SPLIT EP, Verdena / Iosonouncane

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SPLIT EP, Verdena / Iosonouncane

Verdena ed Jacopo Incani – Iosonouncane – propongono, in questo EP, ciascuno le rivisitazioni personalizzate di due canzoni dell’altro. L’anima grezza, spigolosa e hard-rock dei Verdena incontra le sfumature elettroniche e le tematiche esistenziali di Die, l’ultimo disco di Iosonouncane.

spl_02I Verdena, infatti, hanno scelto i brani “Tanca” e “Carne”, dando loro uno spessore più chitarristico e passionale. La scelta non è stata affatto casuale, si tratta dei brani che meglio si sposano con il loro stile sonoro. “Tanca” è una canzone oscura, nella quale irrompe, con forza e spietatezza, una natura violenta e distruttrice, che i Verdena hanno saputo rendere ancora più minacciosa e famelica. “Carne”, invece, è un brano più ansioso ed inquietante, quel continuo rincorrersi, in un ciclo infinito, della vita e della morte, è un tema che rientra alla perfezione nelle corde della band bergamasca e del suo sound così onirico e viscerale. I Verdena riescono ad esaltare la componente più amara e velenosa delle canzoni di Jacopo; grazie alle loro sonorità elettriche, ai loro riff ed alle loro distorsioni portano la tempestaspl_04 laddove prima si respirava una bucolica atmosfera di pace e serenità. Ma sotto quel velo di calma apparente, si nascondeva la consapevolezza di umana fragilità nei confronti delle forze misteriose ed incuranti della natura, consapevolezza che agitava l’anima di Jacopo e che i Verdena sono riusciti a portar fuori e a far esplodere in tutta la sua potenza.

Jacopo, invece, interpreta “Diluvio”, non a caso uno dei brani dove è più intensa la componente elettronica dell’album Endkadenz I, un brano che narra d’un rapporto contorto, moribondo, malato. Un rapporto destinato ad essere fagocitato dal tempo, con lei che è ormai diventata solamente una cicatrice, l’ennesima probabilmente. L’altro brano scelto è più dolce ed armonioso, si tratta di “Identikit”, presente nell’album Endkadenz II. Una canzone che è pervasa da atmosfere sognanti e psichedeliche, che vengono esaltate dall’elettronica semplice e minimalista di spl_03Iosonouncane. Incani è riuscito ad esaltare e a dare nuova vita ai testi criptici ed oscuri dei Verdena e probabilmente l’aver dato più vigore, consapevolezza ed intensità a questi testi spesso criticati, che nei Verdena appaiono più come un corollario alla musica, è stato il suo più grande e significativo risultato.

La connessione di questi due mondi, così apparentemente distanti, è stata di per sé molto interessante e stimolante. Verdena e Iosonouncane sono tra le realtà musicali più fertili e creative nel così detto panorama alternativo italiano. La storia della musica è piena di grandi nomi che hanno dato vita a progetti insignificanti e banali, per cui il risultato di questo lavoro non era stato affatto scontato e sicuro. È vero che entrambi avrebbero potuto osare e sperimentare di più; in fondo ciascuno ha scelto, nel repertorio dell’altro, le canzoni che più erano adatte al proprio sound ed al proprio modo di interpretare la vita. Le hanno riproposte, inoltre, senza intaccarne la struttura portante, ma ciò nonostante le nuove versioni sono delle canzoni vere, gli spunti di riflessione già presenti sono stati esaltati e quindi, in un certo senso, questi brani riescono ad essere più diretti e coinvolgenti delle versioni originali. Le quattro cover proposte sono divenute del tutto indipendenti, hanno acquisito vita propria, fondendo rock, elettronica e psichedelia.

Un esperimento ben riuscito, in grado di essere apprezzato anche da coloro che conoscono poco i due progetti artistici e che non hanno mai ascoltato né Die, né Endkadenz. Per quanto concerne, invece, i fan storici sono sicuro che non si faranno sfuggire questo EP, nonostante il costo (si tratta pur sempre di un EP di quattro canzoni) non sia poi così economico.

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By | 2017-08-01T20:35:17+00:00 settembre 15th, 2016|MUSICA|0 Comments

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