OMOSUMO, Omosumo

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OMOSUMO, Omosumo

Il trio siciliano degli Omosumo, abbandonato il tema della guerra, con tutte le terribili difficoltà quotidiane omo_01che essa si porta, inevitabilmente, dietro, cambia completamente le carte in tavola. La band riparte da capo, mettendo al centro delle proprie divagazioni il tema, più astratto, della partenza. Partenza intesa, soprattutto, come l’atto di varcare la soglia e passare dalla nostra realtàomo_03 materiale ad una dimensione più eterea e completamente sconosciuta, nella quale il mondo a cui siamo abituati e le regole che lo governano non contano più nulla. Tutto quello che conosciamo, tutto quello a cui dedichiamo le nostre energie ed il nostro impegno, tutte le nostre aspirazioni materialiste, passano in secondo piano.

omo_04La partenza narrata dagli Omosumo ed il viaggio che ne consegue, non sono necessariamente legati agli eventi ed ai fenomeni migratori attuali, ma si tratta per lo più di un processo spirituale complesso, che ha le sue radici nel subconscio dell’uomo moderno, il quale cerca di liberarsi dalla propria condizione di schiavitù terrena. E per mettere in evidenza la necessità di cercare, soprattutto dentro di sé, la strada da seguire per giungere alla propria liberazione, la band ambienta il suo nuovo album ai tempi dell’antico Egitto, un periodo remoto nel quale la magia rivestiva un ruolo fondamentale nella società. Magia, non intesa come facciamo oggi e cioè semplicemente come un insieme di cerimonie astruse e malvagie, ma come tutta una serie diomo_06 conoscenze, di esperienze, di arti, finalizzate a mettere l’essere umano in equilibrio con l’intero universo. La necessità di omo_07ritrovare la pace interiore, di sentirsi parte di un progetto superiore, era fondamentale tanto per il povero contadino, che per il guerriero o per il dignitario di corte.

Il disco si apre con un brano strumentale, “Madre Blu”, che ha il compito di introdurre i giri di basso pulsanti e le ambientazioni elettroniche del brano successivo, “In Cielo Come Gli Angeli”. Un brano che riesce a mettere in musica quel senso sfuggente che, purtroppo, oggi, aleggia intorno a tutti aspetti delle nostre trascurabili esistenze. Ogni cosa è destinata a passare, a trasformarsi, a perdersi e noi non possiamo farci assolutamente nulla. Siamo troppo impegnati ad accaparrarci le ultime diavolerie tecnologiche, a conquistarci un ruolo rispettabile all’interno di questa società costruita sul profitto e così restiamo fermi, non riusciamo a vedere nulla ad di là del nostro piccolo giardino. La verità è che ci nascondiamo, è questa la nostra ossessione (“Forse No”).

“Sei Rintocchi Di Campane” è un brano cupo, nel quale ognuno dei sei rintocchi segna una fase omo_02successiva del nostro viaggio, ma ci vuole coraggio per abbandonare tutto e dirigersi verso l’ignoto. L’inquietitudine è temperata dal brano successivo e dal sul elettro-pop sognante e suadente, “Tornerà La Polvere”, nel quale l’oblio del tempo sembra voler avvolgere ed abbracciare ogni nostra ansia ed ogni nostro timore.

La mistica “Sei Tramonti Di Seth” ed il rock elettronico di “Sulle Rive Dell’Est”, rappresentano un esplicito richiamo a quella dimensione spirituale, più che realmente geografica, che è l’antico Egitto. Un luogo nel quale anche aspetti come le tempeste o il disordine, cari alomo_08 dio Seth, assumono un’importanza non trascurabile e soprattutto non disprezzabile per il raggiungimento dell’equilibrio, per il trionfo e la vittoria dell’uomo sulle proprie paure, rappresentate dal mostruoso Apopi e dalla sua follia nel voler divorare il Sole e destinare così il genere umano ad un’esistenza perennemente buia. Chi fuoco ha, fuoco darà… non c’è nulla di sbagliato o violento, ogni forza dell’universo, ogni forza che si agita dentro di noi, contribuirà al successo del viaggio intrapreso.    

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By | 2017-08-01T20:22:26+00:00 novembre 13th, 2016|MUSICA|0 Comments

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