che tratta del rapporto insano e conflittuale che si viene a creare tra una sola persona – l’artista – ed il suo pubblico ed “Immortality”, nel cui testo molti hanno voluto vedere l’ombra di Kurt Cobain, ma che, in realtà, a detta dello stesso Vedder, non tratta di una persona ben definita, ma, più in generale, di chiunque, ad un certo punto della sua vita, si trova a percorrere un cammino che non è più quello imposto alla massa, ma che, comunque, si sviluppa e procede parallelamente ad esso.

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By | 2017-08-01T20:43:16+00:00 luglio 6th, 2016|MUSICA|0 Comments

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