HIGHWAY 61 REVISITED, Bob Dylan

//HIGHWAY 61 REVISITED, Bob Dylan

HIGHWAY 61 REVISITED, Bob Dylan

Nel 1965 fu pubblicato il secondo disco della celebre trilogia elettrica, quello della strada “U.S. Route 61”, che parte dal natale Minnesota e prosegue, per circa duemila e passa chilometri, fino alla caotica New Orleans. Strada che diventa, nell’immaginario dylaniano, il luogo di incontri surreali e di conflitti personali, lo scenario nel quale i sogni si possono trasformare in incubi e si afferma definitivamente il desiderio e la volontà di un artista di successo, al quale ormai il folk sta troppo stretto, di trovare e di sperimentare un nuovo sound, un suono che riesca ad essere al passo con i tempi moderni, che abbracci tutti e che non sia più pensato e composto solo per una parte della società.

“Like A Rolling Stone” è la canzone della trasformazione: la giovane misshw_03 liceo, quella che abusava della sua grazia e della sua bellezza, quella che gettava via i ragazzi come stracci vecchi, quella che pensava di poter controllare ogni aspetto della propria vita, è caduta in disgrazia ed ora nello specchio vede solo una creatura ferita, sanguinante ed umiliata, un essere solitario, che non può fare a meno di scivolare via lungo il sentiero, proprio come una hw_04pietra gettata via. Dylan sente fortemente il bisogno di essere libero nelle proprie scelte stilistiche e musicali, vuole poter assumere il controllo totale del proprio spazio creativo, senza che idee precostituite, calate dall’alto, lo costringano a restare sulla strada del folk e dell’impegno politico, senza poter indagare nelle profondità dell’animo umano. La necessità di trasformazione e cambiamento della canzone della pietra rotolante è seguita da un brano blues-rock piuttosto classico, il blues della pietra tombale, “Tombstone Blues”, nel quale Dylan accosta (e lo farà varie volte in questo album) riferimenti biblici e personaggi storici per lanciare le sue invettive contro alcuni aspetti della società Americana dell’epoca, come l’eccessivo utilizzo della violenza (sono gli anni della guerra del Vietnam), l’esasperato e cieco patriottismo e la scarsa attenzione verso le condizioni dei più deboli. Smettetela di piangere e lamentarvi, ingoiate il vostro orgoglio, non morirete, perché non è veleno.

hw_05“It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry”, è un brano tradizionale, un inno western agli spazi aperti, mentre “From A Buick 6” suona più romantico e sensuale, ma entrambe le canzoni, in fondo, esprimono bisogno d’amore e desiderio di trovare qualcuno con cui poter instaurare qualcosa di importante, al di là delle azioni, del tempo o delle parole. Qualcuno che, se dovessi morire, verrebbe a mettermi una coperta sul letto.

I due brani sentimentali conducono inaspettatamente Dylan ad unhw_06 attacco duro e minaccioso, “Ballad Of A Thin Man”, contro il fantomatico ed arrogante signor Jones, di cui, negli anni successivi, si è dibattuto a lungo. Probabilmente è qualcuno, un giornalista forse, che non è in grado di comprendere il cambiamento in corso, qualcuno che non fa che criticare, incapace a cogliere le novità e le trasformazioni della società, qualcuno che crede di poter giudicare tutto e tutti ed essere il portatore dell’unica verità, ma noi non staremo al suo gioco, noi siamo delle persone con i propri ideali, le proprie idee, i propri progetti ed i propri sogni, non siamo dei fantocci o dei fenomeni da baraccone. Questa è la nostra vita, non è uno stupido circo.

“Queen Jane Approximately” è una dolce e poetica ballata d’amore, che fa da apertura al brano che da il nome al disco. La “Highway 61” fa finalmente la sua entrata in scena, viene presentata come luogo magico nel quale è possibile ritrovare sé stessi e risolvere qualsiasi problema. È qui che Abramo sacrificherà suo figlio al Dio degli uomini;  è qui che una poveraccia ed una balorda, come Giorgia Sam, potrà trovare protezione contro il Dipartimento del Welfare Americano; è qui che ci si può disfare di tutta la robaccia inutile, come telefoni che non suonano mai o stringhe per scarpe colorate bianche e blu; è qui che troverà pace la quinta figlia, quella con la pelle pallida; è qui, infine, che un giocatore annoiato, non sapendo cosa fare, deciderà di causare una nuova guerra mondiale. “Non ho mai organizzato una cosa del genere”, sostiene, “ma credo che si possa fare facilmente”. La strada 61 è un luogo mistico, un rifugio, una discarica, un posto fantastico, il luogo da dove puoi ammirare la fine del mondo.

hw_09“Just Like Tom Thumb’s Blues” è un brano inquieto ed oscuro, non siamo più sulla strada 61, ma in Messico, a Juarez, nel giorno di Pasqua, la malattia corrompe sia l’anima, che il corpo, mentre, all’esterno, ci son solo puttane che vogliono vendere il loro amore, donne cattive che vogliono conquistarti per sempre, poliziotti corrotti a cui non interessa nulla della tua salute e delle forti droghe che ti fai. L’unica salvezza possibile, quindi, è tornare a casa, New York City.

L’album viene chiuso dalla surreale e sognante strada della desolazione, “Desolation Row”, dove, in circa undici minuti di musica, entrano nuovamente in scena personaggi storici e leggendari, ma anche semplici persone comuni, uomini e donne sconfitti dal proprio destino, abbattuti dalle avversità incontrate nella propria esistenza, che ora si ritrovano tutti assieme in questo vicolo desolato.

Cenerentola sembra così tranquilla
Ci vuole uno come lei per capirla
Sorride e si mette le mani nelle tasche posteriori
in stile Bette Davis
E arriva Romeo lamentandosi
“Credo che tu appartenga a me”
e qualcuno dice “Sei nel posto sbagliato, amico mio
è meglio se te ne vai”
E l’unico suono che rimane
dopo che se ne sono andate le ambulanze
è Cenerentola che spazza la strada
nel vicolo della desolazione

By | 2017-08-01T20:29:58+00:00 ottobre 15th, 2016|MUSICA|0 Comments

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