SEX PISTOLS

SEX PISTOLS

Rock’n’roll sporco ed essenziale, libero da tecnicismi e sovrastrutture, veloce, sfacciato, urlato, nichilista. Non fu la creatura, ideata a tavolino dallo scaltro e truffaldino Malcom Mc Laren, ad ideare e proporre, per la prima volta, questo sound. Band – come Stooges, Ramones e MC5 – avevano già mosso i loro primi passi da un pezzo, ma i Sex Pistols ebbero il sex_01merito indiscusso – forse senza neppure rendersene inizialmente conto – di rielaborare quella musica e soprattutto quello spirito anticonformista, alla luce del disastro sociale ed economico che stava attraversando, in quegli anni, la Gran Bretagna, complice una classe politica ottusa, conservatrice, conformista ed interessata solo a salvare sé stessa, i suoi vantaggi ed i suoi antiquati principi, dall’imminente rovina. Mentre i Ramones furono spensierati e si divertirono a prendere in giro la società borghese e perbenista dell’epoca, i Sex Pistols aggiunsero ed urlarono a squarciagola tutto il loro odio e la loro rabbia nei confronti di quella società e quelle istituzioni che li emarginavano, negando loro ogni prospettiva di crescita e di futuro.

Non si resero conto, in realtà, che quella stessa società, che volevano distruggere ed annientare, li stava sfruttando, complicesex_06 l’onnipresente Malcom Mc Laren, per meri fini commerciali. E così, durante la loro ultima esibizione dal vivo, avvenuta nella San Francisco cara al movimento hippie, nel presentare “No Fun”, la cover degli Stooges, Johnny Rotten, rivolgendosi al pubblico, disse: “avete mai avuto l’impressione di esser stati fregati?”

Ormai la grande truffa del rock’n’roll era stata compiuta e consumata, ma la band sarebbe sopravvissuta ad essa, divenendo una delle icone più influenti su future generazioni e generazioni di giovani musicisti, che avrebbero riconosciuto nei Pistols, allo stesso tempo, la figura di profeti e di cospiratori, i detonatori per il nuovo corso del rock’n’roll. Al loro unico disco in studio sarà data un’importanza fondamentale, nonostante esso sia un disco semplice e lineare, in cui non c’è traccia di grandi virtuosismi o tecniche musicali d’avanguardia. Ma, allo stesso tempo, è un disco irriverente nei testi, colmo di veleno ed insoddisfazione, con i suoi semplici feedback e le sue distorsioni vorrebbe ergersi a divenire la colonna sonora della fine del mondo occidentale, ma, invece, le sue canzoni vengono fagocitate da quel mondo, che bramavano annientare, ed i cani dell’Apocalisse imminente si trasformano nei cantori del loro tempo presente, senza alcuna prospettiva di futuro, senza alcuna speranza. Ed appunto i Sex Pistols hanno vissuto il loro tempo sex_02presente, come nessun’altra band, nel corso della storia del rock, è stata in grado di fare. Per avere un altro disco di tale importanza nel modo di approcciarsi alla vita, oltre che alla musica, il mondo avrebbe dovuto aspettare trent’anni con “Nevermind” dei Nirvana.

Ma questa è semplicemente la fine, all’inizio ci fu lo “Spunk”, il bootleg semiufficiale, che Malcom Mc Laren, dopo varie vicissitudini (contratti prima scritti e poi stracciati con la EMI e la A&M, a causa degli atteggiamenti volutamente offensivi ed compromettenti della band), trasformò nell’Ottobre del ’77 nel primo ed unico album in studio dei Pistols: “Never Mind The Bollocks”. Beffardo, con i suoisex_08 capelli verdi, l’odio viscerale verso i Pink Floyd e tutto ciò che essi rappresentavano, prendendo a piene mani dalla lezione degli Stooges di Iggy Pop, dal krautrock di band avanguardiste come i Neu! e i Can o da idoli oramai decaduti come i Velvet Underground o i New York Dolls, Johnny Rotten non perdeva mai occasione per sputare tutta la sua bile sull’Inghilterra e le istituzioni che la governavano e rappresentavano nel mondo.

“Dio salvi la regina e il suo regime fascista”, cantarono da una barca, nel bel mezzo del Tamigi, nell’anno del giubileo reale, proprio davanti al palazzo di Westminster.

Il loro unico disco è un susseguirsi di riff, chitarre distorte, batteria rabbiosa e una voce acida, spigolosa, i cui difetti di pronuncia si uniformano perfettamente al sound del disco esex_05 alla irriverenza dei testi delle varie canzoni. “Holidays In The Sun”, scritta a Berlino, suona come la denuncia dello stile di vita capitalista e consumista dell’occidente, che appare povero e misero, svuotato di ogni valore. Un modo di vivere che cerca solo di imporre, ai singoli individui, l’inutile ed irrefrenabile bisogno di possedere oggetti superflui, che non portano alcun valore aggiunto alla propria esistenza. “Pretty Vacant” è una sorta di denuncia beffarda della profonda crisi lavorativa dell’epoca, tra i giovani la disoccupazione è dilagante, ma i Pistols invitano, ironicamente, i ragazzi a non fottersene più di tanto. “Bodies” è un attacco al mondo cattolico – Johnny Rotten, di origini irlandesi, aveva avuto, infatti, un’educazione cattolica – ed alla sua chiusura mentale verso importanti tematiche sociali, quali quella dell’aborto. I Pistols non risparmiano i loro strali neppure verso il mondo della musica, se “EMI” critica il comportamento delle major sex_04discografiche, “New York” è una chiara ed evidente critica verso i vecchi idoli “New York Dolls”. “Anarchy In The UK”, “Liar”, “God Save The Queen” sono brani potenti ed irresistibili nel farsi portavoce del disagio giovanile, del rifiuto al dialogo con istituzioni ritenute compromesse e sorpassate e del desiderio di voler impressionare il mondo e inchiodarlo, finalmente, alle sue colpe, impedendogli di ignorare tutta la merda che c’è in giro, voltandosi semplicemente dall’altra parte.

E nel ’79, però, era già tutto finito. Johnny Rotten, resosi conto dell’imbroglio, sarebbe tornato ad essere Johnny Lydon ed avrebbe fondato i Public Image Ltd, Malcom Mc Laren se ne sarebbe fuggito con tutti i quattrini e Sid Vicious, una delle sue trovate mediatiche e commerciali meglio riuscite, si sarebbe definitivamente avviato lungo quella spirale di droga e follia che l’avrebbe condotto, assieme a Nancy, verso una fine prematura, consegnandolo così all’immortalità.

Here’s The Sex Pistols.

 

By | 2017-08-01T20:42:39+00:00 luglio 8th, 2016|CENTRIdiGRAVITA'|0 Comments

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