IL SIGNORE DELLE MOSCHE, di William Golding

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IL SIGNORE DELLE MOSCHE, di William Golding

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Varie serie TV come “Between” e “The 100”, ma per certi versi anche “Under The Dome”, hanno preso spunto, per la loro trama, dal famoso romanzo di William Golding, “Il Signore Delle Mosche”. Romanzo nel quale l’autore si pone l’obiettivo di studiare il tipo di società che si instaura e le relazioni che si vengono a creare in un gruppo di persone costrette a mos_01vivere in un contesto isolato, come, appunto, quello di un’isola disabitata dell’Oceano Pacifico. Golding scelse come protagonisti per il suo libro dei ragazzi, bambini ed adolescenti, per dare maggiore forza alla sua pessimistica ed inquietante teoria circa la natura primaria dell’essere umano. Secondo Golding, infatti, l’uomo è intrinsecamente malvagio e portato a compiere azioni spregevoli; a cercare, in tutti i modi possibili, di imporre la propriamos_03 volontà sugli altri. Per mettere in evidenza le sue idee, Golding si servì dei bambini e dei ragazzi, creature innocenti per antonomasia, voleva dimostrare che senza una guida, anche i bambini sono destinati a seguire drammaticamente i loro istinti più bestiali ed i più forti tenteranno, in tutti i modi possibili, leciti ed illeciti, di condizionare, di dominare e di controllare i più deboli. Ciò avverrà indipendentemente dal contesto esterno, infatti i protagonisti del romanzo di Golding vivono in una sorta di paradiso terrestre: non ci sono grossi pericoli a minacciarli; non è difficile procurarsi il cibo; il clima non è ostile. Nonostante tutto, però, si verranno a creare immediatamente due opposte fazioni: una più razionale e civile, l’altra più violenta ed istintiva. Esse, ben presto, entreranno in contrasto e poi in conflitto tra loro, trasformando quello che era un luogo pacifico e sereno in un vero e proprio inferno in terra.

La storia inizia con un disastro aereo. I ragazzi, che erano a bordo del veicolo, si ritrovano ad essere gli unici superstiti su un’isola nel bel mezzo dell’immenso oceano.

mos_10“Di grandi non ce n’è neanche uno?”, chiede uno dei sopravvissuti, un ragazzo grassottello.

“Credo di no.”, gli risponde, in maniera solenne, un ragazzino biondo, Ralph, destinato, da lì a poco, a divenire il futuro leader della giovane comunità.

A Ralph, però, si contrapporrà, immediatamente, un ragazzino irruento e violento, Jack. Ecco, quindi, le due anime del gruppo. Ralph rappresenta la parte più razionale; a lui simos_05 uniscono il grasso Piggy, l’elemento scientifico, ed il timido Simon, dall’animo estremamente sensibile. A loro si contrappongono i così detti cacciatori, i ragazzi guidati da Jack e dal suo scagnozzo Roger, ragazzi che tendono, sempre più, a seguire il loro istinto più primordiale e selvaggio. A loro viene affidato il compito di procurare il cibo dando la caccia ai maiali selvatici, per cui si ritengono dei veri e propri guerrieri. Intonano i loro canti di battaglia, esaltano solo la forza, il coraggio e la violenza e si convincono dell’esistenza, sull’isola, di una creatura malefica, un mostro a cui dover fare sacrifici.

Il loro primo sacrificio è la testa di una scrofa selvatica, la quale, ben presto, a causa della carne in decomposizione, inizia ad attirare un eccessivo numero di mosche: ecco, quindi, l’apparizione del Signore delle Mosche, il feticcio del male, con cui il giovane e sensibile Simon, l’elemento più spirituale della comunità, immagina d’avere un colloquio rivelatore. Lo stesso Simon, da lì a poco, scoprirà la verità: la bestia non esiste. Ciò che i mos_07ragazzi credono essere un mostro, è semplicemente il cadavere d’un paracadutista, restato impigliato negli alberi. Ormai, però, è troppo tardi, Samuel non riuscirà a comunicare a nessuno la sua scoperta. Resterà ucciso, per mano di Jack e del suo gruppo di invasati, i quali, per ironia della sorte, lo scambiano proprio per il mostro, che il povero Simon aveva l’intenzione di smascherare una volta per tutte. Jack, intanto, riesce a far leva sulle paure primordiali dei più piccoli, sul loro senso di vuoto ed inquietudine, sfrutta la convinzione dell’esistenza della bestia per acquisire sempre più potere ed influenza sulla comunità. A lui ed ai suoi seguaci più fidati è permessamos_06 qualsiasi azione violenta o irrazionale, purché proteggano i più deboli del gruppo, purché affrontino ed uccidano l’essere abominevole che li minaccia.

Se la prima morte era stata, in un certo senso, un incidente, non si può dire la stessa cosa della morte di Piggy. Jack ed i suoi accoliti, ad un certo punto, decidono di abbandonare Ralph e creare la loro comunità indipendente, ma vogliono impadronirsi degli occhiali di Piggy, indispensabili per accendere il fuoco, senza dei quali, però, il poveretto è praticamente cieco. Piggy cerca di opporsi, ma viene ucciso da Roger. Ralph, ormai solo, è costretto alla fuga e Jack, in preda alla follia, da fuoco all’intera isola, pur di scovare ed ammazzare quello che ritiene essere il suo antagonista e il suo nemico.

Il romanzo termina così, con l’isola in fiamme e Ralph che perde i sensi, credendo di morire. In realtà i ragazzi verranno salvati da una nave di passaggio, attratta dal fumo dell’incendio appiccato proprio da Jack.

“Che cosa avete fatto? Una specie di guerra?”, chiede l’ufficiale della nave a Ralph. “Non avrete ammazzato nessuno, spero. Ci sono dei morti?”, continua poi l’uomo, restando esterrefatto, allibito e profondamente deluso, quando viene a sapere, dallo stesso Ralph, della morte, per assassinio, di due di loro, due ragazzini innocenti che il mare ha portato ormai via per sempre.

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By | 2017-08-01T20:33:20+00:00 settembre 28th, 2016|LIBRI|0 Comments

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