OBSCURED BY CLOUDS, Pink Floyd

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OBSCURED BY CLOUDS, Pink Floyd

Nel 1972, esattamente tre anni dopo il film “More”, i Pink Floyd tornano a collaborare con il regista francese Barbet Schroeder, questa volta per il suo film “La Vallèe”. La pellicola ruota attorno alla figura di Viviane, moglie del console francese in Australia, donna raffinata, amante del lusso e profondamente annoiata dalla sua tranquilla vita borghese. La obscure_13donna, quindi, mette su un commercio di monili esotici e piume di uccelli rari, che dall’Oceania trasporta in patria, a Parigi, e vende nella sua boutique alla moda, evitando i controlli doganali, grazie al fatto di essere la consorte di un diplomatico. In un viaggio in Nuova Guinea Viviane conosce un hippie, Olivier, ne diviene l’amante e decide di partire con lui ed il suo gruppo – di cui fanno parte anche altre donne e bambini – alla ricerca di unaobscure_15 valle inesplorata e sconosciuta, perennemente coperta da nubi che la rendono invisibile al mondo civilizzato, una sorta di paradiso terrestre. Il viaggio risulta essere ostico e faticoso, pian piano Viviane accetta e si integra alla perfezione con il mondo, gli usi ed i costumi degli hippie ed inoltre dopo un periodo di permanenza presso una tribù locale, con cui condividono la vita ed i rituali ancestrali, Viviane, Olivier ed il loro gruppo riescono finalmente a trovare il loro agognato paradiso terrestre. Il titolo dell’album fa, appunto, riferimento alla valle perennemente nascosta dalle nubi, obscured by clouds.

Il disco viene aperto da due brani strumentali, il secondo brano è la naturale prosecuzione del primo; ad essi segue la canzone “Burning Bridges” che ha il compito di accompagnare per la prima volta Viviane nell’accampamento degli hippie con cui poi intraprenderà il suo viaggio. Il testo è, di conseguenza, un invito a spezzare le proprie catene e superare i propri limiti, proprio come fa Viviane, abbandonando la sua vita agiata e borghese, la sua boutique alla moda, le sue falsità coniugali ed i suoi traffici illeciti. “The Gold It’s In…” obscure_01racconta di come, spesso, più che la meta, lo scopo, il tesoro, ciò che davvero conta è il viaggio, la scoperta di nuovi orizzonti, la riscoperta di sé stessi, non importa se al di là della collina troveremo oppure no l’oro, ma ciò che conta è provare i brividi dell’avventura, porsi sempre nuovi traguardi e non sentirsi mai appagato.

“Wot’s… Uh The Deal” tratta dello scorrere del tempo e di come si diventa vecchi. Lo scorrere del tempo è rappresentato da un vento gelido che soffia sulle nostre anime. Un freddo che solo la passione può vincere. A seconda dei casi noi possiamo chiuderci in noi stessi ed osservare cosa accade fuori oppure possiamo aprirci al mondo esterno e guardare cosa cambia dentro di noi. “Childhood’s End” è unaobscure_04 canzone malinconica, che parla della disillusione che gli uomini affrontano quando si rendono conto di esser usciti, per sempre, dalla loro giovinezza, svegliandosi di sobbalzo, udendo solo il rumore sordo del proprio cuore che continua a battere, nonostante tutto, nonostante il maledetto tempo che scorre insensibile a quelle che sono le nostre fantasie e le nostre esigenze. Intanto le cose sembrano andare avanti, sempre allo stesso modo, il mondo è incurante, il tempo è strafottente, uomini muoiono, bambini nascono, ci saranno sempre la guerra e la pace, l’odio e l’amore ed anche gli uomini più forti ed orgogliosi diverranno semplicemente sabbia, il ferro si trasformerà in ruggine e questa canzone troverà, finalmente, il suo degno finale. E sempre il tempo è il protagonista anche della scanzonata e divertente “Free Four”, i ricordi di un uomo nella obscure_06propria vecchiaia, sono le imprese che ha compiuto da giovane. C’è poi un chiaro riferimento al momento storico attraversato dalla band: i Pink Floyd, infatti, stavano per partire per l’ennesimo tour Americano ed ovviamente ciò era causa di ansia e preoccupazione; i tour in America, solitamente, non avevano la stessa fortuna di quelli europei all’epoca. La canzone vuole essere un modo di darsi la carica, un incitamento a mettersi nuovamente alla prova e a tentare di scalare finalmente la vetta.

Il disco termina con un altro brano strumentale, “Absolutely Curtains”, in cui è possibile ascoltare, alla fine, i canti tribali della tribù Mapuga della Nuova Guinea che appare nel film. Essi rappresentano la voce ancestrale che vuole ricordarci cosa siamo e cosa diventeremo, per cui è una sorta di invito, l’ennesimo di questo album, ad agire, a vincere le proprie paure ed a tagliare tutti i ponti con ciò che ci impedisce di muoverci ed andare avanti, sia esso il passato, l’amore, il lavoro o la famiglia.

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By | 2018-02-04T16:29:04+00:00 ottobre 10th, 2016|PINK FLOYD|0 Comments

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