OVERCOME, Indubstry

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OVERCOME, Indubstry

L’operosa fabbrica napoletana del dub, gli Indubstry, hanno assemblato il loro secondo album in studio: “Overcome”. Un lavoro di più ampio respiro, rispetto al precedente ind_02“Push”, caratterizzato da due diverse chiavi di lettura intrecciate tra loro: una che guarda al particolare, alla vita di tutti i giorni, alle esperienze ed alle problematiche vissute da questi cinque ragazzi campani; l’altra, invece, che guarda al mondo intero, alle sue guerre, alle sue difficoltà economiche, ai suoi problemi sociali e alle sue ferite perennemente sanguinanti.

Di conseguenza, se osserviamo questo disco da vicino, non possiamo fare a meno che restare incantati dalle sonorità reggae che sposano l’anima partenopea dei brani “Fuoco” e “Paren e mast”.

“Fuoco” è una canzone dura perché dura deve essere la pelle di chi oggi è costretto a sbarcare il lunario in una terra che è sempre più distanteind_06 dai centri del potere, che è sempre più lasciata a sé stessa, in balia dei suoi mostri secolari, e che viene sempre più utilizzata e sfruttata come termine di confronto e paragone per tenere buone le masse e sottomesso il paese. In questo contesto, fatto di lacrime e paure, in questi tempi così scuri, appare, quindi, riuscitissima la collaborazione con Zulu. Non perché Zulu sia la voce dei 99 Posse, ma perché egli ha rappresentato la faccia e spesso anche il braccio di quel movimento antagonista che negli anni zero creò non pochi problemi alle lobby di potere dominanti in questo paese. Oggi, purtroppo, non sembra esserci più, nella società civile, quella forza di coesione e quella volontà di rivalsa. Ci hanno piegato; ci hanno negato diritti conquistati, con sangue e fatica, dalle passate generazioni; ci hanno preso tutto o quasi tutto, perché una cosa non possono e non potranno mai portarcela via. Ed è il fuoco, ind_07appunto, il fuoco che brucia nella nostra anima e che va lasciato bruciare, perché esso rappresenta la nostra stessa essenza, è il simbolo di una scelta, la scelta di voler vivere una vita nella quale non si è delle semplici comparse, ma nella quale si pretende il ruolo di protagonisti, ogni momento, ogni singolo istante.

Nello stesso ambito potrebbe essere inclusa anche la seconda canzone in napoletano: “Paren e mast”. In questo brano, però, le sonorità si fanno più leggere e l’approccio drammatico, intenso, combattivo e passionale di “Fuoco” sembra lasciare il posto ad uno scanzonato volersi adattare alle cose, ad un volersi accontentare del buono che c’è a disposizione, sempre e comunque. È ovvio che la collaborazione con Clementino ha influenzato questo approccio alla musica ed alla vita, il rapper porta gli Indubstry su binari che fondamentalmente non sono i loro, che suonano sicuramente più commerciali e mainstream. Clementino ha un’altra storia e non disdegna affatto gli ammiccamenti nazional-popolari che hanno contribuito a dargli la celebrità.

ind_04Overcome, come già detto, ha due anime distinte, ma profondamente e visceralmente intrecciate tra loro, perché è innegabile che ciò che avviene a livello mondiale, abbia poi delle ripercussioni, sempre più spesso drammatiche, sulle nostre vite, sulle nostre speranze e sul nostro futuro. Al lato più intimista e mediterraneo, quindi, si affianca quello che guarda al mondo, alle metropoli cosmopolite, alle periferie urbane, alle nuove sonorità dub ed elettroniche che hanno saputo dare nuova linfa al reggae ed alla word music. Brani come “My Party”, “War InnaThe Yard” o gli accattivanti dubmix finali di Umberto Echo hanno un maggior contenuto ritmico e suonano comeind_03 un incitamento a mettersi assieme, a ballare e ad opporsi a questa cappa di oscurità che ci hanno fatto cadere addosso. Concettualmente è ancora “Fuoco”, ma ovviamente il sound e le scelte musicali non sono le stesse. Le parole, anche per la volontà – giusta, a mio avviso – di esprimersi in inglese, assumono quasi un ruolo secondario rispetto alla musica, ma d’altro canto riescono ad incastrarsi perfettamente alle melodie dub ed elettroniche esplorate dalla band. È qui che appare tutta la modernità, la forza e la positività di questo disco, la sua voglia di voler andare avanti, di voler superare quelli che sono i limiti imposti dall’esterno e le paure che noi stessi ci imponiamo dall’interno. In tal senso “Overcome” è un disco sperimentale, proprio in quegli elementi ed in quelle scelte stilistiche nelle quali “Push” poteva essere considerato un disco più tradizionale. Alcuni passaggi del disco possono apparire forzati, alcune parti possono essere considerate troppo ripetitive, ma nel complesso “Overcome” è un disco vero, passionale, diretto, un lavoro che si fa ascoltare dall’inizio alla fine, cercando di essere sempre musicalmente interessante, imprevedibile e capace, allo stesso tempo, di rapire, far riflettere e divertire l’ascoltatore.

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By | 2017-08-01T20:34:15+00:00 settembre 22nd, 2016|MUSICA|0 Comments

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