THE GLOWING MAN, Swans

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THE GLOWING MAN, Swans

Gli Swans sono uno dei pochi gruppi, oggi, in grado di spaziare tra diversi generi musicali, nati come gruppo noise ed industrial, amano contaminare e sporcare la loro musica contgm_05 elementi dark e gothic, arrivando persino ad inglobare sonorità tipicamente folk. L’impronta sperimentale sugli album del gruppo è sempre evidente, così come la volontà di voler costruire opere monumentali.

tgm_04“The Glowing Man” rientra perfettamente in questo discorso, otto canzoni che arrivano ad una durata complessiva di due ore di musica. Brani elaborati, potenti, complessi, fatti di continui cambi di tempo: parti oniriche, quasi ambient, e parti distorte, nelle quali è forte l’impronta del noise rock. Sonorità, come nel primo brano dell’album, “Cloud Of Forgetting”, che giocano a rincorrersi tra loro: il pezzo parte in modo lento, quasi ossessivo, per poi esplodere in tutta la sua imprevedibilità e tornare, alla fine, sui binari iniziali. Una canzone, questa, che sarebbe sicuramente piaciuta ai Doors.

A questo brano psichedelico fa da contraltare la seconda nube del disco, “Cloud Of Unknowing”, canzone caratterizzata da stridii, feedback e distorsioni di chitarra, un brano sperimentale e cattivo, la perfetta colonna sonora per una discesa all’inferno, nelle vostre peggiori paure. Molto intensa è anche la canzone che da il nome all’album, “The Glowing Man”, un crescendo denso e spigoloso di suoni. Altro brano importante è la ballad gotica “Drainland”.

Un disco stupendo, che è stato già annunciato come l’ultimo che gli Swans pubblicheranno con questa formazione: il canto d’addio apocalittico di una band che ha sempre amatotgm_02 tgm_01scavare nelle tenebre più fitte dell’animo umano, che ha sempre amato toccare con mano tutte le piaghe ed il dolore che gli uomini cercano, invano di nascondere dietro un silenzio o un fugace sorriso.

I cigni sono creature bellissime e maestose, ma hanno un carattere irascibile, imprevedibile, violento. Ed è questa, in effetti, la natura più intima degli Swans, i cantori dell’incubo e dell’abisso. Anche quando l’atmosfera sembra essere più serena, in realtà la lotta tra la luce e la tenebra è perennemente in atto, non può esserci la pace, non può esserci alcuna sosta, il delirio brucia sotto la cenere.

Questo commiato degli Swans degli anni duemila (la band, infatti, sciolta nel 1997 fu riformata nella line up attuale nel 2010), così come i tre album in studio precedenti, è un lavoro che va apprezzato nel suo insieme, le varie canzoni non possono essere decontestualizzate come episodi unici, magari finendo in una banale playlist, ma vanno ascoltate una dopo l’altra, perché esse sono parte di un’esplorazione unica nei meandri della psiche umana, per arrivare a mettere a nudo i sentimenti che contraddistinguono le persone, le esperienze dolorose che hanno causato quell’accumulo di rabbia, angoscia, frustrazione e di tutti quei sentimenti negativi che spingono l’uomo ad avere atteggiamenti violenti e brutali, a voler prevaricare i suoi simili, imponendo loro la propria malsana volontà.

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By | 2017-08-01T20:41:42+00:00 luglio 16th, 2016|MUSICA|0 Comments

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