MEDDLE, Pink Floyd

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MEDDLE, Pink Floyd

Meddle, la cui copertina venne creata dalla stessa band (per l’occasione rifiutarono il progetto dello studio Hipgnosis) e fu realizzata a partire dalla foto di un primo piano di un orecchio umano sott’acqua, si apre con il celebre brano strumentale “One Of These Days”. La canzone è caratterizzata dal basso pulsante, carico di effetti, di Roger Waters, e vuolemeddle_04 condurre, immediatamente, l’ascoltatore nel bel mezzo d’una terribile tempesta, nella quale il vento soffia minaccioso, desideroso di abbattere e portar via con sé tutto ciò che meddle_05incontra sul suo cammino, a cominciare da quel fottuto dj della BBC, odiato da Roger, che rappresenta, in generale, tutto ciò che mal sopportiamo e di cui vogliamo liberarci per sempre, a cui Nick Mason dedica la celebre frase distorta che si può sentire nella canzone: “Uno di questi giorni ti farò in tanti piccoli pezzettini”.

“A Pillow Of Winds” è uno dei rarissimi brani dei Pink Floyd incentrato completamente sull’amore. Tratta di un melodico e pacifico risveglio accanto alla persona amata. Si contano davvero sulle dita i momenti in cui la band è stata così sentimentale ed intima, ma nonostante tutta la dolcezza, che si respira nella canzone, e nonostante l’apparente serenità domestica, c’è qualcosa che non torna. A pensarci bene si tratta di un risveglio solitario; infatti, lei, la sua amata, dorme ancora. L’atmosfera di silenzio è terribilmente estraniante e malinconica, come se tutto fosse, comunque, destinato, prima o poi, a scorrere via per sempre. Le stagioni, infatti, cambiano rapidamente ed il vento, che ora appare benevolo e armonioso, è comunque lo stesso vento, intenso, violento e rabbioso, della canzone precedente. Il vento è un elemento vivo, in grado di portare gioia o dolore, sorrisi o lacrime, ma è anche un elemento altamente imprevedibile, mosso da motivazioni che noi non riusciamo a comprendere.

meddle_06“Fearless” è un’incitazione ad andare avanti senza paura. Le persone, spesso, si fermano dinanzi alle prime difficoltà incontrate sul proprio cammino e non provano neppure a scalare la collina. Sono solo gli stupidi, gli idioti, i pazzi con la loro bella corona di fiori in testa, che si danno da fare. Imperterriti, incuranti dei dubbi, sono loro che si ergono sulla massa silenziosa delle persone apparentemente normali. Questo brano, in un certo senso, anticipa la figura dell’impavido folle che meddle_11troveremo sul lato oscuro della luna. Per rafforzare l’invito a provarci sempre e comunque, a non abbandonare mai la battaglia e non darsi mai per vinto, alla fine del brano è possibile ascoltare il famoso coro “You Never Walk Alone”, voi non camminerete mai soli, intonato dai tifosi del Liverpool.

Dopo Atom Heart Mother, con la sua suite imponente, maestosa e melodrammatica, anche Meddle è incentrato fondamentalmente attorno ad un’altra celebre suite: “Echoes”. Il brano inizia con una nota ripetuta di pianoforte che simula la caduta d’una goccia d’acqua e che, quindi, in un certo senso, sintetizza quello che è il tema principale della canzone: indagare sull’origine stessa dell’esistenza, cercare di andare oltre il velo dell’apparenza, che ci impedisce di vedere davvero l’essenza di tutto ciò che ci circonda. Infatti, la nostra visione è spesso sfocata, amplifichiamo un particolare, ma perdiamo di vista la veduta d’insieme, proprio come accade per la foto che si può ammirare sulla copertina dell’album.

meddle_14“And no one knows the where’s or the why’s”, nessuno conosce i dove ed i perché, ma qualcosa è venuto fuori dal Big Bang primordiale ed, in qualche modo, questo qualcosa, emergendo dalla luce, ha dato origine a tutto quello che ci circonda, compresi noi stessi, lo spazio ed il tempo. Ed ancora oggi l’eco di quell’evento misterioso, quel soffio di creazione, giunge, da epoche assai remote, a permeare tutto ciòmeddle_08 che è vita: le creature viventi, ovunque esse si trovino, nella profondità più recondite dell’oceano o in misteriose caverne sottomarine, sono attraversate da quell’eco remota. È indubbio che qualcuno o qualcosa ci abbia preso per mano e ci abbia condotto qui, sulla Terra, esattamente dove siamo ancora adesso.

È impossibile trovare le risposte che cerchiamo, perché probabilmente le stiamo cercando nel posto sbagliato. L’uomo moderno non deve limitarsi semplicemente a contemplare il cielo ed attendere passivamente che arrivi qualche segnale, non deve solo accontentarsi di spalancare le finestre della propria esistenza ai raggi solari, che la irradiano a milioni, portando luce e quindi vita, dove prima era oscurità e materia inerme. Forse la risposta che l’uomo attende, la mano che lo ha condotto qui, è dentro di lui, lo pervade e lo attraversa, ne impregna lo spirito, proprio come un’eco proveniente da un tempo remoto.

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By | 2018-02-04T16:30:12+00:00 ottobre 3rd, 2016|PINK FLOYD|0 Comments

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