THE CURE

THE CURE

 

L’universo è indifferente agli uomini ed alle loro piccole ossessioni, quali l’amore, la bellezza o il potere; esse non hanno alcun senso, sono qualcosa di fragile e passeggero. Ogni elemento delle nostre cure_01esistenze è destinato a sprofondare nelle ombre della notte ed a lasciare solo una flebile eco dietro di sé. E soltanto le persone più sensibili, quelle che vivono ai bordi, ritenute stranecure_13 o addirittura pazze, estraniandosi da tutti questi inutili affanni quotidiani, riescono a percepirne il suono. Non c’è ansia in questo, anzi è il mondo reale ad essere dominato dall’ansia e dalla frustrazione con tutte le sue regole ed il suo conformismo perbenista. Dopo il primo approccio acerbo e fortemente influenzato dalle sonorità punk chitarra/basso/batteria di “Three Imaginary Boys” (1979), i Cure indagarono cure_05a fondo sull’enorme spazio vuoto, che si viene a creare nelle nostre coscienze, quando ci liberiamo, finalmente, di tutte le nostre ossessioni superflue. La loro musica, la poesia dei loro testi, fu una risposta al dolore ed all’agonia, un modo per superare la perdita dell’innocenza ed il fatto di esser, quindi, costretti a vivere in un mondo falso, bugiardo, sul punto di esplodere da un momento all’altro.

Fu questo il background dal quale si generò la celebre trilogia gotica costituita da “Seventeen Seconds”cure_02 (1980), “Faith” (1981) e “Pornography” (1983). Album cupi e malinconici, nei quali il Tempo e lo Spazio si cure_09fanno sempre più sfumati e rarefatti, una nebbia grigia sembra voler fagocitare ogni cosa e tutto appare in quiete, immobile e pacifico. In questo scenario si può ascoltare una ragazza cantare, ma siamo sicuri che sia tutto vero? Se fosse solo un sogno? Magari è proprio così ed allora la nostra ricerca è vana, stiamo solo rischiando di perderci per sempre, di restare soli per sempre, ritrovandoci alla fine ad abbracciare il nulla.

Le persone comuni, immerse nei loro affanni quotidiani, sono ignare di tutti i cambiamenti che avvengono nell’oscurità. Cercano continuamente qualcosa che non troveranno mai nel cure_04mondo moderno, tra gli oggetti e le apparecchiature con cui siamo bombardati dalla pubblicità. E quando si renderanno contocure_08 della loro impotenza sarà troppo tardi, tutto sarà ormai ghiacciato, persino i loro stessi occhi e le loro labbra, saranno incapaci di emettere un semplice grido d’aiuto. Ma, in fondo, quando iniziamo inesorabilmente a scivolare verso il baratro, chi può essere in grado di salvarci?

Alcuni si aggrappano alla fede, altri a semplici banalità, ma il tempo si porterà via tutte le cose che pensiamo essere importanti, ad iniziare dal nostro aspetto fisico, la nostra bellezza appassirà, le nostre passioni si spegneranno. Il tempo è una malattia inesorabile per la cure_11quale non esiste nessuna cura, l’unica possibilità è non opporsi, ma lasciarsi trasportare verso il bagliore elettrico che ci attende alla fine del cammino. Spesso ci fermiamo solo alla forma, alle prime sensazioni, a ciò che è appariscente, come il bianco del cerone o i capelli cotonati, il rosso intenso delcure_07 rossetto o l’aspetto profondamente sciatto e trasandato, ma per molti ragazzi quegli anni furono estranianti. Chi non amava uniformarsi, coloro che non volevano essere catalogati o definiti, che non si piegavano al modo di vivere e pensare di quella società estremamente conformista, si rifugiarono spesso nell’eroina, credendo così di poter superare il proprio malessere e di divenire davvero insensibili al dolore. In tanti persero i propri cari, i propri amici o quelli che ritenevano essere i propri idoli ed ispiratori, come apparve Ian Curtis dei Joy Division per quei ragazzi del Sussex.

Sarebbe bello se si potesse sempre riderci su, se con le risate si potessero coprire tutte le bugie che siamo costretti a digerire, nascondendo allo stesso tempo tutte le nostre paure e le nostre stesse lacrime di rabbia e dolore. Sarebbe la cosa migliore perché, in fondo, i ragazzi non debbono piangere mai.

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By | 2017-08-01T20:24:11+00:00 novembre 5th, 2016|CENTRIdiGRAVITA'|0 Comments

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