UNDER THE DOME, III Stagione

//UNDER THE DOME, III Stagione

UNDER THE DOME, III Stagione

udo_01

“Under The Dome” trae ispirazione dal romanzo di Stephen King, ma mentre nelle prime due stagioni, il distacco dalla trama originale del romanzo, se pur evidente, non era stato stravolgente, con questa III stagione la linea narrativa è diventata completamente indipendente, lasciando ben poco degli elementi originali di King ed andando a modificare anche i tratti psicologici dei personaggi principali, oltre che, ovviamente, continuando con l’inserimento di nuovi personaggi che nel romanzo non erano stati previsti.

Il finale della II stagione era già diverso da quello del libro ed apriva ad uno sviluppo della storia completamente differente: Barbie aveva condotto gli abitanti di Chester’s Mill nelleudo_05 grotte ed erano ormai tutti in procinto di seguire l’enigmatica Melanie, la ragazza tornata dalla morte, nonché il primo essere umano ad esser entrata in contatto con l’uovo proveniente dallo spazio. Nella cittadina di Chester’s Mill, quindi, alla fine della II stagione, restavano solamente Julia, Junior ed il dispotico Big Jim.

Dal bagliore bianco, verso cui sono invitati ad entrare da Melanie, gli abitanti di Chester’s Mill emergono all’esterno della cupola e ne assistono, finalmente, alla distruzione. Barbie scopre, con sua grande dolore, che la sua amata Julia è morta, assieme a Big Jim e Junior. A questo punto ognuno prende la sua udo_08strada, chi resta in città, chi se ne va via e la storia riprende il suo filo narrativo esattamente un anno dopo, in occasione della commemorazione dei caduti e dell’inaugurazione di una lapide su cui sono scritti tutti i loro nomi. In realtà nulla è reale, la cupola non è mai scomparsa dalle loro vite, le persone sono state intrappolate in dei bozzoli alieni e stanno vivendo un sogno, una sorta di realtà alla Matrix, nella quale regnano l’amore e la collaborazione reciproca ed anche i personaggi più problematici, come Sam, hanno trovato la loro redenzione e la loro salvezza. In questa realtà alternativa, inoltre, vi sono due nuove protagoniste: Christine ed Eva. La prima è una psicologa, il cui compito è assistere la cittadinanza, mentre cerca di recuperare un’apparente normalità; la seconda è, invece, presentata come la nuova compagna di Barbie (e tra l’altro è anche in dolce attesa), conosciuta a Marrakech. In realtà le due donne non sono altro che due ricercatrici, sul libro paga della solita Aktion, interessate solo al ritrovamento dell’uovo cosmico ed allo sfruttamento della sua misteriosa energia.

Christine, a seguito del contatto con l’uovo, però, diviene preda di un’entità aliena, che si impadronisce del suo corpo e la trasforma nella regina di una nuova società, che la cupola vorrebbe proteggere e favorire. Una società profondamente spersonalizzata e priva di umanità, nella quale tutti sono identici, hanno i medesimi pensieri e vivono nell’interesse comune della famiglia allargata cui appartengono, rispettando ciò che ordina la loro regina. Una sorta di formicaio, abitato da quelli che, un tempo, erano uomini e donne, con i loro aspetti positivi e negativi, aspetti individuali, che Christine tenta, in tutti i modi possibili (anche illeciti), di cancellare per sempre.

udo_07Nonostante, grazie all’intervento di Julia e Big Jim, in un’inedita e tutto sommato divertente alleanza, l’uovo venga distrutto e le persone possano essere liberate dai rispettivi bozzoli e possano finalmente ritornare alle loro vite reali, sotto una cupola ancora presente, l’influenza dell’entità aliena, che vive in Christine, è ancora forte ed in molti, soprattutto Junior, ma anche lo stesso Barbie, sembrano profondamente condizionati dalle parole di Christine. Solo Big Jim e Julia conoscono la verità e tentano, in tutti i modi possibili, di far aprire gli occhi a Barbie ed agli altri abitanti di Chester’s Mill.

Queste scelte degli autori muovono verso elementi sci-fi usati e riusati (condizionamento alieno, realtà alternativa, uomini senza scrupoli che tentano di sfruttare ciò che non comprendono) ed appaiono per quello che sono: un mero tentativo di ampliare la storia, rinunciando in tal modo al finale che Stephen King aveva scelto per il suo romanzo.

Un finale, in un certo senso, più amaro, perché la cupola risultava essere solo il gioco di una specie aliena, che vedeva la Terra e gli uomini, allo stesso modo con cui i nostri bambini vedono e giocano con un formicaio, ergendosi a divinità capaci di dare la vita o la morte. Un loro semplice atto, infatti, può significare la fine, la distruzione o la salvezza per quelle creature così piccole, così deboli, così inferiori, che si affannano, incessantemente, con le loro minuscole ed insignificanti esistenze. Un finale crudo, in cui l’uomo appare per quello che è, nei confronti dell’universo: una creatura debole, fragile, con più domande, che risposte, perennemente in bilico tra la vita e la morte.

udo_02

By | 2017-08-01T20:42:00+00:00 luglio 15th, 2016|VIDEO|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment