THE SHAPE OF DRUMS TO COME, Khompa

//THE SHAPE OF DRUMS TO COME, Khompa

THE SHAPE OF DRUMS TO COME, Khompa

“The Shape Of Drums To Come” è energia pura. Khompa, al secolo Davide Compagnoni, batterista degli Steatica, da vita al suo progetto solista grazie ad una innovativa tecnica di acquisizione ed elaborazione kho_04dei segnali acustici. Tramite opportuni sensori, connessi alle varie parti della sua batteria (piatti, cassa, rullante), Davide riesce a controllare, utilizzando un’apposita interfaccia software (Ableton Live), diversi strumenti virtuali. Ma dietro all’hardware che permette di catturare i segnali, dietro agli algoritmi che permettono di dare vita ai suoni più complessi e variegati, c’è un uomo, un valente batterista, senza il quale, altrimenti, tuttokho_01 si ridurrebbe alla semplice sovrapposizione di rumori senza alcun senso e non sarebbe possibile creare dei veri e propri brani musicali, caratterizzati da atmosfere più o meno vivaci, dal loro incedere più o meno aggressivo, dalle loro parti più o meno ritmate.

Un lavoro intraprendente, che non risulta mai cadere nella ripetitività e nella pesantezza, ma che riesce, invece, ad essere sempre ben strutturato e capace, nonostante sia basato semplicemente su una batteria e sull’utilizzo dell’elettronica, di catturare l’attenzione dell’ascoltatore, di suscitarne le emozioni e di coinvolgerlo nelle sue divagazioni sperimentali.

Questo disco ha il ritmo ed il profumo dell’anima tribale, selvaggia e frenetica della notte nelle grandi metropoli europee, ma allo stesso tempo è anche maniacale e sofisticato. Le sonorità dark sono sapientemente mescolate agli elementi più ambient e psichedelici. C’è qualcosa di oscuro ed inquieto che kho_03si agita nel buio e nel freddo del mondo elettronico che costituisce il background del disco. È questa drammaticità a dare al progetto un aspetto umano, senza il quale tutto risulterebbe asettico, disarticolato ed inutile. La tecnologia hakho_07 reso possibile la messa in pratica delle idee di Davide, ma senza le sue idee di base e senza le sue capacità artistiche, probabilmente, la sola componente tecnologica avrebbe generato unicamente caos, un fiume in piena e scoordinato di suoni sconnessi tra loro. La sperimentazione e la ricerca di nuove forme d’espressione, anche quelle più estreme ed innovative, richiedono comunque delle solide basi di partenza. Senza una perfetta conoscenza del mondo che si desidera stravolgere sarebbe stato impossibile dare vita a qualcosa di accattivante ed interessante.

kho_06Non è possibile ridurre tutto a delle interfacce hardware di acquisizione dei segnali ed a migliaia e migliaia di righe di codice sorgente. Dietro alla scelta dei vari dispositivi elettronici, dietro a quei moduli software senza vita, si celano un volto ed una creatività umane. Tutto ciò ha reso possibile la trasformazione dellakho_05 batteria, un elemento primordiale, in uno strumento completamente nuovo e diverso, uno strumento in grado di suonare note differenti, di generare intricate e complesse trame musicali, sostituendo i quattro, cinque strumenti, che sarebbero stati necessari per creare queste ambientazioni sonore. La stessa logica di comando e controllo, inoltre, è stata utilizzata anche per il set delle luci, dando così vita ad uno show completo ed unico nel suo genere, uno spettacolo in grado di sconvolgere non solo l’udito, ma anche la vista.

Il pregio più grande di questi brani, comunque, resta quello di non aver cancellato l’apporto umano, ma di aver saputo sfruttare i mezzi messi a disposizione dall’evoluzione tecnologica, per amplificarlo e permettere così ad un’unica persona di creare qualcosa di bello, imprevedibile, supponente e rivoluzionario, sfruttando al massimo tutte le sue potenzialità, le esperienze acquisite e le proprie conoscenze. È questo l’utilizzo giusto della tecnologia: controllarla e sfruttarla, senza divenirne uno schiavo ed un mero utilizzatore, ma avendo sempre ben presente dove si vuole arrivare e conservando per sè il ruolo di artefice principale.

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By | 2017-08-01T20:26:39+00:00 novembre 3rd, 2016|MUSICA|0 Comments

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